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Il post del pm contro Meloni dopo lo stop agli aumenti per i magistrati: “Nana borgatara”

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Il messaggio su Facebook di Alessandro Di Cicco, in servizio alla procura di Roma, che prende le distanze: “Sono stato hackerato, sto denunciando”. Aimi, consigliere laico del Csm: “Consiglio verifichi eventuali profili disciplinari”
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MILANO – Continuano le schermaglie a distanza tra magistrati e governo. Dopo lo stop di Meloni alla firma del decreto per autorizzare gli adeguamenti di stipendio per la categoria è arrivato il commento su Facebook di un magistrato in servizio alla procura di Roma, Alessandro Di Cicco, che sul proprio profilo avrebbe scritto: "La nana borgatara non ha tempo per firmare un decreto. Ci penserà un commissario ad acta! Povera Italia". Il post, riportato dall’Adnkronos, al momento non è visibile.

Il pm: “non sono stato io”

"Mi hanno hackerato il profilo Facebook e sto andando al commissariato a denunciare. Non sono stato io a scrivere quel post sulla premier, ero in viaggio e quando mi sono accorto di quanto successo, e cioè che qualcuno aveva scritto quel testo sul mio profilo, ho provveduto subito a cancellarlo. Non immaginavo questo clamore, adesso sto andando a denunciare quanto successo al commissariato. Una cosa è non condividere le posizioni della premier, altro è insultare". Così,…

MILANO – Continuano le schermaglie a distanza tra magistrati e governo. Dopo lo stop di Meloni alla firma del decreto per autorizzare gli adeguamenti di stipendio per la categoria è arrivato il commento su Facebook di un magistrato in servizio alla procura di Roma, Alessandro Di Cicco, che sul proprio profilo avrebbe scritto: "La nana borgatara non ha tempo per firmare un decreto. Ci penserà un commissario ad acta! Povera Italia". Il post, riportato dall’Adnkronos, al momento non è visibile.

Il pm: “non sono stato io”

"Mi hanno hackerato il profilo Facebook e sto andando al commissariato a denunciare. Non sono stato io a scrivere quel post sulla premier, ero in viaggio e quando mi sono accorto di quanto successo, e cioè che qualcuno aveva scritto quel testo sul mio profilo, ho provveduto subito a cancellarlo. Non immaginavo questo clamore, adesso sto andando a denunciare quanto successo al commissariato. Una cosa è non condividere le posizioni della premier, altro è insultare". Così, con l'Adnkronos, il magistrato Alessandro Di Cicco.

L’intervento del Csm

Parole a cui ha fatto seguito l’intervento di Enrico Aimi, consigliere laico del Csm ed ex senatore di Forza Italia. "Definire la Presidente del Consiglio'nana borgatara', come riportato dall'Adnkronos a proposito di un post attribuito al magistrato Alessandro Di Cicco, in servizio presso la Procura della Repubblica di Roma, è un fatto che merita un'attenta valutazione. La libertà di espressione è un diritto fondamentale e deve essere garantita a tutti, magistrati compresi. Ma chi esercita una funzione così delicata come quella giudiziaria è tenuto a osservare doveri di equilibrio, correttezza e rispetto delle istituzioni, anche quando interviene nel dibattito pubblico".

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