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Mps batte le attese con 1,66 miliardi di utile a nove mesi. L’ad: “Cambia la rotta, non la bussola”

(agf)
La banca migliora tutte le dinamiche contabili e alza le stime per il 2026, mentre “prosegue l’analisi sull’offerta di Intesa Sanpaolo”. Lovaglio: “Pieno rispetto per le scelte gli azionisti, avanti con rigore e responsabilità sulla gestione”
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MILANO – Grazie a una “maggiore diversificazione del business model” e alla "positiva dinamica operativa", Mps chiude i primi nove mesi dell’anno con un balzo dell’utile netto del 21,2% a 1,66 miliardi di euro.

I risultati nel trimestre sono lievemente migliori delle attese: l’utile netto tra luglio e settembre sale del 14,6% a 543 milioni, 10 milioni più delle stime medie degli analisti. La banca di Siena, protagonista della prima fase di risiko bancario con la scalata a Mediobanca, non ha avuto contraccolpi dall’Opas di Intesa Sanpaolo, che l’ad Luigi Lovaglio ha provato a contrastare.

Lovaglio: “La priorità resta fare risultati e creare valore”

Tuttavia il banchiere, presentando i risultati agli investitori, è stato meno aggressivo che in passato sull’operazione da 31,4 miliardi in arrivo da Ca’ de Sass, che la maggioranza dei soci senesi finora gradisce (l’offerta partirà in Borsa tra due settimane): “Prendiamo atto della decisione degli azionisti con assoluto rispetto e prosegui…

MILANO – Grazie a una “maggiore diversificazione del business model” e alla "positiva dinamica operativa", Mps chiude i primi nove mesi dell’anno con un balzo dell’utile netto del 21,2% a 1,66 miliardi di euro.

I risultati nel trimestre sono lievemente migliori delle attese: l’utile netto tra luglio e settembre sale del 14,6% a 543 milioni, 10 milioni più delle stime medie degli analisti. La banca di Siena, protagonista della prima fase di risiko bancario con la scalata a Mediobanca, non ha avuto contraccolpi dall’Opas di Intesa Sanpaolo, che l’ad Luigi Lovaglio ha provato a contrastare.

Lovaglio: “La priorità resta fare risultati e creare valore”

Tuttavia il banchiere, presentando i risultati agli investitori, è stato meno aggressivo che in passato sull’operazione da 31,4 miliardi in arrivo da Ca’ de Sass, che la maggioranza dei soci senesi finora gradisce (l’offerta partirà in Borsa tra due settimane): “Prendiamo atto della decisione degli azionisti con assoluto rispetto e proseguiamo il nostro cammino con lo stesso rigore e il senso di responsabilità che ci hanno sempre guidato", ha detto Lovaglio sul voto con cui oltre il 90% del capitale presente ha bloccato le sue offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e su Banca Generali per creare un terzo polo alternativo all’integrazione con Intesa Sanpaolo. “Le nostre priorità rimangono le stesse: conseguire risultati, supportare i nostri clienti e i nostri dipendenti e continuare a creare valore per tutti i nostri azionisti", ha aggiunto.

Parlando dei conti, l’ad ha evidenziato la prosecuzione del percorso di rilancio: “Il nostro modello di business sta diventando sempre più efficiente, e sempre più legato ad attività commissionali con impatto limitato sul capitale”. Il patrimonio Cet1, difatti, è salito a settembre al 16,40% degli attivi di rischio, 20 punti base in più da inizio anno e sui massimi di settore in Europa.

Alzate le stime di utile 2027, ma senza contare le nuove tasse

Il risultato operativo lordo dei nove mesi sale del 10,2% a 3,46 miliardi di euro, sostenuto dalla crescita dei ricavi, saliti del 5,6% a 6,02 miliardi di euro, alimentati sia dal margine di interesse (+3% a 3,2 miliardi) che dalle commissioni (+3,5% a 1,88 miliardi) e da costi operati stabili a 2,56 miliardi, con un rapporto tra costi e ricavi in calo di due punti percentuali, al 43%. Salgono del 15,8% anche i dividendi e proventi da partecipazioni, a quota 529 milioni, principalmente per effetto della maggiore contribuzione della partecipazione in Assicurazioni Generali, e il risultato del trading, che si porta a 355 milioni.

In "significativa accelerazione" il risultato operativo lordo del terzo trimestre, che avanza del 14,8% a 1,16 miliardi mentre la flessione rispetto al secondo trimestre (-3,1%) risente della "tipica stagionalità di alcune componenti di ricavi, in parte compensata dalla crescita del margine di interesse (+4,4%)". Migliorate al rialzo anche le stime al rialzo di utile pre-tasse nel 2026 da 3,6 a 3,7 miliardi. In Borsa l’azione Mps procede poco sotto la parità, in linea con l’indice di settore. Tuttavia, nella presentazione si legge che "il potenziale impatto sui risultati del 2026 derivante dall'approvazione della legge Finanziaria per il 2027 è ancora in fase di valutazione e non è incluso nelle stime".

“Cambia la rotta, non la direzione della bussola”

"I risultati dei nove mesi forniscono una maggiore visibilità del valore intrinseco di Mps, del potenziale della sua rete, delle sue relazioni – ha commentato Lovaglio nelle conclusioni -. In ogni lungo viaggio arriva il momento in cui la strada cambia, ma ciò non significa smarrire la direzione. La nostra direzione rimane chiara, continueremo a raggiungere i nostri obiettivi e a preservare valore”. Davanti a un contesto strategico “chiaramente cambiato”, il capoazienda ha aggiunto: “Continueremo a gestire la nuova fase con rigore e senso di responsabilità. La rotta può essere cambiata, ma la nostra bussola non è cambiata". NeI breve termine, significa che Mps "prosegue le proprie attività di analisi" sull'Opas di Intesa Sanpaolo, la cui valutazione sarà formulata dal cda verosimilmente verso metà novembre, dopo che Consob avrà approvato il prospetto dell’offerta.

Come anticipato da Repubblica, ieri il parere finale dell'istruttoria Antitrust sull'Opas di Intesa è stato inviato alle parti interessate, tra cui Generali poiché nell'operazione rientra anche la quota del 13,3% della compagnia del Leone attualmente detenuta da Mediobanca. Il garante ha sostanzialmente accolto lo schema degli impegni proposti da Ca’ de Sass, chiedendo in più “correttivi comportamentali” perché l'investimento nel suo primo concorrente assicurativo “resti puramente finanziario”.

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