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Voli, le compagnie lasciano posti vuoti a bordo piuttosto che abbassare i prezzi

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Negli Stati Uniti i ricavi dei grandi vettori crescono del 18%, mentre il traffico aumenta dell’1%. Il caro carburante spinge verso una nuova strategia commerciale che potrebbe arrivare anche in Europa: il tutto esaurito non è più una priorità. Le tariffe sono rincarate del 23%
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ROMA – Meglio fare decollare un aereo con qualche poltrona vuota che vendere gli ultimi biglietti a prezzi stracciati. E’ l’ultima moda delle compagnie statunitensi, che non inseguono più il tutto esaurito a ogni costo.

In sintesi: preferiscono trasportare meno persone purché ciascuna paghi di più. La strategia – che sta mantenendo molto alte le tariffe negli Stati Uniti – potrebbe trovare imitatori anche in Europa.

A descrivere la nuova politica è l’agenzia d’informazione Reuters, che analizza i risultati di cinque grandi compagnie americane, come Delta, United, American, Southwest e Alaska.

I numeri dicono molto. Nel terzo trimestre del 2026, questi vettori aumentano del 18% i ricavi in arrivo dal trasporto dei passeggeri. Nello stesso periodo – dunque tra aprile, maggio e giugno – il traffico è cresciuto di un misero 1 percento.

ROMA – Meglio fare decollare un aereo con qualche poltrona vuota che vendere gli ultimi biglietti a prezzi stracciati. E’ l’ultima moda delle compagnie statunitensi, che non inseguono più il tutto esaurito a ogni costo.

In sintesi: preferiscono trasportare meno persone purché ciascuna paghi di più. La strategia – che sta mantenendo molto alte le tariffe negli Stati Uniti – potrebbe trovare imitatori anche in Europa.

A descrivere la nuova politica è l’agenzia d’informazione Reuters, che analizza i risultati di cinque grandi compagnie americane, come Delta, United, American, Southwest e Alaska.

I numeri dicono molto. Nel terzo trimestre del 2026, questi vettori aumentano del 18% i ricavi in arrivo dal trasporto dei passeggeri. Nello stesso periodo – dunque tra aprile, maggio e giugno – il traffico è cresciuto di un misero 1 percento.

Il caro cherosene

In altre parole, i vettori incassano di più senza trasportare necessariamente più viaggiatori. La strategia colpisce al cuore la più antica delle tattiche del passeggero. Tanti tra noi cercano di comprare i biglietti all’ultimo momento nella convinzione di trovarne a prezzi stracciati. Questo non è più vero quantomeno negli Usa.

Non è una bella notizia per chi si sposta in America. Nel Paese, tra settembre del 2025 e del 2026, il costo medio dei ticket è cresciuto del 23%, sotto la spinta del caro cherosene.

Certo, la strategia dei grandi vettori statunitensi presenta dei rischi. Se i biglietti aumentano troppo, possono indurre le persone a rinunciare al volo. Rinuncia che è più probabile in presenza di mezzi alternativi per muoversi, come l’auto e il treno.

Altra variabile è la concorrenza. La rinuncia a tariffe scontate può indurre una compagnia antagonista a confermare una tattica diversa, spesso vantaggiosa: pochi biglietti a prezzi calmierati in vendita per attirare potenziali compratori sul sito delle prenotazioni, e tanti biglietti più costosi.

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