PALERMO – I fantasmi della Lidl vagano spaesati per le corsie. I turisti si mischiano con gli abitanti dei rioni popolari, in questo pomeriggio di acquisti improvvisamente negati nel supermercato di via Roma, cuore di Palermo. Il discount è affollato come sempre, ma stavolta c’è più gente che merce. Gli scaffali sono vuoti, le confezioni di cartone abbandonate. La spesa, oggi, è un miraggio per chi cerca prezzi convenienti: sono scomparse frutta, verdura, carne. Manca anche l’acqua minerale.
Nella Sicilia stretta nella morsa dei tir fermi per il caro-carburante, le grandi strutture di vendita sono state le primi ad andare in sofferenza per gli approvvigionamenti. «D’accordo che qui i prodotti sono convenienti e che ci arrangiamo a pr…
PALERMO – I fantasmi della Lidl vagano spaesati per le corsie. I turisti si mischiano con gli abitanti dei rioni popolari, in questo pomeriggio di acquisti improvvisamente negati nel supermercato di via Roma, cuore di Palermo. Il discount è affollato come sempre, ma stavolta c’è più gente che merce. Gli scaffali sono vuoti, le confezioni di cartone abbandonate. La spesa, oggi, è un miraggio per chi cerca prezzi convenienti: sono scomparse frutta, verdura, carne. Manca anche l’acqua minerale.
Nella Sicilia stretta nella morsa dei tir fermi per il caro-carburante, le grandi strutture di vendita sono state le primi ad andare in sofferenza per gli approvvigionamenti. «D’accordo che qui i prodotti sono convenienti e che ci arrangiamo a prenderli nei cartoni, ma entrare e non trovare nemmeno un pomodoro o una mela è stato un problema – racconta Giovanni Filetto – Già domenica era tutto vuoto. Ho due bambini piccoli, siamo alla terza settimana del mese e ho i soldi contati. Se sgarro andando nei supermercati di prima fascia, non arrivo a fine mese».
A cinquecento metri dal discount gli autotrasportatori bloccano tutti i camion, anche quelli che pareva potessero viaggiare per consegnare frutta e verdura. Da ieri si fa sul serio, chi prova a forzare il blocco viene fermato con le buone o con le cattive. La frangia oltranzista dei camionisti ha tagliato le gomme a due rimorchi, giusto per mettere in chiaro le proprie intenzioni. «Spero si accordino subito e che si torni alla normalità», dice Laura Cacciatore, in coda alle casse con due confezioni da tre di Simmenthal e un pacco di pane di segale. «Erano le ultime sullo scaffale – continua – Non mangio mai la carne in scatola, ma non c’era più nemmeno un taglio di quella fresca nei frigoriferi». Dietro di lei una signora guarda la carne, l’ha mancata per pochi secondi e si deve accontentare di piselli e ceci. Anche quelli, rigorosamente in scatola.
Niente prodotti freschi
Addio prodotti freschi. I formaggi rimasti sono quelli più particolari: i tirolesi, che a Palermo non sono proprio un must. «Perché è tutto vuoto?», chiede Andrea, una turista belga di Liegi in vacanza con la figlia. «Lidl da noi è sempre pieno anche quando fuori c’è una bufera di neve». Difficile spiegarle che qui il problema non è il clima ma il prezzo del gasolio alle stelle e le richieste degli autotrasportatori siciliani al ministro Matteo Salvini.
Eppure, appena entrati il profumo del pane appena sfornato aveva illuso che il peggio fosse passato, che la domenica da supermarket della Germania dell’Est di fine anni Ottanta fosse stato un caso isolato. «Ci sono le baguette calde, ma cosa ci metto dentro? I fagioli in scatola? Le pesche sciroppate? – scherza un cliente con la guardia giurata all’entrata – Abbiamo il pane ma non il companatico: manca tutto».
I blocchi stradali dei tir, la mancanza di carburante nelle stazioni di servizio, persino le difficoltà del trasporto pubblico non sono mai stati argomenti da discount. Ieri però, in via Roma, nel centro storico di Palermo, nella Lidl frequentata da chi fa fatica ad arrivare a fine mese, improvvisamente sono diventati temi di cui non si può fare a meno di parlare. I clienti stanno dalla parte dei camionisti anche perché sanno bene che il caro-carburanti tocca anche loro, si trasforma in caro bollette.
«Vorrei che chi ci governa venisse qui – dice Antonio Erminio indicando una pila di panettoni – C’è qualcosa che non va se negli scaffali ci sono già i dolci natalizi ma non c’è il latte fresco o una retina di arance. Ci pensa? In Sicilia non ci sono arance in vendita».