Scommesse, stretta su siti di notizie collegati alle piattaforme e sulla pubblicità negli stadi
di Aldo FontanarosaROMA – Mettere in piedi e pubblicizzare un sito di informazione sportiva per far conoscere, in modo indiretto, anche il marchio di una società di scommesse. E’ il meccanismo che il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) vuole ora contrastare con nuove regole sulle sponsorizzazioni.
Il faro del Garante è acceso sui siti di notizie riconducibili alla piattaforme del gioco. Nel mirino del Garante finiscono, a seguire, anche i cartelloni e gli schermi luminosi LED che circondano i nostri campi di calcio. E’ lì che i siti d’informazione vengono pubblicizzati con l’obiettivo – sospetta adesso il Garante – di promuovere le scommesse.
Per mettere ordine in questo incrocio tra informazione, pubblicità e puntate, il Garante avvia una consultazione pubblica, dove delinea la sua stretta nelle regole. L’obiettivo è applicare meglio il divieto di pubblicità delle scommesse che il decreto Dignità introduce nel 2018. Gli interessati avranno 30 giorni per presentare commenti e osservazioni alle regole…
ROMA – Mettere in piedi e pubblicizzare un sito di informazione sportiva per far conoscere, in modo indiretto, anche il marchio di una società di scommesse. E’ il meccanismo che il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) vuole ora contrastare con nuove regole sulle sponsorizzazioni.
Il faro del Garante è acceso sui siti di notizie riconducibili alla piattaforme del gioco. Nel mirino del Garante finiscono, a seguire, anche i cartelloni e gli schermi luminosi LED che circondano i nostri campi di calcio. E’ lì che i siti d’informazione vengono pubblicizzati con l’obiettivo – sospetta adesso il Garante – di promuovere le scommesse.
Per mettere ordine in questo incrocio tra informazione, pubblicità e puntate, il Garante avvia una consultazione pubblica, dove delinea la sua stretta nelle regole. L’obiettivo è applicare meglio il divieto di pubblicità delle scommesse che il decreto Dignità introduce nel 2018. Gli interessati avranno 30 giorni per presentare commenti e osservazioni alle regole proposte.
Brand distinti
Le norme attuali permettono a una impresa di scommesse di utilizzare il proprio marchio per promuovere un’altra attività purché sia autonoma e distinta, e non richiami il gioco. Ma questa possibilità ha forse aperto il fianco a pratiche non corrette?
Il Garante intanto ha delle riserve sui marchi degli operatori accompagnati da particolari denominazioni o da specifiche estensioni nel sito Internet che rimandano alle notizie. Il dubbio è se queste formule possano depistare l’utente. Lo sportivo potrebbe credere che il sito sia d’informazione quando la sua missione reale è proporci delle scommesse.
L’altro dubbio scatta quando questi siti, apparentemente di news, sono pubblicizzati negli stadi. La pubblicità sembra riguardare un giornale, ma finisce con il promuovere indirettamente il gioco aggirando così il divieto pubblicitario sancito dalla legge.
Nessun aggiramento
Adesso il Garante prepara una stretta. Prima cosa, il sito giornalistico collegato a un operatore di scommesse dovrà dimostrare di realizzare una vera attività editoriale. Dovrà avere un direttore responsabile, una redazione riconoscibile, aggiornamenti periodici e contenuti originali.
Il proprietario del sito non potrà mettere le mani avanti. Se anche sosterrà che il sito non è una testata giornalistica perché non aggiorna i contenuti con periodicità, dovrà sottostare alle nuove norme.
Questo sito – dotato di una organizzazione propria e distinta – si doterà di un marchio specifico, registrato per l’attività d’informazione, che non potrà riprodurre colori, caratteri, simboli propri di quello di scommesse.
Soprattutto i contenuti non potranno contenere link, banner, codici promozionali e altri strumenti che favoriscano la piattaforma di scommesse dello stesso gruppo.
Pronte norme più stringenti anche per gli stadi. Anche quando il cartellone pubblicizza il giornale, il Garante potrà verificare se l’inserzione serve a promuovere le scommesse, sia pure in modo indiretto.