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Mps, l'assemblea boccia la fusione con Mediobanca. Lovaglio: “Da Intesa cambio di rotta”

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L’assemblea respinge la fusione con Piazzetta Cuccia: i no al 63,65%. L'ad: "In 4 anni mantenute le promesse e segnato anche da calcio d'angolo"
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SIENA – L’assemblea Mps, iniziata alle 10 e che durerà fino a tardo pomeriggio, boccia la fusione con Mediobanca già approvata dalla Bce, e che la banca senese intendeva completare entro fine anno a coronamento dell’Ops lanciata nel gennaio 2025. Gli azionisti, presenti per il 65,86% del capitale, hanno votato per il 32,91% a favore e per il 63,65% contro, con il 3,4% di astenuti.

Finora l’assemblea ha approvato solo il punto sulla cooptazione di Gianluca Brancadoro come consigliere indipendente, con l’89,7% dei favorevoli, e di Alessandro Caltagirone come consigliere non indipendente, con l’86% dei consensi. Bocciate, finora, tutte le altre proposte: l’autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie ha ottenuto il 53,8% di voti contrari e il 40,8% a favore, mentre le modifiche al sistema incentivante 2023,2024 e 2025 sono state avversate dal 53,33% dei presenti, contro il 40,85% a favore. Oltre il 6% gli astenuti sulle due votazioni.

L’ad Luigi Lovaglio, nel suo di…

SIENA – L’assemblea Mps, iniziata alle 10 e che durerà fino a tardo pomeriggio, boccia la fusione con Mediobanca già approvata dalla Bce, e che la banca senese intendeva completare entro fine anno a coronamento dell’Ops lanciata nel gennaio 2025. Gli azionisti, presenti per il 65,86% del capitale, hanno votato per il 32,91% a favore e per il 63,65% contro, con il 3,4% di astenuti.

Finora l’assemblea ha approvato solo il punto sulla cooptazione di Gianluca Brancadoro come consigliere indipendente, con l’89,7% dei favorevoli, e di Alessandro Caltagirone come consigliere non indipendente, con l’86% dei consensi. Bocciate, finora, tutte le altre proposte: l’autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie ha ottenuto il 53,8% di voti contrari e il 40,8% a favore, mentre le modifiche al sistema incentivante 2023,2024 e 2025 sono state avversate dal 53,33% dei presenti, contro il 40,85% a favore. Oltre il 6% gli astenuti sulle due votazioni.

L’ad Luigi Lovaglio, nel suo discorso introduttivo, ha rivendicato le scelte strategiche degli ultimi tre anni, compreso l’assalto a Piazzetta Cuccia: “Con Mediobanca abbiamo creato una terza forza competitiva nel mercato italiano, fondata su una forte logica industriale e finanziaria. La nostra convinzione era chiara: in un mercato caratterizzato da un elevato grado di consolidamento, Mps non poteva restare a guardare. Il progetto di integrazione, come detto, funziona molto bene e meglio del previsto, tanto che abbiamo rivisto al rialzo le sinergie portandole da 700 a circa 800 milioni di euro”, ha detto il banchiere, lanciando una frecciatina a Intesa Sanpaolo, che ha fatto moral suasion sui grandi azionisti Mps per bloccare le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali oggi al voto, oltre che quella già realizzata su Mediobanca. “Conoscevamo le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e sapevamo che l’aritmetica della fusione (con Mediobanca, ndr) sarebbe stata difficile – ha detto l’ad -. Ci ha sorpreso, invece, il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo: inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione. Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo così netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza.

“Sosteneteci, abbiamo segnato anche su calcio d’angolo”

Lovaglio ha, inoltre, fatto una sorta di mozione degli affetti per gli investitori che nel 2022 sostennero l’incertissimo aumento di capitale Mps per rafforzare l’istituto: “Abbiamo chiesto agli investitori di sostenerci tre anni fa con l’aumento di capitale e quelli che lo hanno fatto sono stati premiati. ci impegniamo a fare lo stesso con questa operazione. Oggi possiamo guardare a quell’impegno con la forza dei fatti, abbiamo mantenuto le nostre promesse. In questi quattro anni abbiamo fatto ciò che molti ritenevano impossibile, con lavoro, disciplina e risultati. Se mi consentite una metafora calcistica, qualche gol lo abbiamo fatto anche da calcio d’angolo. Ma c’è una cosa di cui siamo particolarmente orgogliosi: quei gol li abbiamo segnati giocando la partita, non cambiando le regole del campionato”. Un’altra critica a Ca’ de Sass, che per preservare la sua Opas da 31 miliardi autorizzata martedì dalla Bce ha posto come condizione per proseguirla che gli azionisti Mps cassino le due Ops alternative, e la distribuzione extra da 4 miliardi, di cui 3 in azioni Generali.

La difesa della città: “Garantire quanto costruito in 500 anni”

“Tutto quanto abbiamo fatto è stato possibile grazie alla forza delle nostre persone, all’attaccamento dei nostri clienti e all’identità straordinaria di un’organizzazione che porta sulla propria pelle una data: 1472. l’anno in cui questa meraviglia ebbe inizio – ha aggiunto Lovaglio. E dopo più di cinque secoli siamo ancora qui, con l’onore di custodirla, la responsabilità di farla crescere e l’orgoglio di portarla avanti insieme”. La sindaca di Siena Nicoletta Fabio, intervenuta presso il sit-in dei sindacati in corso fuori dalla sede della banca, ha ribadito il concetto caro ai senesi e alle amministrazioni locali:“Il mantra delle istituzioni senesi, a partire dall'amministrazione comunale, è sempre stato quello della integrità: della banca, dei livelli occupazionali, di quel rapporto di prossimità con il territorio, che è tipico di Mps nei confronti delle famiglie, delle imprese, soprattutto delle Pmi tipiche del nostro territorio, la presenza delle funzioni direzionali nella città di Siena, che questa banca ha fondato 500 anni fa. L’auspicio è che tutto ciò possa essere garantito nel futuro della nostra città”.

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