Delfin, Basilico respinge l’offerta di Lmdv per l’acquisto del suo 12,5%
di Giovanni PonsMILANO – Nuovo azzardo di Leonardo Maria Del Vecchio che questa volta è stato completamente ignorato dalla controparte. Quasi contemporaneamente all’ipotesi di offerta per acquistare Il Fatto quotidiano, già respinta al mittente, si è saputo che Lmdv ha ricevuto un altro no. Le avances dei suoi avvocati nei confronti del socio Rocco Basilico (anch’egli figlio di Nicoletta Zampillo che in prime nozze ha sposato Paolo Basilico), sono finite senza neanche una risposta. La sua proposta, scrive l’Ansa, era quella di acquistare il 12,5% di Delfin in mano a Rocco valutandolo 3,5 miliardi. Una cifra che presenta uno sconto del 30% sul valore netto patrimoniale (Nav) della finanziaria lussemburghese, le cui partecipazioni ai valori di Borsa quotano intorno a 40 miliardi.
La proposta, a quanto si apprende, non è stata presa in considerazione per tre motivi. In primo luogo Rocco Basilico non ha intenzione di vendere, almeno in questo momento. In secondo luogo il prezzo è basso, avendo Rocco indicato all’assemblea di Delfin, in cui chiedeva di spostare la sua partecipazione in una società posseduta interamente, il valore di 4,3 miliardi. In terzo luogo l’affidabilità del compratore è compromessa, dal momento che Lmdv è già indebitato per oltre un miliardo, non ha flussi di dividendi in entrata e il sistema bancario non sembra disposto a concedergli altro credito.
In primavera Lmdv aveva già provato ad acquistare il 25% di Delfin che i soci Luca e Paola avevano accettato di vendere per 10 miliardi, ma l’operazione è saltata per il diniego del cda Delfin a garantire alle banche il riacquisto del 37,5% al prezzo di 10 miliardi. Rimasto scottato da quest’operazione andata male Lmdv non si è poi neanche presentato all’assemblea del 31 giugno per un confronto con gli altri soci. E poi ad agosto ha anche lasciato tutte le cariche che ricopriva in EssilorLuxottica, rompendo i rapporti con il suo mentore Francesco Milleri.
L’unica cosa possibile, al momento, per Lmdv, è quella di aspettare il 31 marzo quando potrà effettivamente spostare il suo pacchetto di azioni Delfin nella sua Lmdv Fin. E a quel punto tornare dalle banche che gli hanno fatto credito sinora, in particolare Unicredit e Indosuez, cercando di negoziare prestiti aggiuntivi in cambio del pegno sulle azioni della scatola che possiederà il 12,5%. Un pegno che però è illiquido, perché permette solo il diritto di voto ma non la proprietà delle azioni Delfin che per essere vendute devono ricevere il consenso di tutti gli altri 7 soci della holding.
Per concedere nuovi crediti le banche però guardano anche alla redditività per capire se gli oneri finanziari possono essere pagati. Ma al momento il flusso di dividendi ai soci di Delfin è bloccato per l’opposizione di tre soci su otto, Luca, Clemente e Paola Del Vecchio, che con il loro ostruzionismo stanno tenendo ferma la successione di Leonardo Del Vecchio a quattro anni e mezzo dalla sua scomparsa.