MILANO – Allarme tra le banche americane: stanno vedendo sistemi di intelligenza artificiale (AI) entrare nei conti correnti degli utenti e in certi casi compiere azioni non autorizzate. Alcuni istituti, tra cui Morgan Stanley, Bank of America, JpMorgan Chase, Citigroup hanno cominciato a bloccare gli agenti IA.
Non solo attacchi hacker
Non si tratta necessariamente di attacchi hacker da parte di programmi fuori controllo: un crescente numero di persone negli Usa affida a questi agenti il compito di controllare gli ultimi movimenti e di fare un report periodico da mandargli via mail; l’agente però interpreta male le istruzioni e fa bonifici verso terzi.
Il tema riguarda anche l’Italia, «Anche i nostri correntisti potrebbero usare agen…
MILANO – Allarme tra le banche americane: stanno vedendo sistemi di intelligenza artificiale (AI) entrare nei conti correnti degli utenti e in certi casi compiere azioni non autorizzate. Alcuni istituti, tra cui Morgan Stanley, Bank of America, JpMorgan Chase, Citigroup hanno cominciato a bloccare gli agenti IA.
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Non solo attacchi hacker
Non si tratta necessariamente di attacchi hacker da parte di programmi fuori controllo: un crescente numero di persone negli Usa affida a questi agenti il compito di controllare gli ultimi movimenti e di fare un report periodico da mandargli via mail; l’agente però interpreta male le istruzioni e fa bonifici verso terzi.
Il tema riguarda anche l’Italia, «Anche i nostri correntisti potrebbero usare agenti AI per l’accesso automatico ai conti; per le banche è del resto molto difficile distinguerli dalle normali persone che fanno e-banking», spiega Dario Fadda, analista di sicurezza informatica per una grande banca italiana.
Se non è ancora avvenuto su larga scala è forse perché, per ora, non è disponibile ancora in Europa l’agente IA più famoso: Muse di Meta. Lanciato a settembre e già usato da circa 10 milioni di persone.
Chi risponde delle azioni dell’agente?
Ma se l’agente causa una perdita economica, chi ne risponde? Gli avvocati Antonino Polimeni e Fulvio Sarzana concordano: nell’attuale normativa di settore non c’è nulla su questo tema e nulla obbliga la banca a rimborsare il cliente (a differenza dei casi in cui l’accesso abusivo è fatto da criminali o per una frode). Secondo i giuristi, forse è possibile rivalersi sul produttore del software (per i suoi presunti difetti), ma è una via ancora tutta da provare.
Non è finita: ci possono essere anche rischi sistemici per l’economia. I nuovi agenti possono essere incaricati di realizzare pratiche come cambiare operatore di energia o, appunto, banca, alla ricerca di contratti più convenienti. Il problema è che il nostro sistema bancario non è pensato per un esercito di agenti che sposta in massa, a velocità sovraumana, conti correnti e liquidità. Esperti e istituzioni già ne discutono.
A maggio la Banca centrale europea ha pubblicato uno studio dove si simula uno scenario simile, con effetti devastanti sulla stabilità del sistema finanziario: simili a quelli di un ritiro di massa di contanti dai conti correnti.