ROMA – Meno tasse e meno contributi a carico di chi vende giornali. Soldi per ristrutturare le edicole. Autorizzazioni veloci per trasformarle in sportelli pubblici dove rilasciare certificati e pagare le tasse locali.
Il Pd ha presentato un disegno di legge al Senato e una proposta alla Camera per salvare gli edicolanti dalla fame. La maggioranza non è ostile. Ma il dialogo si arena sulle coperture.
Il disegno di legge a firma del senatore Walter Verini (del Pd), che ha fatto passi in avanti a Palazzo Madama, vuole cambiare il ruolo delle edicole. Diventerebbero dei «presidi sociali». Non è tutto.
Come negozi
Già oggi, in tante regioni, l’edicolante vende anche bevande e alimentari. La nuova proposta Verini allarga la gamma di prodot…
ROMA – Meno tasse e meno contributi a carico di chi vende giornali. Soldi per ristrutturare le edicole. Autorizzazioni veloci per trasformarle in sportelli pubblici dove rilasciare certificati e pagare le tasse locali.
Il Pd ha presentato un disegno di legge al Senato e una proposta alla Camera per salvare gli edicolanti dalla fame. La maggioranza non è ostile. Ma il dialogo si arena sulle coperture.
Il disegno di legge a firma del senatore Walter Verini (del Pd), che ha fatto passi in avanti a Palazzo Madama, vuole cambiare il ruolo delle edicole. Diventerebbero dei «presidi sociali». Non è tutto.
Editori, edicole e distributori: “Il governo adesso ci sostenga, la crisi del settore è strutturale”
Come negozi
Già oggi, in tante regioni, l’edicolante vende anche bevande e alimentari. La nuova proposta Verini allarga la gamma di prodotti “non editoriali” vendibili. Sarebbe il Comune ad autorizzarli se un quartiere manca di negozi che offrono quei beni.
Anche l’edicola come sportello pubblico non è una novità. Le nuove norme affiderebbero all’edicolante ulteriori servizi pubblici in concessione e spazi comunali in comodato gratuito. Le edicole poi necessitano di stufe, aria condizionata, pannelli solari.
Esposti alle rapine, gli edicolanti reclamano telecamere, allarmi, vetri anti-sfondamento, luci. La nuova proposta permette al singolo giornalaio di investire fino a 100 mila euro recuperandone il 75% come minori tasse.
Il Lotto
In un clima di dialogo tra maggioranza e opposizione, aveva preso corpo l’ipotesi che il disegno venisse approvato in commissione Finanze senza approdare in aula. I problemi sono iniziati quando il ministero dell’Economia ha depositato in Senato una nota critica sulle coperture.
Il disegno di legge ipotizza stanziamenti annui per 400 milioni finanziati attraverso maggiori imposte su slot machine, videolottery e vincite al Lotto. Ma il ministero obietta che l’aumento delle tasse può spingere le persone verso il gioco illegale.
Dimezzare i contributi previdenziali in capo agli edicolanti (in regime forfettario) invece potrebbe incrinarne la «posizione pensionistica». Infine aiuti così copiosi a una singola categoria di lavoratori - come sgravi contributivi e deduzioni dal reddito - può configurare un aiuto di Stato incompatibile con le norme Ue sulla concorrenza.
Dice il senatore Verini (Pd): «Chiediamo di approvare la nostra proposta, forte, innovativa e dinamica. I soldi? Concordiamo uno stanziamento di partenza meno alto dei 400 milioni. Poi, in occasione delle future leggi di Bilancio, troveremo altre risorse».