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Manovra da 23,5 miliardi: aiuti a famiglie e sostegni alle imprese. Coperture da banche e giochi

(lapresse)
Il governo anticipa l’impatto delle misure della legge di bilancio nel Dpb trasmesso a Bruxelles e al Parlamento. Nella lista delle coperture anche una nuova spending review a carico dei ministeri
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ROMA - Ecco la manovra. Vale 23,5 miliardi. Per ora è solo abbozzata perché è ancora appesa alla trattativa con l’Europa sull’utilizzo della flessibilità per l’energia, una delle “costole” del provvedimento. Ma intanto il governo ne anticipa i contenuti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso nella notte tra mercoledì e giovedì a Bruxelles e al Parlamento. Nel menù della legge di bilancio compaiono “la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili”, oltre al “sostegno alle imprese e agli investimenti”. Queste voci sono collocate “al centro” della politica di bilancio.

Le misure

I capitoli principali della manovra sono: politiche per la famiglia e spesa sociale (5 miliardi), difesa (4,5 miliardi) e sostegno alle imprese (3,4 miliardi). Ci sono poi infrastrutture (3,1 miliardi), sanità (2,3 miliardi), misure fiscali (2,1 miliardi), fondo sentenze (1,9 miliardi) ed enti territoriali (250 milioni).

Nell’elenco figurano poi …

ROMA - Ecco la manovra. Vale 23,5 miliardi. Per ora è solo abbozzata perché è ancora appesa alla trattativa con l’Europa sull’utilizzo della flessibilità per l’energia, una delle “costole” del provvedimento. Ma intanto il governo ne anticipa i contenuti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso nella notte tra mercoledì e giovedì a Bruxelles e al Parlamento. Nel menù della legge di bilancio compaiono “la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili”, oltre al “sostegno alle imprese e agli investimenti”. Queste voci sono collocate “al centro” della politica di bilancio.

Le misure

I capitoli principali della manovra sono: politiche per la famiglia e spesa sociale (5 miliardi), difesa (4,5 miliardi) e sostegno alle imprese (3,4 miliardi). Ci sono poi infrastrutture (3,1 miliardi), sanità (2,3 miliardi), misure fiscali (2,1 miliardi), fondo sentenze (1,9 miliardi) ed enti territoriali (250 milioni).

Nell’elenco figurano poi “altre spese/interventi” privi però di dettagli. Il totale delle misure fa appunto 23,5 miliardi.

Grazie alla flessibilità, la manovra consentirà “il rafforzamento della difesa nazionale e della sicurezza energetica”. I fondi green si focalizzeranno principalmente sul rafforzamento della rete ferroviaria e sul “potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”.

In particolare - si legge in un passaggio del Dpb - “gli interventi destinati alle imprese saranno volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici attraverso, in particolare, maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici”.

Le coperture

Ma chi paga il conto della manovra? Una tabella mette in fila le coperture. In testa “il settore finanziario”, quindi banche e assicurazioni. Dovranno mettere sul piatto 5 miliardi (in tutto 10,7 miliardi tra il 2027 e il 2029). Poi i ministeri, che saranno soggetti a una nuova revisione della spesa (spending review). Saranno chiamati a contribuire alla legge di bilancio con 1,2 miliardi. Ma anche in questo caso, l’impegno è triennale: altri 1,9 miliardi nel 2028, altrettanti nel 2029.

Un contributo arriverà anche dal settore dei giochi: 718 milioni nel 2027, altrettanti nel 2028, 478 milioni l’anno successivo.

A completare il quadro “altre entrate/coperture” che, tuttavia, non sono dettagliate.

La manovra incompiuta

Il governo scrive anche che “la definizione puntuale degli interventi della manovra, “di prossima presentazione al Parlamento”, terrà conto “degli esiti delle interlocuzioni in corso con la Commissione europea sulla “migliore definizione” del perimetro della flessibilità.

Al centro del negoziato con Bruxelles ci sono le spese per l’energia da finanziare con la flessibilità. Valgono in tutto 14 miliardi: la metà confluirà proprio nella manovra. L’esecutivo, come anticipato da Repubblica, ha chiesto alla Ue di cancellare il vincolo degli investimenti a due anni (la scadenza è a fine 2028). In caso contrario - è il ragionamento - alcune spese, come l’ecobonus al 65% sulle prime abitazioni, risulterebbero difficili da realizzare dato che prevedono un orizzonte temporale più lungo.

Ma la trattativa riguarda anche la natura delle misure. Nell’elenco presentato dall’Italia, infatti, ci sono alcuni interventi che potrebbero risultare disallineati rispetto ai requisiti della flessibilità concessa dall’Europa. Le regole, infatti, vietano l’utilizzo dei fondi per sussidi come il taglio delle bollette e la riduzione delle accise sui carburanti. Sotto esame è finita in particolare la cosiddetta energy release: la vendita a prezzi calmierati di energia alle imprese, in cambio di energia pulita da restituire negli anni successivi, potrebbe infatti configurarsi come un aiuto di Stato, di fatto quindi come un sussidio.

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