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Manovra, la Cisl non sciopera: “Rispettiamo la scelta della Cgil, ma non la condividiamo”

La segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola (lapresse)

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No allo sciopero generale prima di conoscere i contenuti della legge di Bilancio. Tre manifestazioni per il lavoro il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e, a metà dicembre, a Roma per “Il Patto che unisce”
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ROMA – No allo sciopero generale contro la manovra prima di conoscerne i contenuti, ma anche la Cisl scende in piazza con tre appuntamenti, il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e, a metà dicembre, a Roma. Obiettivo, promuovere la campagna “Il Patto che unisce”, costruire «un Patto sociale per il lavoro, la coesione e la crescita, capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali del Paese attraverso il confronto, la partecipazione e la responsabilità delle parti sociali.

«Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni – si legge nel documento approvato oggi dal Consiglio generale del sindacato guidato da Daniela Fumarola – la Cisl non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di Bilancio di cui…

ROMA – No allo sciopero generale contro la manovra prima di conoscerne i contenuti, ma anche la Cisl scende in piazza con tre appuntamenti, il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e, a metà dicembre, a Roma. Obiettivo, promuovere la campagna “Il Patto che unisce”, costruire «un Patto sociale per il lavoro, la coesione e la crescita, capace di affrontare le trasformazioni economiche e sociali del Paese attraverso il confronto, la partecipazione e la responsabilità delle parti sociali.

«Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni – si legge nel documento approvato oggi dal Consiglio generale del sindacato guidato da Daniela Fumarola – la Cisl non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di Bilancio di cui non si conosce ancora il testo. Lo sciopero generale è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un'iniziativa generica o ideologica».

La linea resta quella di "negoziare per decidere”, mantenendo aperta «la possibilità di un'azione comune con le altre organizzazioni sindacali sui contenuti, sulle piattaforme e sulle vertenze».

Una posizione che però non implica che non ci siano ragioni per scendere in piazza, anche per promuovere le proprie istanze sulla manovra. In particolare la Cisl chiede di concentrare le risorse sulle priorità economiche e sociali, «superando la logica dei bonus a pioggia». E quindi sul taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio, la detassazione dei premi di risultato e della tredicesima, il rilancio dell’apprendistato, il rafforzamento delle politiche attive, degli incentivi all’occupazione e degli investimenti industriali.

Altre priorità riguardano il finanziamento del Piano casa, il rafforzamento della sanità e della non autosufficienza, il sostegno alle famiglie, la rivalutazione delle pensioni e una maggiore flessibilità previdenziale, sostenibile e inclusiva.

La Cisl dà anche indicazioni sulle coperture, che possono arrivare da «un contributo di solidarietà sui superprofitti, da estendere dalle banche a tutti i gruppi che negli ultimi anni hanno beneficiato di solide rendite di posizione; il riordino degli oltre duemila incentivi alle imprese, da orientare verso quelle che applicano i contratti collettivi comparativamente più rappresentativi e promuovono la partecipazione e la contrattazione decentrata; lo spostamento del carico fiscale dalle attività produttive alle rendite improduttive; un contrasto più incisivo all’economia sommersa e illegale, che secondo l’Istat vale 218 miliardi di euro».

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