ROMA – Si stringe il cerchio intorno alla manovra. Dopo la sintesi tra i partiti e la mediazione ancora in corso con Bruxelles, il ministro Giancarlo Giorgetti assicura che le proposte verranno finalizzate “entro questa sera” e si andrà in consiglio dei ministri “domani mattina”. Qualche nodo ancora rimane però, per stessa ammissione del titolare del Mef, visto che “le richieste sono tantissime e le proposte che arrivano sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità”.
Il ministro sottolinea l’importanza della tenuta dei conti. “Credo nessuno possa accusare il governo di avere presentato in questi 4 anni delle previsioni ottimistiche o prive di fondamento. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento onesto, che alla p…
ROMA – Si stringe il cerchio intorno alla manovra. Dopo la sintesi tra i partiti e la mediazione ancora in corso con Bruxelles, il ministro Giancarlo Giorgetti assicura che le proposte verranno finalizzate “entro questa sera” e si andrà in consiglio dei ministri “domani mattina”. Qualche nodo ancora rimane però, per stessa ammissione del titolare del Mef, visto che “le richieste sono tantissime e le proposte che arrivano sono molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità”.
Il ministro sottolinea l’importanza della tenuta dei conti. “Credo nessuno possa accusare il governo di avere presentato in questi 4 anni delle previsioni ottimistiche o prive di fondamento. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento onesto, che alla prova dei fatti - ha rivendicato il ministro - ha dimostrato di essere non solo condiviso ma addirittura apprezzato da tutti gli osservatori”. E tenuto conto di questo, “credo che alla fine avremo dato una risposta alle cose più importanti, più urgenti. Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile, anche rispetto agli enti locali e alle Regioni con i quali ci siamo confrontati", ha concluso.
Le tempistiche
L’esecutivo sta aspettando dall’Unione europea una risposta sulla maggiore flessibilità richiesta per dare sostegno alle famiglie contro la fiammata inflazionistica. E ha così spiegato la carenza di dettagli sulle misure nel Dpfp. "Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa – ha detto al Forum – Credo che andremo domani mattina in consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto". Con la Commissione europea “abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri domani", ha aggiunto.
Correzioni in Parlamento
Il ministro lascia intendere che il testo è aperto a modifiche, che potranno arrivare dall’attività parlamentare. Sulla proposta “ci possono poi essere delle idee migliorative in Parlamento, ritrovare anche delle risorse che noi non siamo stati in grado di trovare, destinare in modo diverso", ha dichiarato in videocollegamento. “Oggi la risposta e la proposta che farà il governo sarà sulla base delle condizioni date oggi, 27 di ottobre. Può darsi che la situazione possa offrire maggiori margini nelle prossime settimane. Allo stato la situazione è questa”, ha concluso.