ROMA - Un po’ a tutti, per provare a non scontentare nessuno. Un po’ di più al ceto medio, ai giovani e alle donne. La quinta manovra del governo Meloni è un puzzle di piccole tessere. Tolte le misure per l’energia e la difesa, finanziate con la flessibilità concessa dall’Europa, il resto è fatto di mini interventi. Norme dal perimetro ristretto, platee contingentate. La colla che tiene insieme i pezzi è il taglio delle tasse. In versione ridotta, perché i soldi a disposizione sono pochi.
Ecco allora che nel menù della legge di bilancio, coperture permettendo, non si appresta a entrare solo il taglio dell’Irpef per i contribuenti della classe media, attraverso l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 54-55mila euro, dagli attuali 50mila. La priorità, è stata più volte segnalato, è mandare un messaggio ai giovani, e quindi ecco un pacchetto dedicato a chi si affaccia al mondo del lavoro.
Per gli under 30 al primo impiego è in arrivo la mini Irpef: meno tasse in busta paga f…
ROMA - Un po’ a tutti, per provare a non scontentare nessuno. Un po’ di più al ceto medio, ai giovani e alle donne. La quinta manovra del governo Meloni è un puzzle di piccole tessere. Tolte le misure per l’energia e la difesa, finanziate con la flessibilità concessa dall’Europa, il resto è fatto di mini interventi. Norme dal perimetro ristretto, platee contingentate. La colla che tiene insieme i pezzi è il taglio delle tasse. In versione ridotta, perché i soldi a disposizione sono pochi.
Ecco allora che nel menù della legge di bilancio, coperture permettendo, non si appresta a entrare solo il taglio dell’Irpef per i contribuenti della classe media, attraverso l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 54-55mila euro, dagli attuali 50mila. La priorità, è stata più volte segnalato, è mandare un messaggio ai giovani, e quindi ecco un pacchetto dedicato a chi si affaccia al mondo del lavoro.
Per gli under 30 al primo impiego è in arrivo la mini Irpef: meno tasse in busta paga fino a una soglia di reddito (l’ipotesi più accreditata è 28mila euro). L’intervento potrebbe essere affiancato da una flat tax al 5% per i neoassunti fino a 35 anni. Anche in questo caso, però, con paletti al compenso. Se gli ultimi calcoli lasceranno margini per allargare ulteriormente il perimetro, allora dentro anche un’estensione della no tax area per gli under 25.
La spinta all’occupazione giovanile riguarda anche i datori di lavoro: maxi sconti fiscali per chi pescherà nella categoria «da tutelare», come viene descritta da fonti di governo. La traduzione dell’impegno è un aumento della maxi-deduzione introdotta nel 2024 con lo slogan “Più assumi, meno paghi”. Le aliquote attuali del 120% e 130% potrebbero salire a 140%-150%. Non solo. L’asticella arriverebbe al 180% per le giovani madri assunte.
Per un cerchio che si prova a chiudere offrendo un vantaggio fiscale a lavoratori e imprese, un altro resta sospeso fino alle decisioni finali del Consiglio dei ministri. È quello della detassazione delle tredicesime: lo schema sotto esame prevede un’aliquota ridotta al 10% o al 15%. La traccia comune agli altri interventi è la selettività: la busta paga extra di dicembre diventerebbe più pesante solo per i redditi bassi. Di più sarà impossibile fare. Il convitato di pietra è sempre lo stesso: poche risorse per un intervento fiscale corposo.
Chi può sperare in una tassa piatta in versione large sono i titolari di partita Iva. La flat tax al 15% viaggia infatti verso l’estensione a 100mila euro, dagli attuali 85mila. Salirebbe, quindi, il limite di ricavi e compensi per accedere e restare nel regime forfettario. Ma sopra la soglia degli 85mila euro scatterebbe comunque l’obbligo di applicare l’Iva. Il beneficio fiscale, quindi, non si dispiegherebbe appieno, ma sarebbe comunque un segnale importante per una categoria di contribuenti cara al centrodestra al governo.
Nel puzzle della legge di bilancio è atteso anche il ritorno della cedolare secca per i negozi fino a 300 metri quadri. I tecnici hanno ipotizzato un’aliquota al 21%, che potrebbe scendere al 10% nei centri metropolitani. Il pacchetto includerebbe anche la cedolare al 5% per gli affitti di case a canone concordato.
Bollo auto, per chi ha almeno quattro figli l’esenzione è più larga
Il governo vuole allargare l’esenzione dal bollo auto, che già interessa il 73% delle famiglie con almeno un veicolo. La manovra estenderà il beneficio alle famiglie con almeno 4 figli, portando da 80 a 133 kW il limite di potenza delle vetture. Per l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), l’esenzione del bollo nel suo insieme favorisce i nuclei meno abbienti. Ma l’Upb segnala anche due problemi: mancano le coperture per il 2028 e il 2029 e non sono ancora chiari i criteri con cui lo Stato rimborserà le Regioni, che perderanno gli incassi del bollo. Il bonus elettrodomestici dovrebbe essere confermato anche per il 2027. Ancora incerto invece il futuro del bonus edilizio. Oggi chi esegue lavori nell’abitazione principale può recuperare, con uno sconto sulle tasse, il 50% della spesa. Per le seconde case la percentuale scende al 36%. Senza un intervento del governo, dal 2027 questi benefici diminuiranno al 36% e al 30%. La decisione finale dipenderà dalle trattative con Bruxelles.
Ipotesi aumento Ires a carico delle banche. Tobin tax più alta
Il contributo a carico di banche, assicurazioni e settore finanziario ci sarà anche nell’ultima manovra di questa legislatura malgrado le proteste del mondo del credito. I cinque miliardi previsti dal ministro Giancarlo Giorgetti serviranno per coprire buona parte delle misure di spesa. Diverse sono le ipotesi in campo - ma ancora non definite - a carico degli istituti. Tra queste ci sono l’aumento dell’addizionale Ires (il prelievo complessivo dell’imposizione sui redditi societari passerebbe dall’attuale 27,5% a una soglia molto vicino al 30%), un aumento della Tobin tax sulle transazioni finanziarie di due punti di decimale e il blocco delle Dta (deferred tax assets) per l’anno 2027, con la possibile cessione dei crediti d’imposta che ne deriverebbero. L’ad di Intesa, Carlo Messina, non si tira indietro nel “contribuire all’andamento positivo del paese” ma ricorda al governo che “ci deve essere un giusto equilibrio ed equità nel trattamento”.
Sgravi per le mamme verso il rinnovo. Anziani, arriva la card
La manovra dovrebbe prorogare anche nel 2027 il sostegno per le madri lavoratrici. Si tratta dell’esonero contributivo al 100% fino ad un importo massimo di 3000 euro destinato alle lavoratrici a tempo determinato con almeno tre figli. Una misura che il governo ora starebbe valutando di estendere anche alle mamme con due figli. Sempre a sostegno delle madri sarà prevista per le imprese che assumono giovani mamme una maxi deduzione al 180%, una versione rafforzata rispetto allo sconto tra il 130% e il 140% che dovrebbe essere previsto per le nuove assunzioni di giovani. La legge di bilancio guarda anche agli anziani: sul tavolo c’è l’ipotesi di una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, entro una soglia Isee ancora da definire, con la possibilità di estendere la misura anche alle famiglie numerose.