ROMA – Il titolo Seif, quotato al mercato Euronext growth Milan, sale nelle prime contrattazioni di Borsa del 19% a 0,262 euro in seguito alla notizia che Lmdv media (il braccio nei media di Leonardo Maria Del Vecchio) ha avviato la due diligence in vista di un Opa. La Seif è la società che controlla Il Fatto quotidiano, sia nella versione cartacea che web, e la società di produzione Loft. Il cda della Lmdv media ha annunciato domenica sera che la due diligence è volta anche a verificare che il fabbisogno finanziario nei prossimi 24 mesi non superi i 4 milioni di euro, in vista della promozione di un'offerta pubblica di acquisto (Opa) volontaria totalitaria su Seif finalizzata al delisting. L'eventuale Opa sarebbe promossa al prezzo di 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo pari a 7.152.860 euro. Il corrispettivo incorpora un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Seif al 23 ottobre 2026 e un premio pari a circa il 16,85% rispetto alla media dei prezzi ufficiali registrati nei sei mesi precedenti tale data.
L’iniziativa di Leonardo Maria, però, parte già azzoppata perché impossibilitata a raggiungere la soglia prevista dell’82,9%. Già domenica sera, infatti, i soci di Seif che controllano il 50% del capitale, tra cui i giornalisti, Padellaro, Travaglio, Gomez, Lillo e l’ad Cinzia Monteverdi, hanno comunicato ufficialmente di non essere interessati alla vendita delle loro azioni. Inoltre esiste un limite statutario che impedisce a ogni singolo socio di possedere più del 17% del capitale. Sul mercato c’è un 40% di flottante e dunque anche se Lmdv media dovesse continuare nella sua iniziativa rinunciando alla soglia obbiettivo dell’82,9% al massimo potrà comprare e controllare il 17% del capitale di Seif.
Ma Leonardo Maria non si dà per vinto e rilancia. 'Il Fatto ha scritto molto di noi, anche in modo critico. E' esattamente il giornalismo che vogliamo proteggere – ha dichiarato Lmdv lunedì mattina -. Non chiediamo a nessuno di cambiare idea su di noi. Chiediamo solo di ascoltare un progetto che mette al sicuro il giornale. Siamo disponibili a incontrare i soci fondatori, il direttore e il comitato di redazione, quando e come preferiscono”. Lmdv media in una nota scrive di prendere atto “con rispetto della posizione espressa dai soci fondatori” della società editoriale Seif spa. In diciassette anni, Il Fatto ha costruito “una comunità di lettori fedele ed esigente e un'identità riconoscibile fondata sul giornalismo d'inchiesta e sull'indipendenza. E' questo il valore che Lmdv media riconosce e che intende preservare. In quest'ottica, “la direzione di Marco Travaglio è parte integrante di questo prodotto. Il progetto “ne prevede la conferma, insieme alla piena autonomia della redazione, alla linea editoriale e al formato del giornale, che non intendiamo modificare”.
Il Fatto nei giorni scorsi ha pubblicato una serie di articoli riguardanti la situazione finanziaria di Lmdv Capital e ha ripreso un’inchiesta apparsa sul New York Times in cui risulta coinvolto Leonardo Maria Del Vecchio.
Fatte queste considerazioni l’iniziativa di Lmdv media sembra più che altro volta a focalizzare l’attenzione mediatica sui conti della società che edita Il Fatto quotidiano, che nel bilancio consolidato intermedio 2026 ha registrato “incertezze significative che possono far sorgere dubbi sulla continuità aziendale”.
Il gruppo Seif ha chiuso il primo semestre dell’anno con una perdita di 283 mila euro (in miglioramento rispetto a 1,6 milioni del 2025) in un conto economico che mostra 19,1 milioni di ricavi (più 6% sul I° semestre 2025) e un margine operativo lordo di 2,1 milioni. “La crescita è trainata dall’incremento dei ricavi da abbonamenti digitali e dalla raccolta pubblicitaria che hanno permesso di compensare la riduzione dei ricavi delle vendite in edicola del quotidiano che, sebbene superiori a quelle stimate a budget 2026, risultano inferiori a quelle registrate nel primo semestre 2025”, scrive l’ad Monteverdi nella relazione di bilancio. Sostituendo gli abbonamenti digitali alle vendite in edicola i margini sono inferiori e scende anche la cassa. E non a caso il progetto di Lmdv media indica “un fabbisogno fino a 4 milioni nei prossimi 24 mesi e di verificare questo fabbisogno insieme al management”.
Lmdv media nel corso del 2026 si è lanciato nell’editoria acquistando dalla famiglia Riffeser il gruppo editoriale che pubblica i quotidiani QN, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino, oltre al 30% de Il Giornale controllato dal gruppo Angelucci. Ma la stessa Lmdv Capital, che controlla Lmdv media, ha bisogno di continue iniezioni di liquidità da parte del suo principale socio, Leonardo Maria Del Vecchio, avendo già 350 milioni di debiti con il Crédit Agricole che ha ottenuto in pegno tutte le azioni del veicolo societario.
Leonardo Maria in questo momento ha una forte esposizione debitoria con banche e istituzioni finanziarie (950 milioni in base alle sue dichiarazioni, 1,3 miliardi in base ad altre stime di mercato) e non ha entrate finanziarie visto che la distribuzione di dividendi dalla holding di famiglia Delfin è bloccata da oltre tre anni per dissidi con gli altri famigliari. A partire da aprile Leonardo Maria potrà spostare la sua quota del 12,5% di Delfin in una sua società personale e vedere se il sistema bancario gli concederà della liquidità aggiuntiva.