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Bilancio generazionale annuale e garanzia dello Stato sugli affitti: le proposte per i giovani

Roberto Garofoli 
Le conclusioni del Rapporto “Le leve per la crescita” curato per da Roberto Garofoli e promosso da Anci
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ROMA – Per rilanciare la crescita l’Italia deve assorbire il metodo Pnrr e renderlo strutturale. Fissare obiettivi, rispettare le tempistiche, dedicare la spesa agli investimenti, misurare i risultati: è la lezione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che secondo il rapporto “Leve per la crescita”, curato da Roberto Garofoli e promosso da Anci, va implementata nei programmi pubblici e privati strategici. “La vera sfida oggi è rendere questa capacità strutturale e permanente, anche oltre il piano, anche per le politiche nazionali. Non solo quelle europee - ha dichiarato il presidente di sezione del Consiglio di Stato ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi durante la presentazione del rapporto alla Camera di deputati – l’ambizione del rapporto è dunque, prima di tutto, istituzionale e civile: mettere a disposizione di chi è chiamato a governare, indipendentemente dalle appartenenze politiche, analisi e prospettive su temi cruciali per il futuro del…

ROMA – Per rilanciare la crescita l’Italia deve assorbire il metodo Pnrr e renderlo strutturale. Fissare obiettivi, rispettare le tempistiche, dedicare la spesa agli investimenti, misurare i risultati: è la lezione del Piano nazionale di ripresa e resilienza che secondo il rapporto “Leve per la crescita”, curato da Roberto Garofoli e promosso da Anci, va implementata nei programmi pubblici e privati strategici. “La vera sfida oggi è rendere questa capacità strutturale e permanente, anche oltre il piano, anche per le politiche nazionali. Non solo quelle europee - ha dichiarato il presidente di sezione del Consiglio di Stato ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi durante la presentazione del rapporto alla Camera di deputati – l’ambizione del rapporto è dunque, prima di tutto, istituzionale e civile: mettere a disposizione di chi è chiamato a governare, indipendentemente dalle appartenenze politiche, analisi e prospettive su temi cruciali per il futuro del Paese”.

Le criticità

Il documento è frutto di un anno di lavoro e del contributo di oltre cento esperti ed esponenti delle istituzioni, e individua le priorità per la crescita dell'Italia oltre il Pnrr, con un focus su coesione sociale, competitività, modernizzazione istituzionale, divari territoriali, capitale umano e servizi essenziali. Sono diminuiti i tempi e di pagamento della Pa, la durata dei procedimenti civili si è ridotta, è stata razionalizzata la rete delle stazioni appaltanti e le pendenze arretrate sono calate. Rimangono forti disuguaglianze tra Nord e Sud in termini di Pil pro capite, nonostante l’accelerazione della crescita nelle regioni meridionali. L’Italia ha ancora forti criticità. Tra quelle individuate, spicca la perdita di capitale umano. Con l’emigrazione interna, dal sud verso il nord, e quella verso l’estero. In vent'anni il sud ha perso mezzo milione di laureati, con un costo economico stimato in 116 miliardi di euro, mentre dal 2011 l'Italia ha registrato l'emigrazione di 630 mila giovani qualificati, per un valore formativo non recuperato vicino ai 160 miliardi di euro.

Il bilancio generazionale

E c’è poi un tema generazionale. “Nel documento - sottolinea Garofoli – proponiamo l’introduzione di un bilancio generazionale annuale, sul modello del bilancio di genere, per rendere trasparente quante risorse pubbliche siano destinate alle nuove generazioni, e una garanzia pubblica per facilitare l’accesso all’affitto dei giovani lavoratori”. La misura punta a rispondere alle difficoltà di chi dispone di un reddito, ma non delle garanzie familiari richieste dal mercato immobiliare. Garofoli inquadra queste proposte nella “necessità di valorizzare pienamente le risorse umane e produttive del Paese, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalla diminuzione delle persone in età lavorativa. L’obiettivo è affiancare agli investimenti in istruzione e alle politiche per trattenere i talenti misure capaci di sostenere l’autonomia delle nuove generazioni e le loro prospettive di vita e di lavoro”, ha concluso.

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