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Le temperature alte spingono i consumi elettrici, ma l’energia è sempre meno rinnovabile

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Sui numeri di settembre pesa la contrazione dell’idroelettrico, in corso ormai da mesi e non compensata dal balzo delle produzione fotovoltaica. Sale a doppia cifra il termoelettrico
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MILANO – A settembre 2026 il termometro ha segnato, in media, due gradi in più rispetto all’anno scorso. Il risultato? Maggiori consumi di elettricità per raffreddare case e uffici.

Anche per questo motivo, il fabbisogno elettrico nazionale è balzato a 27,8 terawattora, il 6,5 per cento in più anno su anno, nonché il livello massimo per il mese di settembre dal 2014.

Più consumi, meno rinnovabili

A preoccupare non è di certo la maggior elettrificazione dei consumi, auspicata a più livelli e scritta nero su bianco negli obiettivi di decarbonizzazione del Paese, ma le fonti con cui l’energia viene prodotta.

I dati elaborati dal gestore della rete Terna rivelano, a settembre, una contrazione di quasi il 30% della produzione idroelettrica r…

MILANO – A settembre 2026 il termometro ha segnato, in media, due gradi in più rispetto all’anno scorso. Il risultato? Maggiori consumi di elettricità per raffreddare case e uffici.

Anche per questo motivo, il fabbisogno elettrico nazionale è balzato a 27,8 terawattora, il 6,5 per cento in più anno su anno, nonché il livello massimo per il mese di settembre dal 2014.

Più consumi, meno rinnovabili

A preoccupare non è di certo la maggior elettrificazione dei consumi, auspicata a più livelli e scritta nero su bianco negli obiettivi di decarbonizzazione del Paese, ma le fonti con cui l’energia viene prodotta.

I dati elaborati dal gestore della rete Terna rivelano, a settembre, una contrazione di quasi il 30% della produzione idroelettrica rinnovabile – che si somma al rallentamento già registrato nei mesi passati – e un lieve aumento per l’eolico (+0,8%). Tra le fonti green solo il solare cresce svelto (+27,1%), ma non basta, il bilancio per le Fer resta negativo: le rinnovabili riescono a coprire solo il 39,4% del fabbisogno totale di elettricità, scivolando sotto la soglia psicologica del 40% (erano a 41,7% a settembre 2025). Di riflesso, si rafforza la quota delle fonti non rinnovabili, da 43,7 a 45,8 per cento, spinta dal balzo in doppia cifra della produzione termica (+11%).

Gli incentivi trainano il mercato degli accumuli

I sistemi di accumulo meritano una riflessione a parte. Nei primi nove mesi dell’anno, le batterie stand alone mostrano una produzione e una capacità di assorbimento superiore di oltre l’80% rispetto allo stesso periodo del 2025. Segno che la tecnologia, quando c’è, funziona.

Peccato che le nuove installazioni siano rallentate rispetto all’anno scorso, quando erano stati messi a terra gli impianti vincitori dell’asta capacity market del 2024. Gli incentivi, in altre parole, continuano a muovere il mercato. Il prossimo appuntamento per gli operatori sarà a novembre, con la nuova asta Macse.

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