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Dl Bollette, quanto varrà il risparmio del tetto al gas per i consumatori? Appena un caffè al mese

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È la stima del think tank Ecco che, in attesa del testo del decreto, si basa sull’ultimo documento di consultazione di Arera
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MILANO – Era atteso per fine ottobre, ma il decreto Bollette bis è stato rinviato una seconda volta. E intanto le famiglie aspettano il tanto millantato sostegno contro i rincari. Quanto vale? Difficile dirlo con esattezza, il testo non è ancora stato pubblicato. Ma gli esperti iniziano a sbilanciarsi basandosi sui documenti già a disposizione che saranno alla base del nuovo decreto. Il responso? Dal tetto al prezzo del gas i consumatori troveranno in bolletta un risparmio di circa 17 euro all’anno. Un caffè al mese.

Un risparmio che vale appena un caffè al mese

Il provvedimento è atteso al consiglio dei ministri di lunedì. La prima versione era stata approvata a febbraio 2026, quando i prezzi all’ingrosso dell’elettricità viaggiavano intorno ai 114…

MILANO – Era atteso per fine ottobre, ma il decreto Bollette bis è stato rinviato una seconda volta. E intanto le famiglie aspettano il tanto millantato sostegno contro i rincari. Quanto vale? Difficile dirlo con esattezza, il testo non è ancora stato pubblicato. Ma gli esperti iniziano a sbilanciarsi basandosi sui documenti già a disposizione che saranno alla base del nuovo decreto. Il responso? Dal tetto al prezzo del gas i consumatori troveranno in bolletta un risparmio di circa 17 euro all’anno. Un caffè al mese.

Un risparmio che vale appena un caffè al mese

Il provvedimento è atteso al consiglio dei ministri di lunedì. La prima versione era stata approvata a febbraio 2026, quando i prezzi all’ingrosso dell’elettricità viaggiavano intorno ai 114 euro al megawattora. In meno di un anno sono raddoppiati, con un aggravio di quasi 400 euro l’anno sulla bolletta di una famiglia con consumi standard e di oltre il 70% su quella di un’impresa energivora.

Per calcolare il risparmio che porterebbe la misura, gli esperti di Ecco considerano il tetto al gas citato nel Documento di Consultazione di Arera, pubblicato lo scorso giugno dopo le considerazioni della Commissione europea e in linea con le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni: circa 59 euro al MWh per 12-18 mesi.

Partendo dalle quotazioni del gas naturale di fine ottobre, intorno ai 100 €/MWh, lo sconto “lordo” si attesterebbe a 40 euro. Questa cifra, spiegano gli esperti, va aggiustata in modo da «non modificare i flussi di elettricità scambiati con gli altri Stati membri del mercato unico europeo». Se il gas fosse più economico in Italia, i Paesi confinanti lo comprerebbero da Roma, riducendo il beneficio per i cittadini.

Per questo vincolo sui flussi con l’estero, lo sconto sul prezzo del gas consegnato alle centrali si dovrebbe fermare a circa 10 €/MWh in media all’anno, pari ad appena 13 €/MWh in meno sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Da questo beneficio va poi sottratto il rimborso dovuto ai produttori: e dunque, per una famiglia che consuma 2700 kilowattora di elettricità all’anno, il risparmio stimato è di 17 euro. Circa 1,4 euro al mese.

Benefici contenuti per imprese e sistema Italia

Per un’impresa energivora, che consuma 20 GWh all’anno, tra febbraio e ottobre la bolletta annua è cresciuta di oltre il 70%. Il tetto al gas così applicato ridurrebbe il conto di circa nove mila euro al mese, appena l’1,9% in meno. Anche con prezzi del gas più alti il risultato non cambierebbe molto: a limitarlo è il vincolo sulle esportazioni, non il prezzo del gas.

Anche a livello di sistema Italia il beneficio è “contenuto”. Lordo, vale circa 3,6 miliardi all’anno, ma i rimborsi alle centrali termoelettriche, che consumano gas per produrre elettricità, qualcuno li dovrà pagare. Considerando gli altri costi indotti, il rimborso assorbe 2,3 miliardi. E il beneficio netto scende a circa 1,25.

Impatto irrisorio rispetto alla crisi

Qualunque sia il tetto, dunque, l’impatto pare irrisorio rispetto alla portata della crisi. Resta ancora da chiarire come verranno gestiti i flussi di elettricità con l’estero e la ripartizione dei costi tra consumatori e produttori. Il vero problema dell’Italia – è la tesi – è la dipendenza dal gas che, per come è disegnato il sistema, impatta anche sul prezzo dell’elettricità.

Perché questo non accada, “servono rinnovabili, accumuli e reti, meno ostacoli su connessioni e autorizzazioni e meccanismi”, spiega Matteo Leonardi, co-fondatore e presidente di Ecco. Il tutto, aggiunge, “supportato da una riforma della fiscalità dell’energia che smetta di penalizzare il vettore elettrico con tasse e oneri fino a venti volte superiori rispetto al gas per le imprese”. Insomma, un decreto non basta.

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