La scossa dei giovani di Confindustria: “Serve una grande strategia italiana per l’IA”
dal nostro inviato Filippo SantelliCAPRI – “I giovani devono stare dove si decide, non dove si parla”. Potrebbe sembrare una contraddizione, visto che siamo a un convegno. Ma dal palco di Capri, al ritrovo annuale dei Giovani imprenditori della Confindustria, la presidente Maria Anghileri chiede alla politica di passare dalle parole ai fatti. All’Italia, spiega la 39enne lombarda, seconda generazione al vertice del gruppo dell’acciaio Eusider, serve una grande e ambiziosa strategia per non perdere il treno dell’Intelligenza artificiale, la strategIA che dà il titolo al convegno. E questa strategia non può che mettere al centro i giovani, che in tutto il resto del mondo questa rivoluzione la stanno costruendo nei laboratori di ricerca e nelle imprese. “Un Paese che non li mette al centro è un Paese che si è arreso, capiamo la prudenza sui conti ma non si possono sacrificare i giovani”.
CAPRI – “I giovani devono stare dove si decide, non dove si parla”. Potrebbe sembrare una contraddizione, visto che siamo a un convegno. Ma dal palco di Capri, al ritrovo annuale dei Giovani imprenditori della Confindustria, la presidente Maria Anghileri chiede alla politica di passare dalle parole ai fatti. All’Italia, spiega la 39enne lombarda, seconda generazione al vertice del gruppo dell’acciaio Eusider, serve una grande e ambiziosa strategia per non perdere il treno dell’Intelligenza artificiale, la strategIA che dà il titolo al convegno. E questa strategia non può che mettere al centro i giovani, che in tutto il resto del mondo questa rivoluzione la stanno costruendo nei laboratori di ricerca e nelle imprese. “Un Paese che non li mette al centro è un Paese che si è arreso, capiamo la prudenza sui conti ma non si possono sacrificare i giovani”.
No alle misure elettorali
Il riferimento è alla legge elettorale in discussione in questi giorni. Dove sembrano dominare altre priorità, dai maggiori ritorni elettorali. “Servono scelte strategiche, non dividendi elettorali”, dice Anghileri. Nel concreto, i giovani imprenditori apprezzano la proposta di Giorgetti di una flat tax per gli aumenti contrattuali dei giovani, purché abbia effetti sensibili. Ma sottolineano che è ben distante da quello che servirebbe. Chiedono una grande campagna di reclutamento che, con incentivi e percorsi professionali, faccia rientrare in Italia 500 talenti Ia in cinque anni. E uno sgravio dell’Irpef per i nuovi assunti della durata di cinque anni, perché “offrire un salario competitivo ai giovani è la direzione in cui si deve andare per trattenere i nostri talenti che da anni ci vengono sottratti da tutto il mondo”. Propongono che l’IA diventi un interesse nazionale strategico, con la creazione di specifici poli di eccellenza nazionali a burocrazia ridotta – delle Zes dell’IA –, con un piano di adozione che aiuti le Pmi, oggi in enorme ritardo. “In un Paese che da 25 anni non riesce a far crescere la produttività l’IA potrebbe farla crescere di un punto l’anno”, spiega Anghileri citando Bankitalia. Tra oggi e domani al convegno di Capri interverranno i ministri Urso, Tajani e Zangrillo.
Un’Europa più forte
L’Italia deve muoversi, ma con toni molto europeisti – più di quelli del governo sovranista ma anche della Confindustria nazionale – Anghileri dice che solo un’Unione più forte e più unita può vincere questa sfida. La presidentessa dei Giovani imprenditori indica nei dati e nella potenza di calcolo le due infrastrutture chiave su cui l’Europa deve puntare per provare a tenere il passo di Stati Uniti e Cina e costruire una sua “filiera dell’IA”. E nel superamento della frammentazione la priorità più urgente, contro le forze che invece vorrebbero tornare alle piccole patrie. “In Europa vediamo affermarsi movimenti che mettono in discussione la nostra idea di libertà e di sviluppo. L’Europa è la nostra casa imperfetta ma preziosa: la vogliamo più forte, loro la vogliono distruggere”.
Le imprese cambino testa
Lo stesso scatto verso il futuro, dice Anghileri alla platea di imprenditori, serve però anche all’interno del mondo delle imprese. “Dobbiamo trasformare le nostre aziende, metterci la testa e in alcuni casi cambiarla”, spiega. Il binomio è sempre lo stesso che in Italia al momento non funziona, giovani e innovazione: affidare a loro la trasformazione dell’Intelligenza artificiale, con il doppio risultato di cambiare faccia alle imprese e di renderle più attrattive. È tutto un sistema che deve cambiare, dice Anghileri, facendo riferimento ai ragazzi che in tutta Europa protestano per la scuola e la casa, pure così lontani per lessico, liturgie ed estrazione dai partecipanti al convegno di Capri: “Sono rivendicazioni diverse, ma esprimono la stessa domanda: poter costruire il proprio futuro”.