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Tlc, compagnie chiedono frequenze gratis: “Volete darle a Musk?”. Urso: Stato ha preteso troppo

Pietro Labriola, presidente di Asstel 
Asstel presenta sei proposte al governo: i giganti web contribuiscano a investimenti nelle reti. Chiesti sgravi sulla bolletta elettrica, con regole più favorevoli a fusioni tra operatori. L'associazione: ricavi in calo di 13 miliardi in 15 anni. E propone di innalzare i limiti elettromagnetici per lo sviluppo del 5G
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ROMA – Frequenze telefoniche, i binari che trasportano la nostra voce e i dati, da rinnovare senza una gara. Sconti sulle bollette elettriche, sempre più gravose in tempi di guerra. Una maggiore libertà di installare antenne per il 5G. Infine un prelievo sui giganti del digitale dell’IA perché finanziano le reti incaricate di veicolare i loro servizi.

Alle prese con ricavi in flessione e costi in crescita, le compagnie telefoniche italiane presentano il conto al governo e all’Europa. Lo fanno attraverso Asstel, l’associazione che le rappresenta dentro Confindustria, autrice di un documento programmatico in 6 punti.

Il documento parte dalle frequenze in scadenza al 31 dicembre del 2029. Asstel vuole che le assegnazioni siano fatte senza una gara, dunque senza un corrispettivo per lo Stato effetto di un’asta. In cambio di questa attribuzione gratuita, le compagnie telefoniche si impegnerebbero a investimenti copiosi ed efficienti sulle reti.

ROMA – Frequenze telefoniche, i binari che trasportano la nostra voce e i dati, da rinnovare senza una gara. Sconti sulle bollette elettriche, sempre più gravose in tempi di guerra. Una maggiore libertà di installare antenne per il 5G. Infine un prelievo sui giganti del digitale dell’IA perché finanziano le reti incaricate di veicolare i loro servizi.

Alle prese con ricavi in flessione e costi in crescita, le compagnie telefoniche italiane presentano il conto al governo e all’Europa. Lo fanno attraverso Asstel, l’associazione che le rappresenta dentro Confindustria, autrice di un documento programmatico in 6 punti.

Il documento parte dalle frequenze in scadenza al 31 dicembre del 2029. Asstel vuole che le assegnazioni siano fatte senza una gara, dunque senza un corrispettivo per lo Stato effetto di un’asta. In cambio di questa attribuzione gratuita, le compagnie telefoniche si impegnerebbero a investimenti copiosi ed efficienti sulle reti.

Il ministro e il 2018

Su questo punto, il ministro Adolfo Urso – ospite del Forum nazionale delle telecomunicazioni alla università Luiss – fa una prudente apertura. Il responsabile delle Imprese nel governo Meloni spiega che lo Stato ha “preteso troppo” dal settore in passato.

Il riferimento è anche all'asta italiana per le frequenze in tecnologia 5G che si tenne nel 2018. Una gara con continui rilanci diede vita a 171 tornate di offerte (da parte delle imprese tlc) in ben 14 giornate.

Le compagnie aumentarono progressivamente i rialzi portando alla fine ben 6,55 miliardi di euro nelle casse pubbliche, contro offerte iniziali per 2,48 miliardi (le bande assegnate erano diverse da quelle oggi in discussione).

Ribatte Pietro Labriola, presidente di Asstel: “Come facciamo ad andare dai nostri azionisti a dire di investire tra il 2027 e il 2029 se non sappiamo se nel 2029 le frequenze le danno a me o le danno a Elon Musk?".

Il costo dell’energia

Ecco poi la bolletta elettrica. Asstel spiega che le aziende delle tlc sono al secondo posto per spese a questa voce. In un anno, tra il 2024 e il 2025, il costo sarebbe cresciuto del 28,5% (da 1,4 a 1,8 miliardi di euro). Nasce di qui la richiesta di beneficiare degli stessi sgravi delle imprese energivore.

Il settore delle telecomunicazioni preme per innalzare ulteriormente i limiti di inquinamento elettromagnetico che si applicano alle antenne della telefonia mobile. Nel 2024, il valore di attenzione è passato da 6 a 16 volt per metro, in Italia. Ora la richiesta è di avvicinare i parametri europei, che si attestano tra i 41 e i 61 volt.

Altra questione tocca lo strapotere economico di titani del digitale e dell’IA. Stima Asstel che sei grandi piattaforme (da Google a Meta fino ad Amazon) occupano circa l’85% della capacità di rete. Queste piattaforme vantano ricavi multimiliardari, ma scaricano una fetta rilevante dei costi per le infrastrutture proprio sulle imprese delle tlc.

LA FORZA LAVORO DEI CALL CENTER NEL PAESE 

I call center

A proposito di intelligenza artificiale, si profila una emergenza occupazionale. Il lavoro tradizionale dei call center, che vedeva impiegati gli esseri umani, perde colpi perché i chatbot dimostrano di poter svolgere quantomeno alcune mansioni.

Asstel propone di riqualificare una parte del personale per impiegarlo anche nella Pubblica Amministrazione, ad esempio nella digitalizzazione dei documenti cartacei.

Altro nodo è quello della fibra, che permette alle famiglie e alle imprese di navigare con passo spedito in Rete. Il problema è che una fibra evoluta (FTTH/B) raggiunge una buona copertura, pari al 72,2%. Ma il tasso di adozione si ferma al 29,9%. E’ come se un automobilista potesse prendere un’autostrada e arrivare prima a destinazione; invece preferisce una strada statale solo perché senza pedaggio.

La Commissione Ue

Probabilmente le aziende del settore sono troppe. L’Italia ne conta quattro con infrastrutture proprie. Adesso la Commissione Ue dovrebbe favorire fusioni e aggregazioni anche per permettere a soggetti più grandi di investire nel 5G di nuova generazione (lo stand alone) e nella diffusione proprio della fibra.

In questo scenario problematico, Asstel invoca un “Piano nazionale delle infrastrutture digitali”, fatto di incentivi, riduzioni dei costi e regole più semplici. Il settore delle tlc si conferma in difficoltà. Tra il 2010 e il 2025, gli operatori accusano ricavi lordi in flessione di 13 miliardi.

Eppure le imprese del comparto continuano a investire per 7,7 miliardi nel solo 2025, anche grazie alla spinta del Pnrr permettendo al traffico dati di crescere del 17% soltanto negli ultimi 12 mesi. C’è un vantaggio per i consumatori, certo: i prezzi sarebbero scesi del 20% (dal 2020). Ma le aziende delle tlc rischiano di soccombere, strette in questa morsa, con effetti fatali per il sistema Paese.

Asstel ha intervistato esponenti di tutti i partiti anche sul caro energia nelle tlc 

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