MILANO – La corsa dei prezzi non basta ad alleviare la pressione sui conti di Edison. Nei primi nove mesi del 2026, la multiutility milanese migliora i ricavi, cresciuti anno su anno da 13,3 a 14,5 miliardi di euro, grazie all’aumento dei volumi venduti e ai rincari dell’energia causati dalla guerra nel Golfo.
Idroelettrico e Qatar affossano i margini
I margini, invece, scivolano da un miliardo a 878 milioni. Pesa la frenata della produzione idroelettrica e il contributo volontario previsto dal decreto Bollette. Pesa la competizione sul mercato della distribuzione dell’energia, con le numerose campagne commerciali aggressive lanciate dagli operatori dallo scoppio del conflitto. E pesa, infine, il blocco dei flussi di gas liquefatto dal Qata…
MILANO – La corsa dei prezzi non basta ad alleviare la pressione sui conti di Edison. Nei primi nove mesi del 2026, la multiutility milanese migliora i ricavi, cresciuti anno su anno da 13,3 a 14,5 miliardi di euro, grazie all’aumento dei volumi venduti e ai rincari dell’energia causati dalla guerra nel Golfo.
Idroelettrico e Qatar affossano i margini
I margini, invece, scivolano da un miliardo a 878 milioni. Pesa la frenata della produzione idroelettrica e il contributo volontario previsto dal decreto Bollette. Pesa la competizione sul mercato della distribuzione dell’energia, con le numerose campagne commerciali aggressive lanciate dagli operatori dallo scoppio del conflitto. E pesa, infine, il blocco dei flussi di gas liquefatto dal Qatar, che ha spinto la società – unica in Italia a importare metano direttamente dall’emiro – a sostituire i metri cubi mancati con più onerosi acquisti spot sul mercato (27 dei 38 carichi totali sono già stati rimpiazzati).
Confermate le stime per l’intero esercizio
La maggiore produzione dalle centrali termoelettriche e dalle fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico, compensa solo in parte gli effetti negativi. E così, all’ultima riga di bilancio, il risultato netto è scivolato da 251 a 143 milioni.
Nell’arco dei nove mesi migliorano, invece, gli investimenti, saliti di oltre il 15% a 480 milioni e dedicati alla crescita della capacità rinnovabile, alla manutenzione degli impianti termoelettrici e allo sviluppo dei servizi alla clientela. Investimenti e prezzi elevati impattano sulla posizione patrimoniale, che passa da un credito di 219 milioni a fine 2025 a un debito di 148 milioni.
Pur in un contesto ancora volatile, il management conferma la stima sul margine operativo lordo per l’intero esercizio tra 1,1 e 1,2 miliardi.
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