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Tata Motors conquista Iveco: “La sede resterà a Torino e il gruppo avrà una sua identità”

Da sinistra: Girish Wagh, MD & Ceo, Tata Motors, N Chandrasekaran, Chairman, Tata Sons, Tata Motors and Iveco Group; Olof Persson, Ceo, Iveco Group. 

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Con la decisione di Exor di cedere e l’acquisizione da parte degli indiani nasce il quarto produttore mondiale di veicoli commerciali con 21 miliardi di euro di ricavi, oltre 73 mila dipendenti, 27 siti produttivi e una presenza in più di 130 Paesi.
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ROMA – Iveco resterà in Italia e continuerà ad avere il proprio quartier generale a Torino. Non sarà più un gruppo autonomo, ma dipenderà dal gruppo indiano Tata Motors. Il radicamento italiano è la prima rassicurazione arrivata dai nuovi azionisti del gruppo di Mumbai volati a Torino per celebrare il passaggio del controllo dello storico marchio di veicoli commerciali nato nel 1975 e cresciuto all’interno prima del mondo Fiat e poi di Exor, holding della famiglia Elkann e Agnelli che ha deciso di cederlo alla multinazionale cresciuta sotto la guida di Ratan Tata, proprietaria anche di Jaguar e Land Rover . “Iveco continuerà ad avere sede a Torino, mantenendo l’identità distintiva dei propri marchi, delle persone e della presenza industriale”, hanno affermato Natarajan Chandrasekaran, chairman di Tata Sons e Tata Motors, e Girish Wagh, managing director e ceo di Tata Motors, dal quartier generale di Iveco. Parole che dipendono dagli accordi presi per la non modifica del perimetro ind…

ROMA – Iveco resterà in Italia e continuerà ad avere il proprio quartier generale a Torino. Non sarà più un gruppo autonomo, ma dipenderà dal gruppo indiano Tata Motors. Il radicamento italiano è la prima rassicurazione arrivata dai nuovi azionisti del gruppo di Mumbai volati a Torino per celebrare il passaggio del controllo dello storico marchio di veicoli commerciali nato nel 1975 e cresciuto all’interno prima del mondo Fiat e poi di Exor, holding della famiglia Elkann e Agnelli che ha deciso di cederlo alla multinazionale cresciuta sotto la guida di Ratan Tata, proprietaria anche di Jaguar e Land Rover . “Iveco continuerà ad avere sede a Torino, mantenendo l’identità distintiva dei propri marchi, delle persone e della presenza industriale”, hanno affermato Natarajan Chandrasekaran, chairman di Tata Sons e Tata Motors, e Girish Wagh, managing director e ceo di Tata Motors, dal quartier generale di Iveco. Parole che dipendono dagli accordi presi per la non modifica del perimetro industriale nei primi due anni e il mantenimento della sede sotto la Mole. Impegni che dovrebbero allontanare i timori di possibili ridimensionamenti della presenza in Italia, dove ci sono 15 mila dipendenti Iveco sui 36 mila globali, ed Europa, la possibilità di trasferimenti della produzione in Asia e il rischio che le tensioni all’interno della famiglia Tata possano cambiare le strategie rispetto all’operazione. A Torino si è insistito molto sul fatto che le due realtà siano “complementari” e secondo i nuovi manager l’obiettivo è costruire “un gruppo più forte”.

L’operazione

Tata Motors ha acquisito l’89,42% di Iveco Group attraverso un’Opa e dal 30 ottobre il gruppo torinese è entrato ufficialmente nell’orbita del colosso indiano. I nuovi azionisti hanno promesso continuità: “Tata Motors sosterrà l’attuale strategia e i piani di investimento di Iveco , mentre le due organizzazioni collaboreranno per valorizzare le rispettive complementarità, rafforzare le competenze e creare maggiore valore per clienti e stakeholder”.

A sottolineare il valore dell’operazione è stato anche Olof Persson, ceo di Iveco Group. «Oggi è una giornata storica per Iveco e Tata Motors. Siamo davvero entusiasti di ciò che stiamo costruendo insieme e di questa nuova fase», ha dichiarato. Persson ha ricordato che le due società hanno storie diverse e hanno operato finora in mercati differenti, ma condividono la stessa visione industriale. «Da generazioni progettiamo e produciamo veicoli sui quali le persone possono fare affidamento, contribuendo a rendere il trasporto più pulito, sicuro ed efficiente. Ecco perché questa unione ha così tanto senso».

Nasce il quarto produttore mondiale

Dall’integrazione tra Tata Motors, maggiore produttore indiano di veicoli commerciali, e Iveco Group, tra i protagonisti internazionali nei veicoli commerciali, negli autobus e nei sistemi di propulsione, nasce il quarto gruppo mondiale del settore. La nuova realtà sarà presente in oltre 130 Paesi, con ricavi complessivi per circa 21 miliardi di euro, più di 73 mila dipendenti, 27 siti produttivi, 25 centri di ricerca e sviluppo e una rete di oltre 9.300 punti di vendita e assistenza.

«Due organizzazioni forti e di successo si sono unite per creare una vera realtà globale della mobilità commerciale», ha spiegato Chandrasekaran, assicurando investimenti con una visione di lungo periodo e una maggiore circolazione di idee e competenze. L’obiettivo è sviluppare una mobilità «più sicura, intelligente, connessa e sostenibile».

Secondo Wagh, la complementarità tra prodotti, tecnologie e presenza geografica rappresenta la base per la crescita, senza interruzioni per clienti, concessionari e partner. «Accelereremo l’innovazione, amplieremo il nostro raggio d’azione e porteremo sul mercato soluzioni avanzate in modo più rapido e competitivo», ha concluso. Per l’Italia, il primo impegno assunto dai nuovi proprietari resta la conferma della sede torinese, dell’identità di Iveco e della sua presenza industriale.

Grazie a Meloni ed Elkann

"Voglio esprimere il mio apprezzamento al governo italiano, alla premier Giorgia Meloni, alle autorità regolatorie delle diverse giurisdizioni, ai nostri dipendenti, azionisti e a tutti gli stakeholder: la loro fiducia, collaborazione e supporto ci hanno consentito di raggiungere questo importante traguardo", ha detto Chandrasekaran rispetto all’operazione. Ci è voluto più di un annoi per portarla a termine. “Desidero inoltre ringraziare ed esprimere la mia gratitudine al mio amico John Elkann e alla famiglia Agnelli per il loro sostegno e per lo spirito con cui hanno collaborato con noi e sostenuto questa operazione".

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