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Manovra, tutte le Regioni all’attacco: “Fondi insufficienti per la sanità. Lea a rischio”

Massimiliano Fedriga (agf)
I governatori hanno chiesto al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di scrivere all’esecutivo per chiedere un incontro. Schillaci: “I fondi sono aumentati”
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Le Regioni giudicano le risorse messa la manovra per la sanità “insufficienti”. I presidenti si sono incontrati nel primo pomeriggio di oggi, uscendo con una posizione unanime riguardo alla necessità di aumentare i fondi per si sistema pubblico, che dalla manovra ha ricevuto 2,4 miliardi invece degli oltre 6 miliardi che chiedevano le stesse Regioni. Si è così deciso di scrivere una lettera al governo, se ne occuperà il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, per chiedere un incontro durante il quale discutere di “un incremento del fondo sanitario nazionale”.

L’agitazione delle Regioni

Le Regioni governate dal centrosinistra dopo che è stato resa pubblica la manovra erano partite all’attacco, anche la Lombardia, so…

Le Regioni giudicano le risorse messa la manovra per la sanità “insufficienti”. I presidenti si sono incontrati nel primo pomeriggio di oggi, uscendo con una posizione unanime riguardo alla necessità di aumentare i fondi per si sistema pubblico, che dalla manovra ha ricevuto 2,4 miliardi invece degli oltre 6 miliardi che chiedevano le stesse Regioni. Si è così deciso di scrivere una lettera al governo, se ne occuperà il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga, per chiedere un incontro durante il quale discutere di “un incremento del fondo sanitario nazionale”.

L’agitazione delle Regioni

Le Regioni governate dal centrosinistra dopo che è stato resa pubblica la manovra erano partite all’attacco, anche la Lombardia, soprattutto con l’assessore alla Salute Guido Bertolaso ma anche con il presidente Attilio Fontana, era stata critica riguardo al finanziamento. Era così stata avanzata la richiesta di riunire in via straordinaria la Conferenza delle Regioni, che appunto si è incontrata oggi.

Schillaci: “Il fondo continua a crescere”

Più o meno mentre si riunivano i presidenti, il ministro alla Salute Orazio Schillaci rispondeva a un question time alla Camera. Anche se in questi giorni ha chiesto più volte che fossero un po’ aumentati i fondi (in particolare quelli per alzare l’indennità di esclusiva dei medici, circa 400 milioni) di una manovra praticamente stilata dal Mef senza coinvolgere il suo ministro, in Parlamento ha difeso il testo. “In questa manovra non c'è la parola “tagli”, per il governo la salute non è voce di spesa ma un investimento. La salute non è terreno di partita elettorale. Ci sono più di 20 miliardi dal 2022 e nel 2026 l'aumento del Fondo sanitario è il più alto in assoluto. Il fondo è al livello più alto e continua a crescere. Nel 2027, in manovra ci sono 146 miliardi per il Fondo sanitario nazionale e il voucher è un segnale che va dove serve, agli anziani. È vero che per la sanità i fondi non bastano mai, ma c'è consapevolezza della congiuntura».

La preoccupazione di Fedriga

E in serata Fedriga ha scritto anche un comunicato, per spiegare la situazione. “Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”, spiega il Presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga . “Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto dell’inflazione e con l’impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l’iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile. La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato. Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi, chiarisce Fedriga, siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale. Ecco perché oggi rappresenteremo al Presidente Meloni e al Governo una situazione di seria difficoltà, espressa in modo unanime dalla Conferenza”.

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