In Germania si prepara un autunno caldo: nelle fabbriche della maggiore azienda automobilistica tedesca, Volkswagen, c’è aria di rivolta. Centomila posti di lavoro in meno, aumenti e scatti di stipendio congelati fino alla fine del decennio, quattro stabilimenti da chiudere; contratti storici disdettati, l’orario di lavoro da allungare e una mossa per togliere il potere di veto a un’azionista sto…