Apple, ricavi sopra le attese: continua l’avanzata dell’iPhone
Filippo SantelliROMA – Apple continua per la sua strada. Che, anche all’alba dell’era dell’Intelligenza artificiale, resta per il momento costruire e vendere smartphone e altri strabilianti device. Sembra funzionare: i conti trimestrali presentati ieri dalla Mela - i primi del nuovo amministratore delegato John Ternus, appena succeduto a Tim Cook - certificano ricavi (record) in solida crescita a 114 miliardi di dollari, +12% e meglio delle attese degli analisti, circa metà dei quali attribuibili alle vendite dei cari vecchi scintillanti iPhone, salite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 17,6%. E questo senza neppure che il nuovo modello pieghevole Duo, uscito a trimestre già chiuso, sia entrato nei conteggi.
Usato sicuro
È un limite o u…
ROMA – Apple continua per la sua strada. Che, anche all’alba dell’era dell’Intelligenza artificiale, resta per il momento costruire e vendere smartphone e altri strabilianti device. Sembra funzionare: i conti trimestrali presentati ieri dalla Mela - i primi del nuovo amministratore delegato John Ternus, appena succeduto a Tim Cook - certificano ricavi (record) in solida crescita a 114 miliardi di dollari, +12% e meglio delle attese degli analisti, circa metà dei quali attribuibili alle vendite dei cari vecchi scintillanti iPhone, salite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 17,6%. E questo senza neppure che il nuovo modello pieghevole Duo, uscito a trimestre già chiuso, sia entrato nei conteggi.
Usato sicuro
È un limite o un pregio, proseguire con l’usato sicuro? Si direbbe la seconda delle due, nei giorni in cui i mercati mettono sempre più in dubbio la sostenibilità dei maxi investimenti delle altre Big Tech in algoritmi e sconfinati centri dati, punendole pesantemente in Borsa. Dopo il Venerdì nero innescato dai deludenti conti di Google, per cui la nuova IA inizia a mangiarsi i ricavi della vecchia ricerca, ieri il settore tecnologico Usa ha fallito il rimbalzo, con un Nasdaq di nuovo in leggero negativo.
Al confronto Apple sta investendo molto meno, puntando piuttosto a integrare le intelligenze altrui nei propri apparecchi. E quello che fino a poco tempo fa pareva un imperdonabile ritardo, adesso viene considerata straordinaria oculatezza. Dall’inizio dell’anno Apple è cresciuta in Borsa di un bel 25% e, attorno a quota 5mila miliardi, si gioca la corona di società più ricca del mondo con Nvidia, altra produttrice di cose che si toccano, i chip. «Coroniamo il nostro miglior anno fiscale di sempre, con la gamma di prodotti più ambiziosa di sempre», ha detto Ternus, prima di sottoporsi per al fuoco di fila delle domande degli analisti.
Le sfide: chip e Cina
Non che Apple non abbia delle belle sfide di fronte. Una è il rincaro dei chip, specie quelli di memoria, che l’ha costretta ad aumentare a sua volta i prezzi, anche se finora - parlano le cifre - questo non sembra aver pesato sulle vendite. Delle indicazioni più affidabili arriveranno nel trimestre natalizio, come sempre decisivo.
L’altro fronte è la Cina, geografia ricchissima ma dai risultati al momento non brillanti. Qualche giorno fa le autorità di Pechino hanno finalmente dato l’ok alla Mela per introdurre delle funzionalità di Intelligenza artificiale negli smartphone venduti nel Paese. Si capirà nei prossimi mesi se questo le permetterà di recuperare il terreno perso a vantaggio dei concorrenti locali.