Uniti sul salario minimo ma divisi sulla patrimoniale: campo largo, prove tecniche di programma
di Valentina ConteROMA – Il campo largo si ritrova sui salari, si divide su come tassare i più ricchi. Davanti a Maurizio Landini, i leader delle opposizioni mettono in fila le proposte per il programma di governo: salario minimo, recupero del fiscal drag, stop agli stage gratuiti e ai subappalti a cascata. La distanza emerge quando il segretario della Cgil chiede di andare a prendere i soldi «dove sono». Nessuno difende i privilegi dei super ricchi. Ma sulla patrimoniale le risposte cambiano: sì di Alleanza verdi e sinistra, apertura di Elly Schlein, dubbi di Giuseppe Conte, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi.
La sfida di Landini
«Mi son rotto le scatole», dice Landini: a pagare il fisco progressivo sono dipendenti e pensionati, «che pagano anche per quelli c…
ROMA – Il campo largo si ritrova sui salari, si divide su come tassare i più ricchi. Davanti a Maurizio Landini, i leader delle opposizioni mettono in fila le proposte per il programma di governo: salario minimo, recupero del fiscal drag, stop agli stage gratuiti e ai subappalti a cascata. La distanza emerge quando il segretario della Cgil chiede di andare a prendere i soldi «dove sono». Nessuno difende i privilegi dei super ricchi. Ma sulla patrimoniale le risposte cambiano: sì di Alleanza verdi e sinistra, apertura di Elly Schlein, dubbi di Giuseppe Conte, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi.
La sfida di Landini
«Mi son rotto le scatole», dice Landini: a pagare il fisco progressivo sono dipendenti e pensionati, «che pagano anche per quelli che non pagano». La richiesta è applicare la progressività a tutti i redditi, comprese rendite finanziarie e immobiliari. E restituire il fiscal drag, il prelievo aggiuntivo che scatta quando gli aumenti nominali dei redditi, dovuti all’inflazione, fanno crescere il conto delle tasse. La Cgil presenterà una proposta di riforma fiscale.
Poi il contributo di solidarietà: l’1% sui più ricchi, con un gettito che il sindacato stima in 25 miliardi da destinare a scuola, sanità, pubblico impiego e politiche industriali. «Non c’è né invidia né lobby, è un elemento di giustizia». Landini lega le risorse agli investimenti: «Non è per colpire qualcuno, è per dare un futuro al nostro Paese».
Il sì di Avs, l’apertura del Pd
Nicola Fratoianni rivendica una proposta più circoscritta: tassare i patrimoni netti personali sopra i 5,4 milioni di euro. Cinquantamila persone, aliquote progressive dell’1, 2 e 3,5%, per un gettito stimato tra 12 e 18 miliardi. «Mi tocca fare il moderato», scherza con Landini. E contesta l’obiezione della fuga dei capitali: «La letteratura scientifica più attuale dimostra che questa cosa non è vera».
Angelo Bonelli sostiene la proposta di Avs e si dice disponibile a ragionare anche su un contributo di solidarietà a tempo. Schlein apre: «Noi siamo favorevoli a una tassazione dei super ricchi». Il Pd porta avanti la battaglia in Europa ed è disponibile a discuterne sul piano nazionale. La segretaria indica nella exit tax prevista dalla manovra una risposta al rischio di trasferimento dei patrimoni all’estero: «La soluzione ce l’hanno data loro». E fissa un confine: «Noi non vogliamo alzare le tasse al ceto medio».
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I dubbi di Conte, Boschi e Magi
Conte propone un seminario sulla patrimoniale: «Discutiamone concretamente». Le sue obiezioni riguardano la valutazione dei patrimoni, i contenziosi e la mobilità delle grandi ricchezze. Il leader del M5S annuncia invece progetti per distinguere la speculazione finanziaria dall’economia reale: «Difendiamo l’economia reale, andiamo invece a toccare la speculazione finanziaria».
Boschi dubita che la patrimoniale sia lo strumento più efficace: «I patrimoni più alti sono quelli più facili da spostare». Per la deputata di Italia viva le priorità sono lotta all’evasione, sprechi e revisione delle norme della destra. Magi, segretario di +Europa, non ha «una chiusura pregiudiziale», ma dubita dell’efficacia. Propone maggiore progressività sulle successioni e la legalizzazione della cannabis, con risorse per la sanità.
Il fronte comune sul lavoro
Sui salari il terreno è più solido. Schlein rivendica la proposta unitaria sul minimo, a prima firma Conte. Fratoianni chiede di aggiornare i nove euro lordi indicati nel 2023 e di discutere un aggancio degli stipendi all’inflazione. Magi propone sostegno pubblico ai rinnovi contrattuali e riduzione del costo del lavoro condizionata agli aumenti salariali. Landini vuole cambiare le regole degli appalti e di mantenere la responsabilità del committente lungo tutta la filiera del lavoro.
Convergono anche gli interventi sul fiscal drag, sulle agevolazioni per trattenere i giovani e sullo stop agli stage gratuiti. Conte propone di alzare la no tax area fino a 20mila euro. Boschi avverte: aumentare gli stipendi non basta senza sanità, trasporti e scuola di qualità. Il documento unitario, ricorda Magi, è l’obiettivo entro la fine di novembre.