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Trasporti, dal 2019 a oggi costi del gasolio saliti del 30%. Per l’elettricità impennata del 73%

Il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo (ansa)
Sono i numeri del rapporto di Conftrasporto-Confcommercio. E c’è anche il costo della congestione stradale, stimato in 5 miliardi l’anno. Il settore chiede incentivi per la digitalizzazione
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ROMA – Non ci sono solo gli ultimi aumenti dei carburanti, che hanno spinto a scendere in strada numerosi autotrasportatori soprattutto nel Mezzogiorno. Dal 2019 al 2026, rileva l’Osservatorio Freight Insights, presentato oggi a Roma in occasione dell’11° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, i costi dell’energia elettrica sono aumentati del 73%, quelli del gasolio del 30% e quelli della manodopera +18%, con un incremento superiore al 15% tra il 2025 e il 2026. Persino i carburanti alternativi hanno registrato rincari nello stesso periodo: +4,1% per il Cng e +3,4% per l’Lng.

In apertura del Forum stamane nell’incontro con i giornalisti si è parlato anche delle proteste di questi giorni, che hanno paralizzato il Sud Italia…

ROMA – Non ci sono solo gli ultimi aumenti dei carburanti, che hanno spinto a scendere in strada numerosi autotrasportatori soprattutto nel Mezzogiorno. Dal 2019 al 2026, rileva l’Osservatorio Freight Insights, presentato oggi a Roma in occasione dell’11° Forum Internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, i costi dell’energia elettrica sono aumentati del 73%, quelli del gasolio del 30% e quelli della manodopera +18%, con un incremento superiore al 15% tra il 2025 e il 2026. Persino i carburanti alternativi hanno registrato rincari nello stesso periodo: +4,1% per il Cng e +3,4% per l’Lng.

In apertura del Forum stamane nell’incontro con i giornalisti si è parlato anche delle proteste di questi giorni, che hanno paralizzato il Sud Italia. «Si tratta di proteste che si sono allargate a diversi settori, soprattutto agli agricoltori – rileva il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio Pasquale Russo – Sta diventando una protesta generale alla quale si stanno unendo anche i professionisti delle manifestazioni, e questo ha elevato il livello di confusione, e non consente una gestione all’interno di un’analisi sindacale». Russo ha anche stigmatizzato alcune delle richieste delle sigle sindacali che animano la protesta nel Mezzogiorno: «Sono d’accordo anch’io il gasolio non deve costare più di 1,40 euro al litro, e che ci vorrebbe un lockdown finanziario per permettere agli autotrasportatori di riprendersi dalle perdite subite, ma voi comprenderete insieme a me che queste richieste non sono realistiche e non possono essere portate avanti. Si è arrivati a una protesa che non è più gestibile ed è fuori da un’analisi concreta di quello che si può fare».

Problemi e aumenti di costi arrivano anche dalla crescente saturazione della rete stradale. La congestione stradale costa quasi 5 miliardi di euro l’anno, eppure nel 2025 il traffico ha superato i 31 miliardi di tonnellate a chilometro, confermando il ruolo centrale di questa modalità nella movimentazione delle merci. Anche perché nel primo semestre del 2026 il traffico ferroviario merci è diminuito dell’8%, soprattutto per le interruzioni e i rallentamenti della circolazione dovuti ai cantieri di ammodernamento della rete.

Gli autotrasportatori fanno sempre più fatica a sostenere questa crescente domanda: si stima una carenza di oltre 30mila conducenti nei prossimi anni. Risparmi notevoli però potrebbe arrivare dall’impiego delle tecnologie digitali per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture possibili: quasi 7 miliardi di euro in meno. Dalla digitalizzazione dei trasporti e delle procedure logistiche, ulteriori benefici economici stimati fino a 18 miliardi nei prossimi anni.

La buona notizia è la crescita del fatturato delle imprese di trasporto, che ha raggiunto i 96 miliardi di euro, anche se la redditività non è aumentata nella stessa misura. «Mai come quest’anno – afferma Pasquale Russo – emerge con forza il ruolo strategico di trasporti e logistica per la competitività e lo sviluppo dell’intero sistema economico. Il caro energia, l’Ets, la congestione infrastrutturale, i ritardi nella digitalizzazione e le incertezze geopolitiche richiedono interventi su due fronti: da un lato, affrontare le emergenze; dall’altro, programmare politiche di sistema coordinate e di lungo periodo a sostegno degli operatori e dell’intero Paese».

Il settore potrebbe ottenere grandi benefici dalla digitalizzazione: i risparmi sono stimati in 7 miliardi di euro. Conftrasporto chiede pertanto al governo incentivi per favorire investimenti in questa direzione.

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