Ita, i sindacati chiedono licenziamenti volontari
di Aldo FontanarosaROMA – Cgil, Cisl e Uil chiedono che i lavoratori dichiarati in esubero da Ita lascino la compagnia solo se non si oppongono al licenziamento. La posizione si deduce dalle comunicazioni che i tre sindacati inviano ai loro iscritti dopo che il vettore ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 226 dipendenti. L’apertura della procedura è del 28 ottobre.
In quali circostanze un lavoratore accetta mai di essere licenziato? Può farlo, in teoria, a fronte di una soddisfacente buonuscita. E la comunicazione della Filt Cgil, in effetti, associa l’eventuale consenso del lavoratore ad «adeguate garanzie e incentivi».
Sul fronte degli incentivi, però, la strada sarà in salita. Nella lettera ai sindacati e al ministero del Lavoro, che avvia la procedura di licenziamento collettivo, Ita Airways precisa di «non prevedere allo stato attribuzioni patrimoniali ulteriori rispetto a quelle già stabilite dalla legge e dalla contrattazione collettiva». Bisognerà trattare.
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ROMA – Cgil, Cisl e Uil chiedono che i lavoratori dichiarati in esubero da Ita lascino la compagnia solo se non si oppongono al licenziamento. La posizione si deduce dalle comunicazioni che i tre sindacati inviano ai loro iscritti dopo che il vettore ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 226 dipendenti. L’apertura della procedura è del 28 ottobre.
In quali circostanze un lavoratore accetta mai di essere licenziato? Può farlo, in teoria, a fronte di una soddisfacente buonuscita. E la comunicazione della Filt Cgil, in effetti, associa l’eventuale consenso del lavoratore ad «adeguate garanzie e incentivi».
Sul fronte degli incentivi, però, la strada sarà in salita. Nella lettera ai sindacati e al ministero del Lavoro, che avvia la procedura di licenziamento collettivo, Ita Airways precisa di «non prevedere allo stato attribuzioni patrimoniali ulteriori rispetto a quelle già stabilite dalla legge e dalla contrattazione collettiva». Bisognerà trattare.
L’indennità
A proposito di garanzie, la Uiltrasporti fa il punto sugli ammortizzatori sociali. Al momento, il lavoratore licenziato riceve l’indennità di disoccupazione (la Naspi). Poca cosa, purtroppo: l’importo più alto è di 1.584,70 euro al mese (lordi) fino a 24 mesi.
Peraltro la Naspi si riduce progressivamente del 3% al mese a partire dal sesto mese di arrivo sul conto; dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni alla domanda.
Per loro fortuna, le lavoratrici e i lavoratori del trasporto aereo beneficiano di un assegno che integra la Naspi, merito del Fondo di categoria (Fsta). Grazie all’integrazione del Fondo, la persona licenziata percepisce un assegno finale pari all’80% della “retribuzione lorda di riferimento” (se l’operazione è autorizzata).
I requisiti
Sempre la Uiltrasporti cita «l’auspicato nuovo decreto legge che attendiamo da qualche tempo». Il decreto dovrebbe prolungare la Naspi dagli attuali due anni fino a tre; e fino a quattro - aggiunge Uiltrasporti - «per chi raggiungerà i requisiti pensionistici nel corso del quarto anno».
Anche Ita Airways, in una sua nota, parla di una particolare attenzione «alle persone che possono raggiungere i requisiti pensionistici nel prossimo futuro». Né la lettera della compagnia, che avvia la procedura di licenziamento collettivo, né le comunicazioni sindacali precisano quanti lavoratori siano in vista della pensione. Al dicembre 2024, il 51% dei dipendenti Ita aveva più di cinquant’anni.
Le cause
Supponiamo che il licenziato rifiuti di accettare l’addio della compagnia. Comunque avrebbe diritto alla Naspi e all’integrazione del Fondo di categoria. In più si riserverebbe il diritto di fare causa a Ita per contestare il licenziamento.
Assunto dopo il 2021, anno di nascita del vettore, può ottenere al massimo un’indennità dalle 6 alle 36 mensilità. Questo, se la procedura è illegittima e quando l’azienda sbaglia i criteri di scelta su quale persona mandare a casa. Il reintegro può arrivare se il licenziamento è discriminatorio o nullo.