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Truffa su Facebook ai danni di Nicastro: il banchiere clonato propone investimenti

(ansa)

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La formula, collaudata anche con altri rappresentanti del mondo della finanza, è quella dell’inserzione a pagamento sulla piattaforma. Non avendo rimosso immediatamente il contenuto, il presidente di Aidexa ha diffidato Meta e presentato denuncia alla polizia postale
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MILANO – Se qualcuno di recente si è imbattuto in un video su Facebook dove Roberto Nicastro, presidente di Banca Aidexa, suggeriva investimenti, beh, non si trattava del “vero” Nicastro. A raccontare la disavventura, resa possibile dall’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, è stato sul social network Linkedin lo stesso banchiere: «Dal 14 ottobre circolano su Facebook video #deepfake che riproducono mie immagine e voce, attribuendomi la promozione di presunte opportunità di investimento. Non esiste alcun rapporto, diretto o indiretto, con queste iniziative. L’uso di immagine, voce e identità non è mai stato autorizzato, in alcuna forma».

Si tratta solo dell’ultimo esempio di personaggio famoso del mondo della finanza “clonato”…

MILANO – Se qualcuno di recente si è imbattuto in un video su Facebook dove Roberto Nicastro, presidente di Banca Aidexa, suggeriva investimenti, beh, non si trattava del “vero” Nicastro. A raccontare la disavventura, resa possibile dall’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, è stato sul social network Linkedin lo stesso banchiere: «Dal 14 ottobre circolano su Facebook video #deepfake che riproducono mie immagine e voce, attribuendomi la promozione di presunte opportunità di investimento. Non esiste alcun rapporto, diretto o indiretto, con queste iniziative. L’uso di immagine, voce e identità non è mai stato autorizzato, in alcuna forma».

Si tratta solo dell’ultimo esempio di personaggio famoso del mondo della finanza “clonato” con l’IA per veicolare messaggi pubblicitari molto spesso a pagamento (la piattaforma quindi incassa) e generalmente legati agli investimenti. Per citare alcuni esempi, è accaduto all’ex numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, del quale circolano ancora video su Facebook in cui promette di svelare verità «che i proprietari delle cinque maggiori banche italiane preferirebbero che non arrivassero mai alle vostre orecchie». È stato di recente coinvolto in un caso analogo anche il finanziere Davide Serra, tanto che la sua società Algebris Investments, sempre su Linkedin, ha dovuto precisare che «né Serra né alcun altro professionista del gruppo usa WhatsApp o qualsiasi altra piattaforma di Meta per comunicare con il pubblico, suggerire affari o richiedere fondi».

Nicastro, non appena si è accorto di avere un alter ego non gradito e truffaldino su Facebook, spiega di essersi immediatamente rivolto a Meta: «Il primo video è stato segnalato il 14 ottobre. Il giorno successivo Meta ha comunicato che il contenuto non violava le regole della piattaforma. Un’ulteriore segnalazione è stata presentata anche dalla mia azienda. Venerdì 16 ottobre è comparso un nuovo post con lo stesso video. Anche qui, dopo una seconda segnalazione, Meta ha risposto escludendo violazioni delle proprie regole. Ho presentato denuncia alla Polizia Postale».

Oggi uno dei video segnalati risulta non essere più visibile ma la mancanza di un intervento tempestivo da parte di Meta potrebbe avere consentito al finto Nicastro di rifilare qualche sòla agli ignari utenti di Facebook. Lo stesso banchiere ricorda un’inchiesta di Reuters del 2025 in cui si sosteneva che il 10% dei ricavi di Meta (ma la società aveva contestato l’accuratezza e la rappresentatività della stima) nel 2024 possa essere stato generato da pubblicità ingannevoli o fraudolente. Nei commenti di Linkedin, qualcuno suggerisce al presidente di Aidexa di rivolgersi alla Consob e Nicastro non esclude tale eventualità. Nel frattempo, tramite un legale, ha diffidato Meta.

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