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Manovra, meno tasse in busta paga per i giovani al primo impiego

(ansa)
Tra le ipotesi il taglio delle imposte per un anno. Sostegni anche per casa e affitti. Tajani prova a salvare la riduzione dell’Irpef restringendola ai redditi fino a 55mila euro
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ROMA - Più soldi in busta paga per i giovani al primo impiego. Ecco la misura che il governo studia per dare un segnale a chi si affaccia al mondo del lavoro. L’intervento è contenuto nell’elenco delle norme candidate a entrare nel pacchetto “famiglia e spesa sociale” della manovra che vale in tutto 5 miliardi. Una parte delle risorse verrebbe quindi riservata agli under 30 o 35 (il requisito anagrafico è ancora in via di definizione).Lo schema, che Repubblica è in grado di anticipare, prevederebbe un taglio delle tasse, quindi un netto più alto nel cedolino. La riduzione delle trattenute Irpef sarebbe però a tempo, per un anno.

L’idea - spiegano fonti dell’esecutivo - è pensata come un completamento del percorso avviato con la formula “più assumi,…

ROMA - Più soldi in busta paga per i giovani al primo impiego. Ecco la misura che il governo studia per dare un segnale a chi si affaccia al mondo del lavoro. L’intervento è contenuto nell’elenco delle norme candidate a entrare nel pacchetto “famiglia e spesa sociale” della manovra che vale in tutto 5 miliardi. Una parte delle risorse verrebbe quindi riservata agli under 30 o 35 (il requisito anagrafico è ancora in via di definizione).Lo schema, che Repubblica è in grado di anticipare, prevederebbe un taglio delle tasse, quindi un netto più alto nel cedolino. La riduzione delle trattenute Irpef sarebbe però a tempo, per un anno.

L’idea - spiegano fonti dell’esecutivo - è pensata come un completamento del percorso avviato con la formula “più assumi, meno paghi”. Se la maxi deduzione al 120% sui costi dei neo dipendenti assunti a tempo indeterminato è stata messa in campo per le aziende, questa volta il beneficio sarebbe appannaggio dei lavoratori. La detassazione non è l’unico aiuto pensato per i giovani. Sul tavolo ci sono anche fondi per sostenerli nell’acquisto della prima casa e nelle spese dell’affitto.

Nel perimetro delle misure per le famiglie e il welfare si affacciano anche l’estensione del congedo parentale e l’incremento del bonus per le madri lavoratrici. Le simulazioni sulle due misure sono in fase avanzata.

I calcoli saranno perfezionati nei prossimi giorni. Poi sarà il momento delle decisioni. Il tempo stringe. Dopo aver bucato la scadenza del 20 ottobre, il governo punta a trasmettere il testo della Finanziaria alle Camere entro la fine del mese, al più tardi nei primi giorni di novembre. Prima, però, serve il via libera del Consiglio dei ministri: la riunione è attesa tra il 27 e il 28. I nodi da sciogliere sono due. Il primo è l’esito della trattativa con l’Europa sulle spese finanziabili con la flessibilità. In ambienti di governo si registra un cauto ottimismo: le interlocuzioni con Bruxelles starebbero restituendo segnali positivi in merito alla possibilità di inserire nella lista delle misure l’ecobonus al 65% per le prime abitazioni e l’energy release, la vendita a sconto di energia alle imprese in cambio della restituzione di energia pulita nei prossimi anni.

Il secondo nodo riguarda la scrematura delle misure proposte dai partiti di maggioranza. La Lega insiste sulla flat tax a 100mila euro e le pensioni a 64 anni, mentre Forza Italia punta su sanità e giovani, proposte che gli azzurri ritengono blindate. Così ha detto ieri il leader degli azzurri, Antonio Tajani, a una riunione di partito sulla manovra. Un altro cavallo di battaglia di FI - il taglio dell’Irpef per il ceto medio - al momento è fuori dal menù. Ma i forzisti rilanciano. Propongono un intervento in due tempi: subito l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 55mila euro, l’anno prossimo fino a 60mila.

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