BRUXELLES – “Alleanza per il futuro”. Con questa formula l’Ue e il Canada hanno siglato ieri l’intesa per una nuova forma di collaborazione politica e commerciale che darà vita ad una delle più grandi aree di partenariato del mondo e in futuro ad una enorme zona di libero scambio. Il Paese americano, dunque, non diventerà un “membro associato” dell’Ue come era stato ventilato il mese scorso dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ma l’obiettivo non sembra modificato nella sostanza. L’idea di fondo resta quella di creare un argine globale a Donald Trump. Tanto che il presidente canadese, Mark Carney, non si è fermato davanti ai dubbi giuridici sull’ingresso nell’Unione e ha ripetuto che la meta finale è diventare proprio un «membro associato» dell’Ue. «È una giornata storica – ha sottolineato il presidente canadese -. Costruiamo un ponte tra il Canada e l’Europa». Di certo, ha chiosato il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, «la nostra sarà l’associazione …
BRUXELLES – “Alleanza per il futuro”. Con questa formula l’Ue e il Canada hanno siglato ieri l’intesa per una nuova forma di collaborazione politica e commerciale che darà vita ad una delle più grandi aree di partenariato del mondo e in futuro ad una enorme zona di libero scambio. Il Paese americano, dunque, non diventerà un “membro associato” dell’Ue come era stato ventilato il mese scorso dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ma l’obiettivo non sembra modificato nella sostanza. L’idea di fondo resta quella di creare un argine globale a Donald Trump. Tanto che il presidente canadese, Mark Carney, non si è fermato davanti ai dubbi giuridici sull’ingresso nell’Unione e ha ripetuto che la meta finale è diventare proprio un «membro associato» dell’Ue. «È una giornata storica – ha sottolineato il presidente canadese -. Costruiamo un ponte tra il Canada e l’Europa». Di certo, ha chiosato il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, «la nostra sarà l’associazione più stretta, profonda e unica nel suo genere: vogliamo creare qualcosa di nuovo. Un faro per le democrazie». Quindi, ha sintetizzato la leader dell’esecutivo comunitario, prendendo atto del dato geografico, «possiamo sostituire il termine adesione con un’ambizione e una visione comuni».
«La solida partnership tra l’Ue e il Canada – si legge nella dichiarazione firmata da Carney, von der Leyen e Costa - è profondamente radicata nella fiducia, plasmata da una storia comune, da solidi rapporti economici, e fondata sui valori fondamentali che condividiamo. Siamo partner strategicamente importanti, amici intimi e vicini». L’accordo verrà definito concretamente nei prossimi mesi ma si concentrerà su tecnologie digitali, di ricerca e comunicazione, materie prime critiche, energia, servizi finanziari, difesa e commercio. Il Paese d’oltreoceano può essere un ottimo “sostituto” sia per le materie prime che per le terre rare fondamentali; sia per i prodotti tecnologici che per i carburanti. Un relazione che avvicinerà anche i giovani: il progetto universitario Erasmus verrà esteso al Canada. E per procedere rapidamente, a marzo prossimo si terrà una riunione congiunta della Commissione e del governo guidato da Carney. Prima ancora tra due settimane sarà presente a Dublino alla riunione della Comunità politica europea. «E – ha aggiunto il leader di Ottawa - ho anche accettato l’invito del Presidente Costa a partecipare alla riunione del Consiglio europeo del prossimo giugno». Insomma, non una adesione all’Unione ma un «partenariato più ampio possibile».
La piattaforma eurocanadese ha come premessa la condivisione degli «stessi ideali», per affrontare «sfide comuni» in un «mondo che sta diventando più pericoloso, diviso e con norme democratiche erose». Un eufemismo per sottolineare che è il modo per frenare le intemperanze di Trump che, ad esempio, usa i dazi come «strumento di pressione». Da subito si vedranno alcuni effetti proprio sul fronte commerciale perché la proposta sul “Made in Europe” contenuto nel cosiddetto “Accelerator Act”, includerà anche il Canada. Primo passo per una area di libero scambio già avviata con l’accordo Ceta che deve essere ratificato da tutti i partner Ue. Inoltre Ottawa parteciperà al prestito da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. Un sollievo per Bruxelles.