Kering punta su tre donne per rilanciare i suoi marchi: chi sono le manager in campo
di Sara Bennewitz , -MILANO – La strategia “ReconKering” di Luca de Meo per conquistare la fiducia del mercato e dei clienti del lussosi tinge di rosa. L’ad del colosso francese avrebbe infatti sondato una stilista inglese, una tedesca e una italiana, per la direzione creativa rispettivamente di Balenciaga, Yves Saint Laurent e McQueen. Si tratta di tre giovani donne nate tutte negli anni Ottanta, con la verve e la voglia di fare la rivoluzione che de Meo ha in mente.
Si tratta di Martine Rose - che cura già una sua linea e pare destinata ad andare a sostituire Pierpaolo Piccioli in Balenciaga; di Chemena Kamali - che sarebbe in procinto di lasciare la guida stilistica di Chloé (gruppo Lvmh) per andare a occupare il posto lasciato vuoto da Anthony Vaccarello; e i…
MILANO – La strategia “ReconKering” di Luca de Meo per conquistare la fiducia del mercato e dei clienti del lussosi tinge di rosa. L’ad del colosso francese avrebbe infatti sondato una stilista inglese, una tedesca e una italiana, per la direzione creativa rispettivamente di Balenciaga, Yves Saint Laurent e McQueen. Si tratta di tre giovani donne nate tutte negli anni Ottanta, con la verve e la voglia di fare la rivoluzione che de Meo ha in mente.
Si tratta di Martine Rose - che cura già una sua linea e pare destinata ad andare a sostituire Pierpaolo Piccioli in Balenciaga; di Chemena Kamali - che sarebbe in procinto di lasciare la guida stilistica di Chloé (gruppo Lvmh) per andare a occupare il posto lasciato vuoto da Anthony Vaccarello; e infine di Virginia Burlina, nata a Gorizia 40 anni fa e attualmente parte del team creativo di Glenn Martens in Martin Margiela, griffe che fa capo alla Otb di Renzo Rosso.
Fare squadra tra creatività e vendite
L’ad di Kering si era lamentato di alcuni direttori creativi delle sue maison, chiedendo di «fare squadra» per avere una maggiore integrazione tra visione artistica e strategie commerciali. Peraltro nel piano che de Meo ha presentato lo scorso marzo agli investitori il 2026 è l’anno del “reset”, mentre già dal prossimo esercizio il gruppo stima di tornare ad aumentare i ricavi, una crescita che dovrà essere accelerata da una veloce ricambio anche nella creatività di alcuni dei marchi che soffrono di più, a cominciare da Saint Laurent, secondo brand dopo Gucci per ricavi. Tre giovani donne capaci di fare squadra, con idee e pretese meno esose e più adatte ai tempi. E tre professioniste capaci di intuire e anticipare le esigenze delle clienti, che rappresentano nel mondo del lusso circa due terzi delle consumatrici di abbigliamento e accessori.