Manovra, tornano i carabinieri ausiliari. Saranno 600 nel 2027 e 1000 l'anno dal 2028
di Irene Maria ScaliseROMA – Con la manovra del governo Meloni, rinasce la figura del carabiniere ausiliario, inserito come ruolo che fa parte della riserva volontaria. I carabinieri ausiliari, esistevano in Italia dal 1917 ed erano stati eliminati dal 2005 insieme alla fine del servizio di leva. È questa la principale novità in materia di difesa.
E’ previsto il reclutamento di un massimo di 600 giovani nel 2027 e di mille ogni anno dal 2028. Per finanziare il reclutamento la manovra autorizza una spesa di 41,78 milioni nel 2027, 82,8 milioni nel 2028 e 118,39 milioni nel 2029. Le risorse saliranno a 156,51 milioni nel 2030, per poi stabilizzarsi a 141,44 milioni annui dal 2031…
ROMA – Con la manovra del governo Meloni, rinasce la figura del carabiniere ausiliario, inserito come ruolo che fa parte della riserva volontaria. I carabinieri ausiliari, esistevano in Italia dal 1917 ed erano stati eliminati dal 2005 insieme alla fine del servizio di leva. È questa la principale novità in materia di difesa.
E’ previsto il reclutamento di un massimo di 600 giovani nel 2027 e di mille ogni anno dal 2028. Per finanziare il reclutamento la manovra autorizza una spesa di 41,78 milioni nel 2027, 82,8 milioni nel 2028 e 118,39 milioni nel 2029. Le risorse saliranno a 156,51 milioni nel 2030, per poi stabilizzarsi a 141,44 milioni annui dal 2031.
Chi può candidarsi
Potranno candidarsi gli aspiranti di età non superiore a 26 anni, in possesso almeno della licenza media e dei requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale previsti per l'arruolamento. E' quanto stabilisce l'articolo 93 del disegno di legge di Bilancio. La ferma iniziale durerà un anno, con possibilità di rafferma per altri due. I vincitori delle selezioni frequenteranno un corso di formazione della durata massima di tre mesi, al termine del quale, superate le prove finali, saranno nominati carabinieri ausiliari della riserva volontaria. Il nuovo personale potrà essere impiegato in attività operative e addestrative, prevalentemente su base regionale, con le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.
Il compenso
Nei primi tre mesi, la compensazione sarà quella giornaliera degli allievi delle forze armate. Nel successivo periodo di nove mesi, riceveranno una paga che vale il 65% del parametro stipendiale di un carabiniere in ferma volontaria. Al termine del primo anno, poi, si potrà appunto chiedere una rafferma volontaria per altri due anni. A quel punto, lo stipendio diventerà uguale a quello dei carabinieri in ferma volontaria.
L’accesso privilegiato
La misura prevede anche un canale di accesso privilegiato all'Arma: nei concorsi per le carriere iniziali potrà essere riservato agli ausiliari fino al 30% dei posti disponibili, entro i limiti complessivi previsti dalla normativa. Per usufruirne bisognerà aver completato almeno dodici mesi di servizio senza demerito, avere non più di 32 anni e possedere gli ulteriori requisiti richiesti.
Le modalità per il reclutamento
Le modalità specifiche per il reclutamento saranno stabilite, più avanti, dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Per ora, si sa che la selezione non avverrà su base nazionale ma che i candidati potranno scegliere uno dei quattro "hub" territoriali: Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Sud Italia.