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Fed, Warsh non dà indicazioni sui tassi, ma il boom dell'Ia spinge l'inflazione

A Bangkok il numero uno della banca centrale Usa allontana una nuova stretta a breve nonostante la crescita dei prezzi
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BANGKOK – «L'Intelligenza artificiale agirà sul lato della domanda dell'economia prima che si manifestino i suoi effetti sull'offerta». Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, mette in guardia sui paradossi della rivoluzione tecnologica che promette di trasformare l'economia americana, ma intanto rischia di complicare il lavoro della banca centrale. Perché la corsa agli investimenti in data center, semiconduttori ed energia sostiene la crescita, ma per ora può anche alimentare l'inflazione. E dunque pesare sulle prossime decisioni sui tassi d'interesse.

A Bangkok agli incontri annuali del Fondo monetario internazionale, Warsh non scopre però le carte sulle prossime mosse della Fed. «Non anticipo le decisioni delle nostre riunioni», spiega conversando con la direttrice generale del Fondo, Kristalina Georgieva. Il prossimo appuntamento è il 27-28 ottobre, dopo che a settembre la Fed ha aumentato il costo del denaro…

BANGKOK – «L'Intelligenza artificiale agirà sul lato della domanda dell'economia prima che si manifestino i suoi effetti sull'offerta». Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, mette in guardia sui paradossi della rivoluzione tecnologica che promette di trasformare l'economia americana, ma intanto rischia di complicare il lavoro della banca centrale. Perché la corsa agli investimenti in data center, semiconduttori ed energia sostiene la crescita, ma per ora può anche alimentare l'inflazione. E dunque pesare sulle prossime decisioni sui tassi d'interesse.

A Bangkok agli incontri annuali del Fondo monetario internazionale, Warsh non scopre però le carte sulle prossime mosse della Fed. «Non anticipo le decisioni delle nostre riunioni», spiega conversando con la direttrice generale del Fondo, Kristalina Georgieva. Il prossimo appuntamento è il 27-28 ottobre, dopo che a settembre la Fed ha aumentato il costo del denaro di un quarto di punto, portandolo al 3,75-4%. Dal mese scorso, dice ancora Warsh, «il mondo si è evoluto sostanzialmente secondo le nostre aspettative». Nessuna promessa di un'altra stretta, dunque, anche se sono freschi i dati sull'inflazione Usa in rialzo al 3,7% in settembre.

Di fatto, però, l'Ia sta cambiando la natura stessa della crescita americana. Dopo anni trascorsi a discutere di stagnazione secolare, con investimenti insufficienti e domanda debole, l'economia Usa sembra imboccare la strada opposta. «L'impennata degli investimenti è la cosa più importante che sta accadendo nell'economia globale dal lato positivo», sostiene Warsh. Con quali effetti sulla politica monetaria è ancora da vedere.

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