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Manovra, il blitz del governo. Più soldi alle forze dell’ordine

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Vertice di maggioranza a palazzo Chigi: sul tavolo assunzioni e fondo pensione per agenti e militari grazie alla flessibilità dell’Europa
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ROMA - La manovra come risposta alla piazza. I soldi per assumere più agenti, con dotazioni più efficienti e la prospettiva di una pensione un po’ più ricca. Nelle ore calde degli scontri nelle grandi città, il governo studia un pacchetto di misure per le forze dell’ordine da calare nella legge di bilancio in costruzione.

Se ne parlerà al vertice di maggioranza atteso oggi pomeriggio a palazzo Chigi. Insieme a Giorgia Meloni e ai suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ci saranno anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tutti insieme passeranno sotto esame una serie di proposte che stanno già prendendo forma a livello tecnico.

I presupposti per un’accelerazione ci sono tutti. C’è la contingenza dei disord…

ROMA - La manovra come risposta alla piazza. I soldi per assumere più agenti, con dotazioni più efficienti e la prospettiva di una pensione un po’ più ricca. Nelle ore calde degli scontri nelle grandi città, il governo studia un pacchetto di misure per le forze dell’ordine da calare nella legge di bilancio in costruzione.

Se ne parlerà al vertice di maggioranza atteso oggi pomeriggio a palazzo Chigi. Insieme a Giorgia Meloni e ai suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, ci saranno anche il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tutti insieme passeranno sotto esame una serie di proposte che stanno già prendendo forma a livello tecnico.

I presupposti per un’accelerazione ci sono tutti. C’è la contingenza dei disordini, che spinge l’esecutivo di centrodestra a dare un segnale immediato a carabinieri e poliziotti. E c’è la flessibilità concessa dall’Europa, che permette di spendere di più non solo per la difesa, ma anche per la sicurezza.

Ecco allora che quello che fino a qualche settimana fa era un impegno comunicato solo a Bruxelles, proprio nell’ambito della definizione delle spese extra, diventa ora materia politica da tradurre in risorse. Rispetto alla volontà di incrementare il personale delle forze armate, messa nera su bianco nella lettera inviata da Giorgetti alla Commissione europea il 10 settembre, adesso si lavora a uno schema più dettagliato. In testa alla lista ci sono le assunzioni: la quota maggiore verrebbe riservata all’Arma dei carabinieri. L’acquisto di dotazioni più moderne riguarderebbe invece tutti gli agenti impegnati in strada. A completare il quadro c’è il finanziamento del fondo previdenziale dedicato al personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico.

Sull’ultimo punto a insistere è Forza Italia. Per finanziare interventi perequativi, in virtù di limiti d’età e assegni più bassi, gli azzurri chiedono 480 milioni per i prossimi dieci anni, utilizzando proprio la flessibilità. Anche Fratelli d’Italia e Lega sono d’accordo a utilizzare i soldi della manovra per incrementare la dote riservata al comparto della sicurezza. Ma i conti vanno fatti anche con il resto delle spese per la difesa, dall’innovazione tecnologica ai droni.

Più in generale è l’intera manovra a cercare un equilibrio. Al vertice è attesa una scrematura considerevole delle richieste extra-large dei partiti di maggioranza. Il capitolo più sensibile è quello del fisco. Forza Italia insiste per estendere l’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro e per un cashback sanitario immediato, mentre la Lega punta sulla flat tax a 100mila euro e su pensioni a 64 anni. I margini sono risicatissimi, i tempi stringono. Preso atto dell’impossibilità di rispettare la scadenza dell’invio al Parlamento della manovra entro domani, il governo proverà a chiudere il testo entro la fine di questa settimana. Una corsa col fiato corto per tenere insieme misure e coperture. E per provare a far rientrare le proteste di banche, Regioni e Comuni.

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