Allarme infiltrazioni. Meloni convoca i vice, scorte armate ai tir
di Giuseppe Colombo , Lorenzo De CiccoROMA - «Non possiamo permettere che gli italiani restino senza pane, senza latte, senza farmaci, senza beni di prima necessità». Davanti ai vice convocati d’urgenza, a sera, a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni è un fiume in piena. Le tocca gestire un dossier ben più delicato dei saccheggi milanesi del weekend scorso. E molto più scivoloso politicamente, perché rompere con il comparto significa paralizzare lo Stivale. «Dobbiamo dare subito una risposta, si deve tornare alla normalità, subito», scandisce difronte a mezzo governo: Antonio Tajani, Matteo Salvini, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il titolare dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, i sottosegretari alla presidenza, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
ROMA - «Non possiamo permettere che gli italiani restino senza pane, senza latte, senza farmaci, senza beni di prima necessità». Davanti ai vice convocati d’urgenza, a sera, a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni è un fiume in piena. Le tocca gestire un dossier ben più delicato dei saccheggi milanesi del weekend scorso. E molto più scivoloso politicamente, perché rompere con il comparto significa paralizzare lo Stivale. «Dobbiamo dare subito una risposta, si deve tornare alla normalità, subito», scandisce difronte a mezzo governo: Antonio Tajani, Matteo Salvini, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il titolare dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, i sottosegretari alla presidenza, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
Già prima del vertice, da Palazzo Chigi trapela che oggi a mezzogiorno arriverà un decreto con 560 milioni di aiuti, tra vecchi e nuovi. Ma intanto l’urgenza sono gli scaffali dei supermercati che restano vuoti, i trasporti di farmaci bloccati. Il grande sospetto, al governo, è che dietro i blocchi ci sia la criminalità organizzata. «Infiltrazioni», le chiama Lollobrigida. Piantedosi, dopo una call con i prefetti, conferma: c’è un tema di «controllo del territorio» da parte di bande e clan. Per questo anche chi ha chiesto e ottenuto la scorta delle forze dell’ordine per rimettere in moto il camion, poi, spesso resta fermo. In tutto sono stati attivati 500 servizi di scorta. Tajani, nel chiuso del vertice, chiede anche una stretta normativa: «Sospensione della patente e revoca delle licenze» per i rivoltosi, la sintetizza il suo luogotenente in Campania, Fulvio Martusciello, che a notte, modalità vigile urbano, s’impegna a sbloccare i tir a Caianello. Salvini e Piantedosi frenano: le sanzioni ci sono, già si è proceduto allo sgombero di alcune carreggiate. Bisogna, dice il segretario leghista spalleggiato dal vice Rixi, «accompagnare il settore che chiede di superare una fase di difficoltà», e poi certo, «se la malavita prova a tenere in ostaggio le strade, si interverrà». Ma non subito. Prima gli aiuti, oggi, poi eventualmente pene più severe.
Meloni stessa evidenzia che la situazione è «complessa». Tocca «distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori da chi prosegue con i blocchi nonostante l’apertura» dell’esecutivo. E il prezzo non possono pagarlo «cittadini, negozianti, agricoltori». Il Viminale, fa sapere Palazzo Chigi, si è attivato «per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e la consegna dei farmaci».
La premier spera che il decreto di oggi plachi gli animi. Da giorni lavora a stretto contatto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per tirare fuori soldi freschi. Ma con un bilancio ristretto, i miracoli sono impossibili. Alla fine i tecnici sono riusciti a racimolare 126 milioni. Serviranno a rifinanziare il credito d’imposta introdotto in primavera per contenere l’escalation dei prezzi dei carburanti causata dalla guerra in Iran.
La metà delle risorse aggiuntive (66,4 milioni) andrà a rimpinguare il bonus gasolio (fino al 70% della maggiore spesa sostenuta) per il periodo compreso tra marzo e agosto. La dote complessiva sale così a circa 480 milioni. Il decreto servirà a sbloccare anche i soldi già stanziati, ma non ancora erogati. Altri 60 milioni copriranno le spese sostenute dagli autotrasportatori tra il primo settembre e il 5 ottobre: il credito potrà essere utilizzato fino alla fine dell’anno prossimo. Nel pacchetto di aiuti anche la sospensione delle rate del leasing dei mezzi per 5 mesi e una misura una misura per contenere gli effetti dell’Ets (il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2). Salta, invece, il decreto attuativo da 590 milioni per il rinnovo dei veicoli. Sostegni agli agricoltori per l’acquisto del gasolio.