Chi è Lucia Morselli, la camaleontica “lady d’acciaio” passata da Stream all’Ilva
di Diego LonghinROMA – Lucia Morselli, ovvero la lady di acciaio dalla querela facile, nella sua carriera ha gestito le più complesse crisi siderurgiche. Non solo l’ex Ilva, sotto la gestione degli indiani di Arcerlor Mittal, che si è chiusa con un rilancio mai partito, una Taranto tappezzata di manifesti contro la manager nata a Modena nel 1956 e due indagini giudiziarie. Una della procura milanese per bancarotta fraudolenta e l’altra di quella tarantina con l’accusa di aver massimizzato profitti e produzione a discapito della sicurezza e della tutela ambientale. Procedimento per cui oggi la procura ionica chiede i domiciliari per la dirigente che ora guida Pininfarina, storico marchio del design dell’auto finito in orbita indiana.
Profetiche paiono …
ROMA – Lucia Morselli, ovvero la lady di acciaio dalla querela facile, nella sua carriera ha gestito le più complesse crisi siderurgiche. Non solo l’ex Ilva, sotto la gestione degli indiani di Arcerlor Mittal, che si è chiusa con un rilancio mai partito, una Taranto tappezzata di manifesti contro la manager nata a Modena nel 1956 e due indagini giudiziarie. Una della procura milanese per bancarotta fraudolenta e l’altra di quella tarantina con l’accusa di aver massimizzato profitti e produzione a discapito della sicurezza e della tutela ambientale. Procedimento per cui oggi la procura ionica chiede i domiciliari per la dirigente che ora guida Pininfarina, storico marchio del design dell’auto finito in orbita indiana.
Profetiche paiono oggi le parole dell’ex segretario della Uilm, Rocco Palombella, tarantino e dipendete dell’Ilva, che nei giorni caldi del confronto tra Arcelor Mittal, governo e sindacati per l’uscita definitiva dall’acciaieria, in più occasioni la definì “bugiarda”. Parole a cui seguirono puntualmente raffiche di querele da parte della dirigente. Morselli, però, non si è mai scomposta. “Quando la tensione sale preferisco sorridere”, ha sempre detto. D’altronde si definisce amante dei numeri e “pragmatica”. E che ha detto: “Professionalmente ho avuto una vita facile. È sempre andata bene”.
Morselli ha prima studiato matematica a Pisa e poi ha completato la formazione con un Mba a Torino. Nel 1982 comincia nel settore finanza di Olivetti, passa per Andersen Consulting, quindi a Aermacchi, gruppo Finmeccanica, oggi Leonardo. Il vero salto, però, è alla guida della fusione tra Telepiù e Stream. Già, perché la carriera della lady di acciaio si forma inizialmente nel settore della tivù e soprattutto nei primi anni del digitale, di cui intuisce le potenzialità. Porta su Stream la diretta continua del “Grande Fratello”, sperimenta il servizio di home banking attraverso il televisore e partecipa alla stagione che condurrà alla nascita di Sky Italia, nel 2003, tanto da costruire un rapporto diretto e di stima con Rupert Murdoch.
Poi lo scenario cambia. Dai decoder passa all’industria siderurgica. La prima esperienza è nel mondo Thyssen Krupp. È alla Berco, dove viene nominata nel 2013, e alle Acciaierie di Terni, l’anno successivo, si guadagna il soprannome di lady d’acciaio. Non soltanto per il settore: taglia costi e personale, rivede appalti, affronta scioperi e piazze ostili. A Terni il confronto con i lavoratori dura 35 giorni. Quando lascia, nel 2016, l’azienda torna all’utile dopo otto anni. Il bilancio migliora, ma le ferite sociali restano. E sono profonde, anche se una parte della città pensa addirittura di candidarla a sindaca. Non sono mancati, nel mezzo, incarichi nei consigli di Telecom Italia a Snam, Atlantia, EssilorLuxottica e STMicroelectronics.
È grazie al successo ottenuto a Terni che viene chiamata a risolvere l’altra grande questione: l’Ilva. L’arrivo in Puglia nel 2019 è un po’ camaleontico. Prima Morselli è a capo della cordata composta dagli indiani di Jindal in accordo con Cdp. Gruppo che viene scalzato, in una notte, dall’offerta presentata da Arcelor-Marcegaglia. Morselli, forse in nome del pragmatismo, decide di non rilanciare. Meglio passare poi alla testa del raggruppamento concorrente. Il metodo applicato a Taranto è lo stesso di Terni, ma il quadro è diverso. E alla fine Morselli, che a Taranto la ricordano ancora per la frase “l'aria qui è 20 volte migliore di quella di Milano”, diventa uno dei volti dello scontro fra impresa, governo e sindacati sul futuro dell’acciaieria. Rimane fino all’amministrazione straordinaria del 2024, quella che poi mette fuori gioco il gruppo indiano. Ma la storia per lei non finisce: prima le inchieste, a Milano e Taranto, adesso la richiesta degli arresti domiciliari.