In un momento di grandi cambiamenti, geopolitici e finanziari, Banca Generali riscrive l’offerta per stare al passo con i tempi. In un recente incontro con le principali Sgr e con la rete di consulenti, la struttura di ricerca macroeconomica della società quotata a Piazza Affari ha analizzato le trasformazioni globali e le strategie per affrontarle nei portafogli. Questo in una fase in cui, in Italia, Banca Generali, che da gennaio a settembre ha raccolto 6,3 miliardi tra investitori e risparmiatori, si trova nuovamente al centro delle rotte del risiko. Dopo che l’anno scorso era finita nel mirino di Mediobanca, oggi la vuole Mps. Un interesse che, secondo il vicedirettore generale Andrea Ragaini, si spiega con il fatto che «il private banking ha confermato la centralità della consulenza finanziaria, della protezione e del wealth management a 360 gradi. Banca Generali, che ha anticipato questa evoluzione, si trova oggi in una posizione privilegiata. Essere così ricercati certifica il …
In un momento di grandi cambiamenti, geopolitici e finanziari, Banca Generali riscrive l’offerta per stare al passo con i tempi. In un recente incontro con le principali Sgr e con la rete di consulenti, la struttura di ricerca macroeconomica della società quotata a Piazza Affari ha analizzato le trasformazioni globali e le strategie per affrontarle nei portafogli. Questo in una fase in cui, in Italia, Banca Generali, che da gennaio a settembre ha raccolto 6,3 miliardi tra investitori e risparmiatori, si trova nuovamente al centro delle rotte del risiko. Dopo che l’anno scorso era finita nel mirino di Mediobanca, oggi la vuole Mps. Un interesse che, secondo il vicedirettore generale Andrea Ragaini, si spiega con il fatto che «il private banking ha confermato la centralità della consulenza finanziaria, della protezione e del wealth management a 360 gradi. Banca Generali, che ha anticipato questa evoluzione, si trova oggi in una posizione privilegiata. Essere così ricercati certifica il grande lavoro svolto e ci consente di guardare con serenità al futuro, sapendo che ogni decisione spetterà al mercato».
Tornando al quadro globale, «le tensioni geopolitiche - osserva Ragaini - ridisegnano rotte commerciali e catene di fornitura, la frammentazione degli scambi accresce i costi, il debito pubblico elevato restringe gli spazi di manovra dei governi e l’inflazione si conferma più tenace del previsto». Così, valutazioni azionarie elevate, concentrazione degli indici e crescente correlazione tra le attività finanziarie «impongono di ripensare anche il concetto di difesa: i titoli governativi non sono più un rifugio privo di rischi e le coperture tradizionali, come i metalli preziosi, possono perdere efficacia proprio nelle fasi di maggiore volatilità».
La sfida più immediata per i risparmiatori resta l’inflazione, destinata a rimanere persistente, spingendo così le banche centrali a mantenere un orientamento restrittivo. «Per gli investitori significa convivere con rendimenti elevati, ma anche con una maggiore volatilità: l’obbligazionario è tornato a offrire valore, senza però poter essere considerato privo di rischio» commenta Ragaini. A complicare il quadro obbligazionario contribuisce poi la crescita del debito pubblico, che sposta l’attenzione dalla politica monetaria alla sostenibilità dei conti. Ne deriva, per Banca Generali, uno scenario in cui la gestione attiva e la selezione di scadenze e Paesi diventano ancora più importanti, con la capacità di valutare se le economie possano sostenere nuovi investimenti.
In parallelo, l’intelligenza artificiale, il principale tema che continua ad alimentare le aspettative degli investitori, «entra in una fase più selettiva: prima di tradursi pienamente in produttività richiederà ingenti capitali, mentre la creazione di valore tenderà a estendersi oltre i grandi hyperscaler e lungo l’intera filiera tecnologica» nota Ragaini. Da questa analisi discendono anche le scelte di portafoglio: «Per proteggere il patrimonio nel tempo non basta ridurre l’esposizione al rischio, ma occorre restare investiti e partecipare alla crescita globale attraverso l’azionario. Le valutazioni, pur elevate, sono sostenute dagli utili. Il reddito fisso continua a offrire opportunità, ma la sua capacità di preservare il valore reale è diminuita, rendendo necessaria una costruzione più selettiva e diversificata dei portafogli». L’obiettivo, sottolinea il vice dg di Banca Generali, è «superare il tradizionale portafoglio delle famiglie italiane, ancora fortemente ancorato ai bond, adottando nuovi “schemi di gioco”: più strumenti di attacco per creare valore, una componente di protezione meno dipendente dal reddito fisso e soluzioni intermedie per accompagnare gradualmente la liquidità verso i mercati».
Per tradurre questi nuovi “schemi di gioco” in scelte concrete, Banca Generali ha ampliato gli strumenti a disposizione di consulenti e clienti, con diverse soluzioni. Tra queste, evidenzia Ragaini, «un fondo azionario protetto per cogliere il potenziale di crescita delle Borse e tutelare, nello stesso tempo, il capitale dall’inflazione». A questo si aggiungono un fondo a scadenza (target date) e una gestione patrimoniale focalizzati sul flusso cedolare, oltre a nuovi strumenti azionari, alternativi e assicurativi. «Più valore e protezione per i clienti, strumenti più evoluti per i banker: è questa la forza di un private banking capace di orientarsi nei mercati di oggi e anticipare quelli di domani. In uno scenario meno prevedibile, la qualità della consulenza diventa decisiva per consolidare la fiducia degli investitori» conclude Ragaini.
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