La doccia fredda arriva nel giorno in cui i primi amministratori della sanità, gli assessori alla Salute delle Regioni, approvano la loro proposta definitiva per incrementare il Fondo che finanzia l’assistenza. Le cifre sono praticamente le stesse richieste da un esponente del governo, il ministro Orazio Schillaci, e molto superiori – più del doppio – di quelle che si desumono dal Documento programmatico di bilancio (Dpb). Distantissime, quindi.
La manovra non c’è ancora, dicono soprattutto dalle Regioni governate dal centrodestra per frenare i nervosismi, ma intanto il Dpb inviato a Bruxelles dai tecnici di Giancarlo Giorgetti prospetta un incremento per la sanità di circa 2,4 miliardi, che con il miliardo già stanziato nella Finanziaria dell’anno scorso…
La doccia fredda arriva nel giorno in cui i primi amministratori della sanità, gli assessori alla Salute delle Regioni, approvano la loro proposta definitiva per incrementare il Fondo che finanzia l’assistenza. Le cifre sono praticamente le stesse richieste da un esponente del governo, il ministro Orazio Schillaci, e molto superiori – più del doppio – di quelle che si desumono dal Documento programmatico di bilancio (Dpb). Distantissime, quindi.
La manovra non c’è ancora, dicono soprattutto dalle Regioni governate dal centrodestra per frenare i nervosismi, ma intanto il Dpb inviato a Bruxelles dai tecnici di Giancarlo Giorgetti prospetta un incremento per la sanità di circa 2,4 miliardi, che con il miliardo già stanziato nella Finanziaria dell’anno scorso fanno 3,4 miliardi in totale. Ebbene, proprio ieri gli assessori hanno votato il documento con l’emendamento che chiede in tutto 6,8 miliardi di euro per il 2027. «Servono soldi», dicono le Regioni. «Sarebbe necessario un incremento del Fondo sanitario nazionale di 6.818 milioni di euro nell’anno 2027, di ulteriori 5.454 milioni di euro nell’anno 2028 e di ulteriori 5.751 per l’anno 2029», è scritto nelle carte.
La cifra richiesta per l’anno prossimo, come detto, è più o meno la stessa che, prima a luglio e poi più di recente, Schillaci ha chiesto al collega alla guida del Mef. Così ieri circolava una certa delusione nei corridoi di ministero e assessorati. C’è ancora la speranza che nella manovra finiscano un po’ di soldi in più di quelli calcolati guardando il Dpb, ma dal ministero dell’Economia avrebbero detto di non farsi troppe illusioni. Se arrivassero più soldi, come continua a sperare lo stesso Schillaci, che dovrà andare a trattare la quota per la sanità con Giorgetti, difficilmente ci si avvicinerebbe comunque a quanto richiesto da chi ogni giorno amministra le attività di assistenza. Ci vorrebbero 3,7 miliardi in più sul Fondo sanitario nazionale del 2027 per tenderlo allo stesso rapporto rispetto al Pil del 2026, quando con 149,2 miliardi in assoluto era al 6,18%. Se non si raggiunge questa percentuale ci saranno forti polemiche e si parlerà di definanziamento.
I 3,4 miliardi, almeno se si guarda alle richieste fatte a suo tempo da Schillaci, servirebbero solo a coprire la cosiddetta quota indistinta della spesa sanitaria, che sale ogni anno. E cioè a pagare gli aumenti dell’energia, dei costi dei dispositivi e in parte dei farmaci. Tra l’altro il ministero della Salute aveva tenuto parte degli investimenti per i medicinali fuori dalla cifra totale richiesta a Giorgetti. Comunque sia, non ci sarebbero i soldi per implementare le attività sanitarie mettendo denaro per assunzioni e aumento di stipendi degli infermieri, per la cura delle malattie rare e dell’autismo, per salute mentale e dipendenze, per l’Alzheimer. Come detto, le Regioni hanno prodotto un documento che dal punto di vista economico ricalca le cifre del ministero.
Nelle “Proposte da inserire nella legge finanziaria del 2027” ci sono gli emendamenti «che necessitano di copertura finanziaria». Servono 1,1 miliardi per gli infermieri e circa mezzo miliardo per i medici. Poi c’è un fondo per l’innovazione terapeutica da 1,5 miliardi e ci sono 3,5 miliardi di «voci non soggette a tetto», cioè soldi che le Regioni possono usare per «ridurre il rischio di sottofinanziamento dei servizi sanitari». Visto come stanno andando le cose, le richieste non verranno tutte soddisfatte.