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Manovra, sulla sicurezza arriva la riserva volontaria. Cgil: “Modello a chiamata pericolosissimo”

(lapresse)

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Per accedere alla riserva basterà la licenzia media e aver frequentato un corso di tre mesi. Il segretario nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil : “No a precarizzaizione”
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MILANO – Poliziotti, finanzieri, carabinieri o agenti di polizia penitenziaria “a chiamata”. La soluzione messa a punto dal governo per soddisfare le necessità di aumento di forze di sicurezza con le poche risorse disponibili mettono in allarme i sindacati. In linea con di quello che accade già per i vigili del fuoco l’idea dell’esecutivo è l'istituzione della riserva volontaria nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza e nella Polizia Penitenziaria oltreché per l'Arma dei Carabinieri.

Silp Cgil: “Governo precarizza la sicurezza”

"Il Governo non solo sceglie di non finanziare adeguatamente il comparto sicurezza, lasciando la legge di bilancio priva delle necessarie risorse aggiuntive perle forze dell'ordine, ma compie un passo ulteriore e gravissimo:decide di precarizzarla", ha commetato Pietro Colapietro,segretario generale nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil. "L'intenzione dell'esecutivo Meloni – prosegue Colapietro – è quella di introdurre una sorta di modello a …

MILANO – Poliziotti, finanzieri, carabinieri o agenti di polizia penitenziaria “a chiamata”. La soluzione messa a punto dal governo per soddisfare le necessità di aumento di forze di sicurezza con le poche risorse disponibili mettono in allarme i sindacati. In linea con di quello che accade già per i vigili del fuoco l’idea dell’esecutivo è l'istituzione della riserva volontaria nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza e nella Polizia Penitenziaria oltreché per l'Arma dei Carabinieri.

Silp Cgil: “Governo precarizza la sicurezza”

"Il Governo non solo sceglie di non finanziare adeguatamente il comparto sicurezza, lasciando la legge di bilancio priva delle necessarie risorse aggiuntive perle forze dell'ordine, ma compie un passo ulteriore e gravissimo:decide di precarizzarla", ha commetato Pietro Colapietro,segretario generale nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil. "L'intenzione dell'esecutivo Meloni – prosegue Colapietro – è quella di introdurre una sorta di modello a chiamata, sulla falsa riga di quanto già avviene per altre realtà, creando un precedente pericolosissimo per il nostro settore. Non siamo difronte a un ritorno agli storici ausiliari di leva che, nel vecchio sistema, garantivano un percorso chiaro e, dopo il periodo di ferma, l'incorporamento stabile nei ruoli delle forze di polizia quasi nel 100% dei casi. Qui parliamo della creazione di una vera e propria pletora di precari da utilizzare all'occorrenza”.

Basterà la licenzia media

Ma di cosa si parla esattamente? L’articolo 93 della legge di bilancio, nell’istituire il carabiniere ausiliario della riserva volontaria, fissa anche le caratteristiche di base: reclutamento fino a 26 anni con la sola licenza media; corso di formazione di non più di tre mesi; ferma di un anno; stipendio e assegni fissi al 65%; nessun compenso per l'efficienza dei servizi istituzionali; qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.

Fino a 392 milioni a regime

Per la Cgil “una polizia ‘a basso costo’, precaria e sottopagata, a cui si chiedono gli stessi rischi e le stesse responsabilità del personale di ruolo”. Per la misura il governo prevede di impiegare a regime 392 milioni l'anno: 251 milioni per Polizia di Stato, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria.

Per il primo anno viste le minori risorse messe sul piatto il numero di ingressi, secondo le prime stime, sarebbe più contenuto, nell’ordine di1.000–1.350 unità complessive. ​A regime, quindi dal 2031, le risorse potrebbero prevedere la possibilità di mantenere in servizio permanente una forza ausiliaria precaria di quasi 20 mila unità complessive.

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