ROMA – Ita Airways riduce da 226 a 180 i dipendenti in esubero. La compagnia licenzierà i soli lavoratori che si impegneranno a non opporsi alla risoluzione del rapporto di lavoro. In cambio della non opposizione, il vettore garantirà loro un sostegno economico.
Recita così l’accordo che il vettore ha sottoscritto ieri sera con sei sindacati: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Anpac e Anp. Vediamo in dettaglio i termini dell’intesa.
I dipendenti in eccedenza scendono nel numero. Nella comunicazione del 28 ottobre, Ita ne indicava 226 (su 5.269 dipendenti totali). L’accordo di ieri li fissa a 180. La compagnia di bandiera, che ha Lufthansa al 41% del capitale, prevede di recuperarne 46 con programmi di formazione e riqualificazione. Queste persone potranno essere assegnate a nuove mansioni, anche in reparti diversi dagli attuali.
La “non opposizione”
L’intesa si basa su un’espressione che presenta una qualche ambiguità: “Non opposizione”. Andrà a casa chi accetterà il siluramento rinunciando per iscritto a fare causa al vettore davanti al giudice del lavoro.
Sia Ita Airways sia i sindacati guardano, in prima battuta, a persone più vicine alla pensione. Il vettore contatterà loro inizialmente, per poi procedere con lavoratori più giovani. Se butterà giù il rospo dell’allontanamento, l’ex dipendente (pensionando o meno) riceverà:
- l’indennità di disoccupazione (Naspi). Per legge, questa indennità arriva a un massimo di 1.584,70 euro al mese (lordi) fino a un massimo di 24 mesi;
- un assegno integrativo in arrivo dal Fondo di categoria (Fsta) che può portare le entrate del licenziato fino all’80% della “retribuzione lorda di riferimento”;
- una ulteriore somma garantita da Ita che spingerebbe le entrate fino al 92%, per tutto il periodo in cui il licenziato percepisce la Naspi. Questa aggiunta (del 12%, versata in un’unica soluzione) varrà per i rapporti di lavoro che saranno interrotti entro il 31 dicembre 2026.
Il nodo del preavviso
In cambio di questa aggiunta del 12%, il lavoratore dovrà rinunciare all’indennità che gli spetterebbe quando la società licenzia senza rispettare il preavviso.
Per i licenziamenti decisi nel 2027, l’incentivo scenderà dal 12% al 10% (nei casi sia stato rispettato il preavviso contrattuale). Ita è disponibile a prolungare l’incentivo (del 12% o del 10%) nel caso un decreto del governo estenda la Naspi dagli attuali 24 mesi a 36 o 48 mesi.
Le uscite cominceranno il 30 dicembre 2026 e potranno proseguire fino al 30 dicembre 2027, a scaglioni trimestrali. Tutti i dipendenti che lasceranno la compagnia, sulla base di questo accordo tra azienda e sindacati, conserveranno lo stesso trattamento dei pensionati di Ita a proposito delle agevolazioni per i biglietti aerei.
La sanatoria
L'accordo contiene infine una clausola che mette al riparo la procedura da eventuali contestazioni formali. Azienda e sindacati sanano possibili errori, omissioni o irregolarità nella comunicazione del 28 ottobre, con cui Ita ha annunciato i 226 esuberi.
La possibilità è prevista dalla legge sui licenziamenti collettivi. La clausola non impedisce ai singoli lavoratori di contestare eventuali illegittimità non coperte dalla sanatoria.