ROMA - Under 30 e alla prima assunzione. Ecco l’identikit dei giovani che il governo punta ad aiutare con la manovra. I requisiti scelti nelle ultime ore rispondono a un’unica logica: sostenere chi si affaccia nel mondo del lavoro. Come? Con un taglio delle tasse o un contributo. Il risultato? Un netto in busta paga più alto.
L’idea, anticipata da Repubblica, punta a tradursi in una misura portante della legge di bilancio. Non è un caso se gli interventi a favore dei giovani sono stati al centro di tutti i vertici di maggioranza sulla Finanziaria che si sono tenuti fino ad ora. All’ultimo, due giorni fa, i partiti della coalizione hanno fatto sapere che «ai giovani e alle loro prospettive è stato dedicato ampio spazio, con un confronto sulle possibili misure a favore».
Ma se la s…
ROMA - Under 30 e alla prima assunzione. Ecco l’identikit dei giovani che il governo punta ad aiutare con la manovra. I requisiti scelti nelle ultime ore rispondono a un’unica logica: sostenere chi si affaccia nel mondo del lavoro. Come? Con un taglio delle tasse o un contributo. Il risultato? Un netto in busta paga più alto.
L’idea, anticipata da Repubblica, punta a tradursi in una misura portante della legge di bilancio. Non è un caso se gli interventi a favore dei giovani sono stati al centro di tutti i vertici di maggioranza sulla Finanziaria che si sono tenuti fino ad ora. All’ultimo, due giorni fa, i partiti della coalizione hanno fatto sapere che «ai giovani e alle loro prospettive è stato dedicato ampio spazio, con un confronto sulle possibili misure a favore».
Ma se la spinta è politica e comune, con Fratelli d’Italia, FI e Lega d’accordo sulla necessità di dare un segnale alle nuove generazioni, il risultato si appresta a prendere forma da un lavoro tecnico chiamato a incrociare i desideri dei partiti con i pochi soldi a disposizione. Ecco perché la no tax area per gli under 35, sponsorizzata dagli azzurri, è stata accantonata. Lo stesso vale per la tassa piatta, sempre al 5%, proposta dalla Lega per gli under 30 al primo impiego. Se il principio è stato mantenuto, la forma decisamente no.
Sul tavolo dei tecnici ci sono infatti altre opzioni. Una delle quattro, tra le tante ipotesi in discussione, si gioca l’ingresso nella legge di bilancio. Le simulazioni sono ancora in corso, ma lo schema è stato già definito. A partire da un’aliquota Irpef agevolata fino a 28mila euro di reddito, più bassa quindi di quella al 23% che oggi si applica ai contribuenti del primo scaglione. Il livello della nuova aliquota non sarebbe molto più basso di quella attuale. Viene esclusa una tassazione al 5%, ma – spiegano fonti dell’esecutivo – sarebbe comunque «un ridimensionamento importante rispetto al 23%».
Il secondo intervento allo studio è uno sconto fiscale applicato dal datore di lavoro in busta paga. Grazie a questa detrazione, la riduzione del cuneo in favore del giovane lavoratore si farebbe più consistente, lasciandogli più soldi in tasca.
Se i primi due interventi sotto esame intervengono indirettamente sui compensi dei beneficiari, il terzo ha invece la forma di un contributo diretto. Un bonus calcolato sulla base delle tasse pagate durante l’anno. Arriverebbe a dicembre. Avrebbe l’effetto di una quattordicesima, titolo dall’indubbio vantaggio politico perché richiamerebbe una mensilità aggiuntiva. L’importo, tuttavia, deve fare i conti con la scarsa disponibilità delle risorse. Un equilibrio tutt’altro che facile da raggiungere, anche se alcune fonti vicine al dossier si spingono a ipotizzare un aiuto una tantum di mille euro. Al netto dell’importo, il bonus risulterebbe assai visibile in una manovra che su 23,5 miliardi mette a disposizione delle misure identitarie poco più di 9 miliardi, a loro volta da spalmare su nove priorità (famiglia e welfare, difesa, imprese, infrastrutture, sanità, fisco, fondo sentenze, enti territoriali e altre spese).
A completare il quadro delle misure pensate per i giovani c’è la rimodulazione della flat tax applicata sugli aumenti contrattuali. Oggi l’imposta sostitutiva per i lavoratori del settore privato con redditi 2025 fino a 33mila euro è pari al 5%. La detassazione si applica sugli incrementi pagati nel 2026, ma da settimane il governo ragiona sulla proroga della misura. La novità dell’ultim’ora è appunto la possibilità di portare l’asticella sotto il 5%, ma solo per gli under 30 al primo impiego.
Rispetto agli altri tre interventi, quest’ultimo appare però più indietro. La scelta della misura arriverà nei prossimi giorni, a ridosso della riunione del Consiglio dei ministri, attesa tra martedì e mercoledì, per il via libera alla legge di bilancio.