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Contratti di energia non richiesti e trasparenza: le proposte dei comparatori

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Assocompara propone un codice univoco in possesso solo del cliente, senza il quale non dovrebbe essere possibile cambiare contratto. Altri spunti mirano a rendere più confrontabili le offerte, anche in vista della scadenza delle Tutele graduali
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ROMA – Prima ancora di parlare di caro-energia bisognerebbe soffermarsi su un dato: otto italiani su dieci stanno pagando, a oggi, una tariffa più alta rispetto a ciò che potrebbero trovare sul mercato. I consumatori, insomma, sono ancora piuttosto statici: si informano e confrontano poco. E la colpa non è solo delle famiglie: l’energia continua a essere una materia complessa e sulla trasparenza si può ancora fare molto di più.

Anche per questo Assocompara, l’associazione che riunisce alcuni tra i maggiori comparatori di tariffe online, ha presentato una serie di proposte sulle quali coinvolgerà l’autorità pubblica Arera e le compagnie energetiche. Con l’obiettivo di arrivare a una riforma.

Il codice segreto

Il cambio di operatore non richiesto continua a essere una delle maggiori piaghe del settore. Benché la nuova stretta, entrata in vigore in estate, abbia ridotto il numero delle chiamate moleste, la questione non è chiusa. Assocompara propone di introdurre un codice univoco da ut…

ROMA – Prima ancora di parlare di caro-energia bisognerebbe soffermarsi su un dato: otto italiani su dieci stanno pagando, a oggi, una tariffa più alta rispetto a ciò che potrebbero trovare sul mercato. I consumatori, insomma, sono ancora piuttosto statici: si informano e confrontano poco. E la colpa non è solo delle famiglie: l’energia continua a essere una materia complessa e sulla trasparenza si può ancora fare molto di più.

Anche per questo Assocompara, l’associazione che riunisce alcuni tra i maggiori comparatori di tariffe online, ha presentato una serie di proposte sulle quali coinvolgerà l’autorità pubblica Arera e le compagnie energetiche. Con l’obiettivo di arrivare a una riforma.

Il codice segreto

Il cambio di operatore non richiesto continua a essere una delle maggiori piaghe del settore. Benché la nuova stretta, entrata in vigore in estate, abbia ridotto il numero delle chiamate moleste, la questione non è chiusa. Assocompara propone di introdurre un codice univoco da utilizzare - e comunicare - solo in caso di cambio operatore. Il codice dovrebbe essere ben presente nella prima pagina della bolletta e, passati al nuovo gestore, cambierebbe di nuovo. “La realtà di oggi è che i numeri di Pod e Pdr, che identificano la singola utenza e servono per stipulare un nuovo contratto, pur essendo dati sensibili, sono disponibili a diversi soggetti che effettuano azioni commerciali telefoniche aggressive e spesso illecite - spiega Paolo Benazzi, portavoce di Assocompara - e perciò il nuovo codice dovrebbe essere conservato gelosamente dall’utente, che lo utilizzerebbe per cambiare consapevolmente: a questo scopo si potrebbe pensare a una campagna informativa da parte di Arera”. Con questo escamotage nessun call center potrebbe farci cambiare contratto a nostra insaputa, perché dovrebbe comunque chiederci il codice, un’informazione che avremmo solo noi.

Confronti più semplici

Un’altra novità auspicata dai comparatori si tradurrebbe in un obbligo per i gestori: nel caso in cui modifichino le condizioni contrattuali (e questo avviene spesso) a chi è già cliente, Assocompara propone di comunicare al cliente a quanto ammonterebbe la nuova spesa annua, calcolata sui consumi dei 12 mesi precedenti, “mettendola a confronto con quella attuale e indicando chiaramente la differenza”. Molto spesso infatti i clienti non sono in grado di stabilire se le nuove condizioni contrattuali siano migliorative o meno. Quindi si trovano a doverle accettare passivamente.

Una fase delicata

Le proposte di riforma arrivano in un momento importante per il mercato dell’energia. Da una parte ci sono i rincari, la cui corsa è probabilmente solo agli inizi. Dall’altra c’è l’appuntamento di marzo 2027, quando tutti i consumatori in Tutele graduali dovranno scegliersi un gestore di mercato libero. In questo regime, infatti, sono finiti tutti gli utenti del vecchio mercato tutelato non vulnerabili che non avevano fatto alcuna scelta. Se il Parlamento non interverrà con una proroga (e in queste settimane sono arrivate diverse richieste in tal senso), gli operatori del mercato libero si potrebbero contendere un tesoro: oltre un milione e mezzo di consumatori. Ma in questa corsa ad accaparrarsi nuovi clienti, a farne le spese potrebbe essere proprio la trasparenza delle offerte e la correttezza. In merito alla scadenza del prossimo marzo Assocompara si è detta disponibile a “contribuire alle iniziative di informazione dei consumatori”.

Il risparmio possibile

Dicevamo degli 8 consumatori su 10 che potrebbero pagare di meno cambiando operatore. Il dato proviene dalle circa 100mila bollette reali analizzate ogni mese dai portali Segugio.it, Facile.it e Switcho. Secondo questi risultati, nel 2026 gli “ottimizzati”, cioè i clienti che hanno già la miglior tariffa possibile, erano il 10%, per un risparmio mediano di 180 euro per luce e altri 180 per il gas. Tra marzo e giugno, con la prima crisi in Iran, il rincaro delle tariffe ha fatto sì che gli ottimizzati salissero al 15% con una minor spesa mediana di 150 euro per la luce e ulteriori 150 per il gas. Oggi siamo arrivati alla condizione in cui a un consumatore su cinque non conviene cambiare, con un risparmio mediano ancora più basso: 250 euro l’anno tra luce e gas. “Colpisce osservare come, in un momento di prezzi così alti e tensione, sul mercato energy così tanti consumatori rimangano con una tariffa poco competitiva, o pessima. È come se 8 consumatori su 10 andassero a fare benzina regolarmente dove un litro costa circa tre euro” commenta Benazzi.

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