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Taxi, sciopero nazionale il 15 dicembre contro il caro carburanti

I sindacati accusano il governo di inerzia e chiedono aiuti economici. Nel mirino anche la concorrenza degli Ncc e delle grandi piattaforme digitali. La protesta coinvolgerà tutta Italia, con una manifestazione a Roma. A novembre previste altre tre mobilitazioni a Milano, Napoli e Firenze
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ROMA – I tassisti italiani si fermeranno il 15 dicembre 2026, quando scenderanno anche in piazza a Roma per protestare contro il governo. Prima dello sciopero nazionale, sono previste tre manifestazioni: a Milano l’11 novembre, a Napoli il 17, infine a Firenze il 25.

La mobilitazione è una cattiva notizia per il ministro Matteo Salvini (Trasporti) che si è sempre schierato a supporto della categoria. Anche le persone comuni dovranno misurarsi con lo sciopero, peraltro non lontano dal Natale.

A proclamare lo stop sono sindacati certamente rappresentativi e anche associazioni di categoria, dopo un’assemblea di oggi a Firenze. Tra questi Filt Cgil Taxi, Uiltrasporti, Usb Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi e Satam. Le organizzazioni accusano il governo di immobilismo e inerzia davanti alle difficoltà gravi del settore.

Il sit-in dei tassisti a Porta Pia il 26 ottobre (ansa)
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ROMA – I tassisti italiani si fermeranno il 15 dicembre 2026, quando scenderanno anche in piazza a Roma per protestare contro il governo. Prima dello sciopero nazionale, sono previste tre manifestazioni: a Milano l’11 novembre, a Napoli il 17, infine a Firenze il 25.

La mobilitazione è una cattiva notizia per il ministro Matteo Salvini (Trasporti) che si è sempre schierato a supporto della categoria. Anche le persone comuni dovranno misurarsi con lo sciopero, peraltro non lontano dal Natale.

A proclamare lo stop sono sindacati certamente rappresentativi e anche associazioni di categoria, dopo un’assemblea di oggi a Firenze. Tra questi Filt Cgil Taxi, Uiltrasporti, Usb Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi e Satam. Le organizzazioni accusano il governo di immobilismo e inerzia davanti alle difficoltà gravi del settore.

Il sit-in dei tassisti a Porta Pia il 26 ottobre (ansa)

Come per i Tir

La prima emergenza è il caro carburante, che pesa sui bilanci dei tassisti. Le auto pubbliche lavorano con tariffe prefissate dalle amministrazioni locali e i conducenti non possono aumentare liberamente i prezzi delle corse per recuperare i maggiori costi. I sindacati chiedono quindi un sostegno economico straordinario (in linea con quello garantito ai Tir).

Ma a preoccupare la categoria è anche la concorrenza delle piattaforme multinazionali e dei servizi di noleggio con conducente (Ncc). Secondo le organizzazioni sindacali, alcuni operatori aggirano le regole, mentre le piattaforme digitali adottano sistemi di prezzo basati sulle aste che finiscono per penalizzare i taxi tradizionali.

I tassisti chiedono soprattutto che diventi pienamente operativo il Rent, il registro elettronico nazionale dei taxi e degli Ncc, accompagnato da maggiori controlli sulle strade per contrastare l'abusivismo e l'utilizzo irregolare delle autorizzazioni.

Il Foglio di servizio

Sarebbe in ritardo infine l'attuazione del Foglio di servizio elettronico, lo strumento che documenta e controlla l'attività degli Ncc. La mancata applicazione delle regole lascerebbe spazio a forme di concorrenza sleale favorendo le grandi piattaforme digitali, ancora loro.

Per i promotori dello sciopero, gli eventuali disagi ai passeggeri saranno responsabilità del governo, accusato di non aver applicato la legge 12 del 2019.

Alla protesta aderiscono 20 sigle: Agci, Ati Taxi, Associazione Tutela Legale Taxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Unica Filt Cgil Taxi, Satam, Sitan, Or.s.a. Taxi, Sul Taxi, Tam, Uiltrasporti, Usb Taxi, Ugl Taxi, Unimpresa, Unione Artigiani, Uritaxi e Uti.

“Niente blocchi o denunce”

I tassisti hanno tutto il diritto di protestare contro il caro carburanti. Eppure, se bloccheranno le strade e paralizzeranno le città, rischieranno una denuncia. A mettere in guardia la categoria è il Codacons.

L'associazione dei consumatori riconosce le difficoltà economiche delle auto bianche e considera legittime le loro richieste di aiuto al governo. Ma avverte che la protesta non deve trasformarsi in un danno per i cittadini.

Il Codacons ricorda che i tassisti possono far sentire la propria voce senza impedire la circolazione nelle città e senza “utilizzare i cittadini come ostaggi”. L'associazione teme che possano ripetersi i blocchi stradali già registrati in occasione di precedenti pirotecniche mobilitazioni.

Tassisti travestiti da gladiatori a Roma (sciopero di maggio 2024) 

“Basta aumenti”

Batte un colpo anche l’Adusbef, che invita i tassisti a non approfittare della emergenza carburante per chiedere un aumento delle tariffe delle corse.

Adusbef distingue inoltre tra le due principali ragioni della protesta. Il caro carburanti è un problema reale, che richiede risposte concrete. Diverso, secondo l’associazione, è il caso della concorrenza di Uber e degli Ncc, che rappresenta invece un vantaggio per i passeggeri e va tutelata.

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