Forte fuori, debole dentro: il doppio binario della Cina tra export che tira e consumi al palo
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - La poderosa macchina delle esportazioni continua a trainare la Cina. L’economia cresce, oltre le aspettative. Nel terzo trimestre il Pil segna un +4,5%. Risultato che mantiene Pechino sulla rotta dell’obiettivo annuale e che può far tirare un sospiro di sollievo al Partito. Anche se i problemi che affliggono la seconda potenza mondiale e la sua economia che continua a viaggiare a due velocità persistono.
Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, il prodotto interno lordo è cresciuto del 4,5% su base annua nel periodo luglio-settembre (ad aprile-giugno la crescita era stata del 4,3%). Per il 2026 la leadership comunista ha fissato un target di crescita compreso tra il 4,5% e il 5%: dunque i risultati offrono un certo …
PECHINO - La poderosa macchina delle esportazioni continua a trainare la Cina. L’economia cresce, oltre le aspettative. Nel terzo trimestre il Pil segna un +4,5%. Risultato che mantiene Pechino sulla rotta dell’obiettivo annuale e che può far tirare un sospiro di sollievo al Partito. Anche se i problemi che affliggono la seconda potenza mondiale e la sua economia che continua a viaggiare a due velocità persistono.
Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica, il prodotto interno lordo è cresciuto del 4,5% su base annua nel periodo luglio-settembre (ad aprile-giugno la crescita era stata del 4,3%). Per il 2026 la leadership comunista ha fissato un target di crescita compreso tra il 4,5% e il 5%: dunque i risultati offrono un certo sollievo al Partito, che potrebbe decidere di non ricorrere a più ampi stimoli dopo gli interventi di questi mesi, seppur modesti, di sostegno fiscale e monetario.
I dati mostrano il doppio binario su cui viaggia la Cina: la crescente dipendenza dalle esportazioni per compensare un’economia interna che soffre. Calo degli investimenti (quelli immobiliari hanno registrato un crollo del 20,6% nei primi nove mesi), crisi del mattone e un mercato del lavoro debole (nonostante il tasso di disoccupazione urbana è migliorato leggermente dal 5,3% di agosto al 5,2% di settembre) scoraggiano le famiglie dal metter mano al portafogli.
La produzione industriale è aumentata del 5,5% su base annua, trainata dalla forte domanda internazionale. A settembre le esportazioni cinesi hanno registrato un +36,3%: cresciute, di nuovo, grazie ai prodotti legati all’intelligenza artificiale e alle tecnologie verdi. Il surplus commerciale della Cina è salito a 938,1 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell’anno: significa che Pechino è sulla buona strada per superare gli 1,2 trilioni di surplus dello scorso anno. Dato che continua ad alimentare le tensioni con molti partner commerciali, soprattutto l’Europa.
Le vendite al dettaglio, principale indicatore dei consumi, sono cresciute dell’1,1% rispetto allo 0,4% di agosto: risultato ancora modesto. “Dobbiamo essere consapevoli che il contesto internazionale è complesso e instabile, che il problema della domanda interna insufficiente rimane di grande rilevanza e che le basi per una crescita economica stabile devono ancora essere consolidate”, ha affermato Mao Shengyong, vicedirettore dell’Ufficio nazionale di statistica.