Bitcoin, il furto del secolo. Binance bucata per 6,3 miliardi di dollari
di Filippo SantelliROMA – E’ il più grande furto mai realizzato nella (travagliata) storia delle criptomonete. Venerdì mattina Binance, prima piattaforma al mondo per lo scambio di bitcoin e simili, ha sospeso tutte le operazioni di prelievo e deposito dopo essere stata vittima di un attacco hacker con un “impatto stimato” di 6,3 miliardi di dollari, circa 5,6 miliardi di euro. La società ha detto di essere riuscita – anche grazie al supporto ricevuto da altri operatori del settore cripto – a congelare circa 3 miliardi dei valori sottratti. Ha anche detto che i fondi degli utenti sono al sicuro e che le perdite verranno coperte dalla stessa piattaforma. “Fa male, ma sopravviveremo”, ha scritto su X il fondatore Changpeng Zhao, in codice CZ, che dopo la condanna subita negli Stati Uniti per riciclaggio e la grazia ricevuta da Donald Trump non ha più ruoli operativi nella società, ma ne resta il principale azionista.
I pirati nordcoreani
Resta comunque la più grande spaccata digitale della storia, e un c…
ROMA – E’ il più grande furto mai realizzato nella (travagliata) storia delle criptomonete. Venerdì mattina Binance, prima piattaforma al mondo per lo scambio di bitcoin e simili, ha sospeso tutte le operazioni di prelievo e deposito dopo essere stata vittima di un attacco hacker con un “impatto stimato” di 6,3 miliardi di dollari, circa 5,6 miliardi di euro. La società ha detto di essere riuscita – anche grazie al supporto ricevuto da altri operatori del settore cripto – a congelare circa 3 miliardi dei valori sottratti. Ha anche detto che i fondi degli utenti sono al sicuro e che le perdite verranno coperte dalla stessa piattaforma. “Fa male, ma sopravviveremo”, ha scritto su X il fondatore Changpeng Zhao, in codice CZ, che dopo la condanna subita negli Stati Uniti per riciclaggio e la grazia ricevuta da Donald Trump non ha più ruoli operativi nella società, ma ne resta il principale azionista.
I pirati nordcoreani
Resta comunque la più grande spaccata digitale della storia, e un colpo per una piattaforma che gestisce 140 miliardi di dollari di asset digitali. Secondo le prime indagini gli hacker sarebbero riusciti a penetrare nel pc di uno sviluppatore e prelevare i fondi. La società di cripto-intelligence TRM Labs ha ricondotto l’attacco a un gruppo di pirati informatici nordcoreani di nome TraderTraitor. E’ noto che il regime asiatico addestri e utilizzi team di hacker per condurre operazioni e recuperare preziose risorse finanziarie. Secondo gli esperti di Chainalysis nel corso del 2025 avrebbero rubato circa 2 miliardi di dollari in criptomonete, il 50% rispetto all’anno precedente.
Pronto soccorso
La società ha detto che i singoli portafogli degli utenti non sono stati violati e che i prelievi dovrebbero essere ripristinati in 48 ore, una volta che sarà terminata l’analisi di sicurezza. La quotazione del bitcoin, in caduta negli ultimi mesi e di solito colpita in modo pesante da questi incidenti, ha perso il 4% nelle prime ore dopo la diffusione della notizia, ma poi recuperato parte del terreno. E’ possibile che questa relativa calma sia in parte legata al fatto che Binance possiede un apposito fondo da un miliardo creato anche per “coprire” furti del genere, e in parte all’aiuto che hanno offerto grandi operatori della stablecoin (criptomonete dal valore stabile, usate nell’industria come depositi “sicuri”) come Tether e Circle nel congelare parte dei fondi sottratti. Resta però il fatto che la violazione di un singolo computer di un dipendente, se la circostanza verrà confermata, ha permesso di rubare una cifra senza precedenti, una nuova inquietante manifestazione di fragilità per un settore che gestisce enormi masse, tali da condizionare la stabilità dell’intero sistema finanziario.
Una storia travagliata
Binance è stata fondata nel 2017 da CZ, cittadino canadese di origini cinesi, è dichiara oggi 323 milioni di utenti a livello globale. Dopo aver rimbalzato tra varie giurisdizioni, al momento non dichiara un quartier generale, ma conduce gran parte delle sue attività da Abu Dhabi. Dallo scorso luglio in Europa e in Italia le sue operazioni sono fortemente limitate, di fatto ai soli prelievi di utenti esistenti, perché non ha ottenuto l’autorizzazione Micar. Accusata a lungo di non applicare controlli adeguati sugli utenti, nel 2023 si è dichiarata colpevole di negli Stati Uniti di aver violato le norme antiriciclaggio e CZ è finito in carcere. Nel 2025 è arrivata la grazia di Trump, che con il settore delle cripto ha stretto una lucrativa alleanza. CZ resta il primo azionista e (come si vede in queste ore) figura di riferimento, anche se dopo la condanna ha lasciato i ruoli operativi, sostituito nel ruolo di capo azienda da Richard Teng, cittadino di Singapore con un passato nella regolazione finanziaria. Intervistato da Repubblica subito dopo l’elezione di Trump, esultava per l’inizio “dell’età dell’oro delle critpomonete”.