Mediobanca, gli utili volano di oltre un miliardo spinti da Generali: “Livelli migliori di sempre”
di Andrea GrecoMILANO – Più interessi e dividendi (dalle Generali), tenuta delle commissioni e un raddoppio dei proventi da trading. Con questi elementi Mediobanca chiude un terzo trimestre in netta crescita, portando l’utile netto a 379 milioni, e la dote nei nove mesi dell’esercizio a 1,1 miliardi (+13% rispetto a un anno prima).
"Chiudiamo i primi nove mesi con tre miliardi di ricavi e oltre un miliardo di utile netto, ai migliori livelli di sempre – ha detto l’ad Alessandro Melzi d’Eril – Mediobanca conferma, ancora una volta, la forza del marchio e della sua rete, che poggiano sullo standing dei nostri clienti e la professionalità delle nostre persone, con un positivo sviluppo e contributo di tutte le divisioni”. Come informa una nota, “la dinamica diversificata delle attività, le forti relazioni con la clientela e l'ampia dotazione di capitale (Cet1 al 15%)”, hanno portato il risultato operativo dei nove mesi di 1.782,8 milioni (+15,9%), anche grazie all'aumento dei ricavi a 2.925 milioni (+8,…
MILANO – Più interessi e dividendi (dalle Generali), tenuta delle commissioni e un raddoppio dei proventi da trading. Con questi elementi Mediobanca chiude un terzo trimestre in netta crescita, portando l’utile netto a 379 milioni, e la dote nei nove mesi dell’esercizio a 1,1 miliardi (+13% rispetto a un anno prima).
"Chiudiamo i primi nove mesi con tre miliardi di ricavi e oltre un miliardo di utile netto, ai migliori livelli di sempre – ha detto l’ad Alessandro Melzi d’Eril – Mediobanca conferma, ancora una volta, la forza del marchio e della sua rete, che poggiano sullo standing dei nostri clienti e la professionalità delle nostre persone, con un positivo sviluppo e contributo di tutte le divisioni”. Come informa una nota, “la dinamica diversificata delle attività, le forti relazioni con la clientela e l'ampia dotazione di capitale (Cet1 al 15%)”, hanno portato il risultato operativo dei nove mesi di 1.782,8 milioni (+15,9%), anche grazie all'aumento dei ricavi a 2.925 milioni (+8,9%).
L'andamento è positivo anche nel trimestre, con ricavi a 977,4 milioni, malgrado il peggioramento dei mercati e la riduzione delle attività di banca d’impresa (Cib) dopo i record del trimestre precedente, per l'apporto crescente di Generali, il solido andamento del credito al consumo e la stabilizzazione del contributo delle gestioni patrimoniali. I dividendi da partecipazioni, pari a 478 milioni nei nove mesi, “riflettono principalmente la valorizzazione a equity di Assicurazioni Generali”, il cui pacchetto del 13,3% ha fruttato 475 milioni (+21% sull’anno scorso). Unica nota stonata il costo del credito, che continua a peggiorare nel trimestre e porta le riserve da inizio anno a 257 milioni, +54% dal settembre 2025.
Il capoazienda ha formulato una previsione per il futuro, che con ogni probabilità vedrà Intesa Sanpaolo prendere il controllo della casa madre Mps, e poi lanciare l’Opa residuale sul 13,5% di Piazzetta Cuccia non detenuto dalla banca senese: “Nei prossimi trimestri, ancora caratterizzati da incertezza legata agli eventi macroeconomici, continueremo a mantenere intatti la disciplina, la ricerca dell’eccellenza, la vicinanza ai clienti ed il focus sul business, valori fondanti della cultura Mediobanca”.
Per il 2026 l’istituto ha confermato le stime di “aumento a doppia cifra” dell’utile d’esercizio fornite ad agosto.