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Intel crolla al Nasdaq dopo i conti: a Wall Street torna lo spettro della bolla IA

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Il colosso dei semiconduttori ha perso in una seduta il 30% trascinando i titoli tecnologici. A preoccupare gli analisti sono le previsioni negative sul mercato dei personal computer
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LAS VEGAS – Terremoto al Nasdaq, la borsa delle principali aziende tecnologiche, sconvolta da una violenta ondata di vendite che ha fatto crollare l’indice del 3%. Un buco nero che ha inghiottito, trascinandoli al ribasso, i listini di mezzo mondo: da Seul a Milano.

Il tonfo è stato persino peggiore di quello dello scorso 5 giugno, sebbene avvenuto per gli stessi motivi di allora: i dubbi crescenti sugli investimenti legati all’IA.

Intel brucia un terzo della capitalizzazione

A scombussolare l’emotivo mercato è stato il crollo storico, avvenuto sempre oggi, di Intel, che ha perduto il 30% in quella che è considerata la sua peggior seduta dal 1974 (quando però la scossa fu causata dalla combinazione letale di crisi energetica globale, inflazione e profonda instabilità politica). Tanto più che ha trascinato con sé i principali produttori di chip: risucchiati nel baratro del rivale, hanno chiuso tutti in perdita.

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LAS VEGAS – Terremoto al Nasdaq, la borsa delle principali aziende tecnologiche, sconvolta da una violenta ondata di vendite che ha fatto crollare l’indice del 3%. Un buco nero che ha inghiottito, trascinandoli al ribasso, i listini di mezzo mondo: da Seul a Milano.

Il tonfo è stato persino peggiore di quello dello scorso 5 giugno, sebbene avvenuto per gli stessi motivi di allora: i dubbi crescenti sugli investimenti legati all’IA.

Intel brucia un terzo della capitalizzazione

A scombussolare l’emotivo mercato è stato il crollo storico, avvenuto sempre oggi, di Intel, che ha perduto il 30% in quella che è considerata la sua peggior seduta dal 1974 (quando però la scossa fu causata dalla combinazione letale di crisi energetica globale, inflazione e profonda instabilità politica). Tanto più che ha trascinato con sé i principali produttori di chip: risucchiati nel baratro del rivale, hanno chiuso tutti in perdita.

Il salvataggio del governo Usa

Dopo aver dominato il settore per decenni, il colosso dei semiconduttori già due anni fa si era ritrovato a rincorrere altre aziende come Nvidia (che progetta in America ma produce a Taiwan), finendo per perdere 12 miliardi di dollari nel 2024.

Per salvare l’azienda, considerata da Donald Trump essenziale per la sicurezza nazionale, nell’agosto 2025 era intervenuta l’amministrazione americana con un investimento da 8,9 miliardi di dollari versati in cambio di una quota del 9,9%. Farne una partecipata statale era stato l’unico modo per evitarne il tracollo finanziario e proteggere la catena di approvvigionamento dei chip Usa.

Tornano i timori sull’IA

Agli investitori, già agitati dalle trimestrali dei giorni scorsi di Alphabet, la società madre di Google, giù del 12% nella seduta di ieri, e pure di Amazon, scesa del 7%, i numeri della trimestrale presentata da Intel proprio non sono piaciuti.

Nonostante superassero le aspettative immediate del mercato, almeno in termini di ricavi e utili, c’erano previsioni estremamente deboli per il quarto trimestre e prospettive negative sul mercato dei pc, ovvero ricavi fra i 15 e i 16 miliardi di dollari, meno dei 17 miliardi attesi. Quanto basta a far riemergere le persistenti perplessità sui costi dell’IA: che richiedono investimenti enormi a fronte di ritorni commerciali lenti e per nulla sicuri, tanto che molti analisti la considerano una bolla sul punto di esplodere. Forse già all’indomani delle elezioni di midterm, dove non a caso le campagne repubblicane sono fortemente sostenute dai miliardari del settore high tech, ritenendo l’elefante maggior garante delle loro istanze.

Un duro colpo per l’amministrazione Trump

Di sicuro, il crollo di Intel è un duro colpo anche per l’amministrazione Trump, che vede l’investimento fatto appena un anno fa diminuito di circa 12 miliardi di dollari. Certo non la notizia che i suoi elettori, giù stritolati dal carovita, speravano di sentire.

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