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Unicredit riceve il via libera della Bce a salire “senza limiti” nel capitale di Commerzbank

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La banca stima “entro fine anno di prendere il controllo”, e sostituire il management tedesco. Intanto a Siena, in vista dell’assemblea del 29, la Fondazione Roma schiera il suo 0,41% contro le due Ops, che ormai sono avversate da oltre un terzo del capitale
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MILANO – UniCredit riceve il primo via libera, dalla Bce, a «superare la soglia del 30% in Commerzbank e ad aumentarla ulteriormente, senza limiti massimi». Pertanto dovrebbe acquisire il controllo della rivale tedesca «verso la fine dell’anno», attestandosi al 50%. La decisione, scrive l’istituto in una nota, è «una tappa fondamentale nell’acquisizione, a conferma della valutazione positiva sulla transazione della Bce e della fiducia nei solidi fondamentali di Unicredit e nella sua posizione di forza all’interno del settore bancario europeo».

La banca guidata da Andrea Orcel, che due anni fa iniziò l’ascesa nella rivale, in primavera ha lanciato un’Ops che ha raccolto un altro 17,6% di Commerz. Ma la legge tedesca prevede …

MILANO – UniCredit riceve il primo via libera, dalla Bce, a «superare la soglia del 30% in Commerzbank e ad aumentarla ulteriormente, senza limiti massimi». Pertanto dovrebbe acquisire il controllo della rivale tedesca «verso la fine dell’anno», attestandosi al 50%. La decisione, scrive l’istituto in una nota, è «una tappa fondamentale nell’acquisizione, a conferma della valutazione positiva sulla transazione della Bce e della fiducia nei solidi fondamentali di Unicredit e nella sua posizione di forza all’interno del settore bancario europeo».

La banca guidata da Andrea Orcel, che due anni fa iniziò l’ascesa nella rivale, in primavera ha lanciato un’Ops che ha raccolto un altro 17,6% di Commerz. Ma la legge tedesca prevede il regolamento dell’offerta dopo che tutte le autorizzazioni sono accordate. E Unicredit stima di «completare i restanti passaggi regolamentari e le condizioni necessarie a completare l’Ops verso la fine dell’anno»; al che salirà vicino al 50% dei voti e «potrà assumere il controllo della banca». Tale scenario si sposa con l’intenzione, già espressa da Orcel, di convocare un’assemblea straordinaria a Francoforte e sostituire il management guidato da Bettina Orlopp.

Sempre ieri, ma a Siena, un cda di Mps ha fatto il punto in vista dell’assemblea che il 29 ottobre dovrà vagliare le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Ma da ieri la quota dei soci contrari è superiore a un terzo (33,58%), che costituisce una minoranza di blocco: a Delfin (17,5%), Caltagirone (13,5%), Benetton (1,45%), Praude (0,72%), si è aggiunta Fondaco Lux, che per conto di Fondazione Roma gestisce lo 0,41% di Mps e «sulla base delle informazioni disponibili intende esprimere voto contrario» alle due Ops.

L’ente di origine bancaria, un tempo socio rilevante di Unicredit ma che ha venduto tutta la quota nel tempo, ha invece fatto sapere nella sua veste di azionista Mps che valuta «positivamente, in via preliminare, l’Opas di Intesa Sanpaolo in quanto il progetto industriale, volto a creare un gruppo bancario di maggiore dimensione e con attività diversificate, può offrire prospettive favorevoli di creazione di valore nel medio-lungo periodo».

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