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Manovra, arriva la tassa sui videogiochi: 1.200 euro l’anno per ogni postazione nelle sale LAN

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Il governo introduce nuove autorizzazioni per i centri dedicati al gaming e agli eSports. Previsti controlli sui tornei e regole per l'accesso dei minorenni. Nel 2028 lo Stato conta di ricavare oltre 66 milioni di euro
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ROMA – Nuove regole e una tassazione specifica per le sale dove i ragazzi – ma anche gli adulti – si sfidano in tornei in Rete. Sono le sale LAN, spesso frequentate dagli appassionati degli eSports, le competizioni sportive elettroniche. Le novità sono scritte nelle legge di bilancio.

Nuove tasse alle sale giochi

Il nuovo regime non tocca chi gioca con la console, il computer, il telefonino da casa. Interessa le strutture commerciali che offrono postazioni per videogiochi di abilità e intrattenimento senza vincite in denaro.

Per ogni pc o postazione di gioco, il governo decide adesso una base imponibile forfettaria di 15.000 all’anno. Su questa cifra, si app…

ROMA – Nuove regole e una tassazione specifica per le sale dove i ragazzi – ma anche gli adulti – si sfidano in tornei in Rete. Sono le sale LAN, spesso frequentate dagli appassionati degli eSports, le competizioni sportive elettroniche. Le novità sono scritte nelle legge di bilancio.

Nuove tasse alle sale giochi

Il nuovo regime non tocca chi gioca con la console, il computer, il telefonino da casa. Interessa le strutture commerciali che offrono postazioni per videogiochi di abilità e intrattenimento senza vincite in denaro.

Per ogni pc o postazione di gioco, il governo decide adesso una base imponibile forfettaria di 15.000 all’anno. Su questa cifra, si applicherà una imposta dell’otto per cento.

I grandi simulatori

In pratica, il gestore verserà al fisco 1.200 euro annui per ciascuna postazione. Ancora più salata l’imposta per i grandi simulatori, quelli che riproducono ad esempio la guida di un’auto. In questo caso, la base imponibile sale a 25.000 euro e la tassa a 2.000 euro.

La tassazione – attenzione – non dipenderà dagli incassi effettivi. Anche una postazione poco usata sarà soggetta all’imposta, che viene calcolata su base forfettaria.

Una sala con 20 computer, quindi, dovrà mettere in conto 24.000 euro annui di imposta sugli intrattenimenti, a prescindere dal numero di clienti.

Per operare, tutte queste strutture dovranno ottenere un’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, valida due anni. La legge di bilancio impone anche il pagamento di:

  • 200 euro per ogni apparecchio usato;
  • 1.000 euro per ogni sala dedicata;
  • 2.000 euro per ogni gioco offerto;
  • 10.000 euro per ogni piattaforma online impiegata.

Sono importi che si aggiungono alla tassazione ordinaria sull’attività.

Almeno 20 apparecchi

Ogni sala dovrà avere almeno 20 apparecchi o postazioni. L’ingresso sarà permesso anche i minorenni, ammessi a usare soltanto i videogiochi adatti alla loro età (in base alla classificazione europea PEGI o a un sistema equivalente). Vietata qualsiasi forma di raccolta delle scommesse.

Le sale saranno organizzate in modo che i clienti, paganti, siano sempre informati sullo scorrere del tempo. Più si gioca, più si paga. I computer e le piattaforme usate dovranno conservare per almeno cinque anni la cronologia delle attività digitali, nel rispetto delle regole sulla riservatezza (privacy).

Disciplina speciale per i tornei. L’Agenzia delle Dogane stabilirà il costo massimo di partecipazione e il valore dei premi. Potrà chiedere un contributo fino all’8 percento sulle quote di iscrizione per finanziare i controlli.

Dati non certi

Il governo ipotizza questi incassi anche se non ha dati certi sul numero della sale LAN attive nel Paese. Ipotizza ne esistano 200. Ma il settore sarebbe in rapido sviluppo, per cui l’esecutivo immagina che aprano altre 2.100 sale, con oltre 45.000 postazioni di gioco.

Le attività già attive beneficeranno di un periodo di transizione. Avranno 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova manovra per presentare una autocerficazione e continuare a lavorare pagando l’imposta dovuta.

L’insieme delle nuove norme è all’articolo 25 della manovra che modifica il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (articolo 110), approvato con un Regio decreto del 1931. Modificato anche il Testo unico dei tributi erariali minori (decreto legislativo 174 del 2024).

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