Petrucco (Icop): “Cdp valuti il nostro progetto su Trevi”
di Carlotta ScozzariMILANO – È battaglia senza esclusione di colpi tra Icop e Webuild per la conquista di Trevi, società dell’ingegneria del sottosuolo che a Piazza Affari vale quasi 340 milioni. Le due offerte concorrenti, quella di scambio di Icop e quella in contanti di Webuild, proseguiranno fino al 20 novembre. Il general contractor partecipato a maggioranza dalla famiglia Salini punta a raggiungere almeno il 50% più uno dei diritti di voto, rispetto al 55% minimo messo nel mirino dalla società che fa capo alla famiglia Petrucco.
Piero Petrucco, ad di Icop, avete presentato un esposto in Consob dopo la recente campagna pubblicitaria di Webuild che parlava anche di voi: per esempio, della liquidità del titolo Icop e dell’indebitamento...
«Siamo rimasti colpiti da una campagna che mirava più a mettere in cattiva luce la nostra società che a discutere le due operazioni nel merito; Consob ha integralmente accolto le nostre osservazioni e chiesto chiarimenti e rettifiche a Webuild. Pensiamo che il mercat…
MILANO – È battaglia senza esclusione di colpi tra Icop e Webuild per la conquista di Trevi, società dell’ingegneria del sottosuolo che a Piazza Affari vale quasi 340 milioni. Le due offerte concorrenti, quella di scambio di Icop e quella in contanti di Webuild, proseguiranno fino al 20 novembre. Il general contractor partecipato a maggioranza dalla famiglia Salini punta a raggiungere almeno il 50% più uno dei diritti di voto, rispetto al 55% minimo messo nel mirino dalla società che fa capo alla famiglia Petrucco.
Piero Petrucco, ad di Icop, avete presentato un esposto in Consob dopo la recente campagna pubblicitaria di Webuild che parlava anche di voi: per esempio, della liquidità del titolo Icop e dell’indebitamento...
«Siamo rimasti colpiti da una campagna che mirava più a mettere in cattiva luce la nostra società che a discutere le due operazioni nel merito; Consob ha integralmente accolto le nostre osservazioni e chiesto chiarimenti e rettifiche a Webuild. Pensiamo che il mercato debba disporre di tutte le informazioni per capire e confrontare i due progetti. Il nostro ha un forte valore industriale».
Trevi a Piazza Affari oggi tratta a 5,175 euro ad azione. La vostra Ops, dopo il rilancio, la valorizza 5,165 se si considera il prezzo di Icop del 26 giugno, prima dell’annuncio dell’offerta, e 3,855 alle quotazioni di oggi. Webuild, dopo l’incremento, mette sul piatto 5,165 euro cash. Perché un azionista dovrebbe preferire la vostra offerta?
«Icop si è quotata due anni fa sull’Egm a 5,92 euro ad azione e poi lo scorso settembre è passata al listino principale. Oggi in Borsa vale 25,7 euro ma gli analisti calcolano target price tra 40 e 44. Pensiamo che dall’unione di una società come la nostra specializzata in fondazioni con una focalizzata nel microtunneling possa nascere un gruppo con ricavi oltre il miliardo, che grazie alle sinergie potrà dare risultati molto soddisfacenti agli azionisti».
In questa gara sarà determinante Cdp, socia al 21,3% di Trevi e al 16,5% di Webuild.
«Cdp ha di recente ribadito l’importanza di promuovere campioni nazionali. Noi intendiamo condurre a termine il lavoro che la Cassa ha svolto con Trevi, visto che l’ha portata dalla crisi alla stabilità, inserendo la società nel nostro percorso di crescita. Riteniamo che il nostro progetto di integrazione orizzontale, finalizzato a competere sul piano internazionale con i grandi operatori europei, possa funzionare meglio dell’unione verticale proposta da Webuild e auspichiamo che Cdp colga questo aspetto. Abbiamo un backlog, ossia ordini firmati, da 1,5 miliardi, che salirebbe a 2,4 in caso di entità combinata».
Come mai il cda di Trevi ha approvato l’offerta di Webuild e non la vostra?
«Lo ha dovuto fare perché, dopo l’incremento, il prezzo rientrava nell’intervallo di congruità. Nel nostro caso, invece, l’intervallo non è stato stabilito sul valore assoluto ma sul concambio».
Webuild ha già il 29,32% di Trevi. Come farete a superarla?
«Resteremo sui numeri e sul piano industriale, escludendo scenari non accrescitivi di valore per i nostri azionisti. Ci aspettiamo che Cdp capisca il nostro disegno industriale, il potenziale di crescita e il valore che creeremo. Inoltre, la nostra offerta garantisce l’occupazione. Webuild ha appena messo in cassa integrazione 500 persone e con Trevi aggiunge un carico importante; le recenti prese di posizione dei sindacati, molto allarmati dalla situazione, ne sono un chiaro segnale».
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